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Il monito dall’Assemblea dei Geologi del Lazio: “Noi ci siamo, la politica ci ascolti”

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Il monito dall’Assemblea dei Geologi del Lazio: “Noi ci siamo, la politica ci ascolti”

dicembre 20
15:08 2014

Tra i presenti alla tavola rotonda anche Gian Vito Graziano, presidente del CNG, i presidenti degli Ordini dei Geologi di Molise, Toscana, Umbria, Campania, Abruzzo e Marche, Arcangelo Pirrello, Presidente EPAP (Cassa di Previdenza Geologi), i consiglieri regionali del Lazio Tarzia e Porrello, i docenti Scarascia Mugnozza e Fubelli rispettivamente delle università La Sapienza e RomaTre. Padroni di casa il presidente dei Geologi Lazio, Roberto Troncarelli, la vicepresidente Marina Fabbri, il segretario Tiziana Guida, il tesoriere Fabrizio Vagni ed i consiglieri dell’Ordine Di Maggio, Garbin, Giannella, Leoni, Savarese, Spalvieri, Tufoni. “Con questa Assemblea – ha esordito Troncarelli – ancora una volta intendiamo lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni: i geologi sono a disposizione di tutti i soggetti che concorrono al governo del territorio. Una manifestazione di disponibilità, la nostra, che però viene accolta solo a valle di tragici eventi. Preferiremmo ci fosse una inversione di atteggiamento ed essere chiamati in fase di prevenzione e per la mitigazione del rischio idrogeologico”. Il pensiero di Troncarelli corre alla Regione Lazio, in particolare all’assessorato all’Ambiente guidato da Fabio Refrigeri: “Abbiamo il 98% dei Comuni con almeno un’area a rischio frana o esondazione, e 350mila cittadini, che vivono in aree potenzialmente a rischio idrogeologico. Eppure per l’amministrazione Zingaretti la tutela del suolo rientra tra le cose da fare, ma certamente non tra le priorità. Da quando si è insediata la Giunta – ha continuato il presidente – abbiamo assistito al potenziamento della fase di emergenza, con l’istituzione di una nuova Agenzia di Protezione Civile, ed al depotenziamento delle attività di prevenzione, con la soppressione dell’Servizio Geologico e Sismico che si occupava dell’analisi dei rischi naturali presenti. La speranza per il nuovo anno è che questo trend possa cambiare. La presenza di Porrello e Tarzia, in questo senso, mi fa ben sperare”.
Basta dunque con il concetto, così tanto sfruttato dalla politica, che il Geologo sia il tecnico del giorno dopo: “Questa speranza – ha sottolineato Fabbri – è il motore che alimenta giornate come questa, e in generale la nostra attività quotidiana. Tale obiettivo, per essere perseguito, necessita di un confronto continuo e costruttivo con istituzioni, amministrazioni, mondo accademico, mercato del lavoro e opinione pubblica”. Sulla falsariga Guida, che rivendica il ruolo primario dei geologi nella gestione e tutela del territorio: “Non ci rassegniamo e abbiamo intenzione di portare avanti la nostra battaglia per far riconoscere il ruolo fondamentale della geologia, come base di conoscenza e comprensione delle dinamiche che trasformano continuamente l’ambiente in cui viviamo, per una migliore qualità della vita, quando non addirittura sopravvivenza, dei nostri concittadini”. Altro tema delicato, che preoccupa l’Ordine dei Geologi, è quello connesso alle recenti disposizioni normative per l’applicazione delle norme anticorruzione e trasparenza agli ordini professionali: “L’imposizione di questo nuovo dettame normativo, ribadito da una nota dell’Agenzia Nazionale Anti Corruzione (ANAC)- ha spiegato Troncarelli – è stata mal digerita. Nessuno infatti nega la necessità di garantire la trasparenza in ogni procedura da parte degli organi pubblici (ed in tal senso l’Ordine dei Geologi lo è, seppur a carattere non economico), ma appare ridicolo chiedere un nuovo sforzo ai piccoli organi come il nostro, con bilanci, risibili, con uffici di segreteria ridotti all’osso e con carichi di lavoro (spesso per adempimenti di pura burocrazia, assolutamente inutili ai fini pratici) progressivamente crescenti, quando quotidianamente si assiste a denunce e scandali di enorme portata economica e morale, in seno alle pubbliche amministrazioni: ben venga quindi che tali principi sacrosanti vengano da tutti rispettati, in primis dalle pubbliche amministrazioni anche se noi, che siamo un ente pubblico non economico, per la pochezza di risorse finanziarie di cui disponiamo, avremmo fatto volentieri a meno di questo ulteriore fardello burocratico-amministrativo”. Che prima o poi inevitabilmente andrà a gravare sulle tasche sempre più vuote degli iscritti.
La seconda parte dell’Assemblea, altrettanto partecipata, ha vissuto momenti di alto impatto emotivo. Nel corso della manifestazione, infatti, sono state consegnate le onorificenze agli iscritti con oltre 40 anni di attività professionale ed è stata allestita una mostra con le immagini del concorso fotografico “Obiettivo geologo. Scatti sull’intervento del geologo nel paesaggio”, organizzato dall’Ordine del Lazio. La giornata è proseguita con gli interventi del geologo Mario Tozzi e dei geologi di: Ispra, Francesca Romana Lugeri; SGI, Alessio Argentieri e Marco Pantaleoni; e Sogin, Fabio Chiaravalli. Apprezzati, inoltre, gli interventi del consigliere del CNG Di Loreto, del consulente commercialista del CNG Perugini, del presidente CNG Graziano, recentemente nominato componente della Cabina di Regia di Italia Sicura, struttura di missione contro il dissesto Idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, operante presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Interessanti, infine, i dibattiti inerenti la deontologia professionale, a cura degli Avv. Lancia e Navarra ed il Consigli di Disciplina dell’Ordine del Lazio, condotti dai Dott. Conforti e Salucci.

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