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Il mondo nella rete e la democrazia

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Il mondo nella rete e la democrazia

Il mondo nella rete e la democrazia
Febbraio 28
16:37 2015

13-per-sostituzioneIl premio Nobel Liu Xiaobo ha dichiarato: «Internet è un dono di Dio alla Cina». Enfasi a parte, comunque giustificata perché in Cina le persone continuano a essere espropriate dei diritti fondamentali, questa frase delinea esattamente cos’è internet: apertura di uno spazio di libertà politica in Cina come in altri Paesi non proprio democratici;

comunque spazio pubblico, una specie di agorà ateniese, per tutti. Realtà ormai consolidata, ma continuamente in evoluzione e in discussione.
Oggi c’è il Web 2.0, quello delle reti sociali, che ha creato una nuova dimensione al rapporto tra democrazia e diritti. La possibilità di azioni organizzate in nuovi modi, non solo perché si è in tanti quanto piuttosto perché i molti sono in grado di articolare relazioni sociali e insieme dare vita a forme variegate di azioni politiche collettive e individuali. Insomma, senza la rete ad esempio le ‘Primavere arabe’ non ci sarebbero state: gli attivisti si sono messi in contatto tra di loro e hanno deciso le modalità dell’azione. Piazza Tahrir al Cairo, presidiata da centinaia di migliaia di manifestanti, ha permesso la caduta di un regime. Al tempo stesso, la forza di quella piazza era amplificata esponenzialmente dall’intero sistema dei media. È una fase di transizione, quella che stiamo vivendo, dove il vecchio convive con il nuovo, trasformandone spesso il significato. Le piazze, che da sempre sono state il luogo storico della comunicazione politica, si sono svuotate, vuoi per disinteresse vuoi per l’avvento della televisione; oggi, grazie all’attivismo della rete, ci si incontra di nuovo fisicamente.

Le censure nello spazio comune
Si aprono a questo punto diverse riflessioni e discussioni di varia natura: morali, etiche, culturali, sui diritti. Tutti temi da approfondire e discutere collettivamente. Qui prenderò solo in considerazione il diritto di accesso a internet; diritto inteso non solo a essere tecnicamente connessi alla rete, ma come espressione di un modo diverso della persona di essere nel mondo.
Se ho diritto di accedere alla rete devo avere il diritto di esprimermi liberamente (libertà di manifestazione del pensiero, in primis), cioè posso essere una cittadina digitale coerentemente alla mia cittadinanza, come la intendiamo comunemente: persona con patrimonio di diritti/doveri. Quindi la rete deve essere neutrale (non può appartenere a multinazionali o gruppi di potere) e deve essere paragonata a un bene comune, come l’acqua, e quindi sempre accessibile. Ci dev’essere insomma una responsabilità pubblica universale, una sorta di costituzione che la salvaguardi e nel contempo protegga gli individui.
Neutralità della rete significa che non può esistere una censura esercitata da intermediari che impedirebbero contributi alla costruzione di un bene globale (vedi le censure nei Paesi dittatoriali). Tuttavia deve essere assicurato un accesso che vada oltre la mera connessione tecnica e consenta l’effettiva libertà della conoscenza in rete. Altrimenti la rete sarebbe una stanza vuota. D’altra parte il cyberspazio non può essere ‘occupato’ da alcuni soggetti che lo frequentano: la piazza è di tutti. Da ciò discende il potere che una persona ha di contribuire a determinare le modalità di esercizio di questo suo diritto. E ancora, la garanzia di poter impedire la circolazione di materiali, la rivelazione delle fonti; assicurare il diritto all’oblio, il dovere a non invadere la privacy altrui e la possibilità di proteggere la propria… Tutti temi assolutamente attuali e ancora non definiti di una realtà magmatica che cambia continuamente.
Quello che è assolutamente inaccettabile è una privatizzazione della rete, anche se governativa. Servirebbe una corrispondente Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, quindi una pluralità di attori a livelli diversi che possano dialogare e mettere a punto regole comuni. La democrazia promossa da internet esige una gestione democratica di internet.

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