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Maggio 31
16:31 2014

12 Parlamento-europeoContrariamente a quel che afferma qualche autonominatosi leader politico italiano, il risultato delle elezioni europee non avrà nessuna conseguenza a livello delle vicende politiche interne dell’Italia o di altri Stati. Obiettivo della tornata elettorale del 25 maggio è infatti esclusivamente quello di designare i rappresentanti nazionali al Parlamento Europeo, la cui composizione è stata studiata in modo da non poter avere conseguenze dirette sugli assetti politici interni dei vari Paesi membri dell’Unione.

Per contro, il Parlamento è organizzato in base allo schieramento politico e non per nazionalità, mentre è congegnato dal punto di vista numerico affinché nessuna rappresentanza nazionale possa mai arrivare, nemmeno lontanamente, a diventare una maggioranza. Se anche tutti gli eletti di uno Stato provenissero dallo stesso partito e costituissero un nucleo molto omogeneo, sarebbero un gruppo talmente esiguo rispetto alla totalità dei parlamentari da non poter sbilanciare la politica comunitaria a favore della loro Nazione. I criteri di strutturazione e funzionalità del Parlamento dell’Unione Europea sono unicamente politici e si attuano in totale indipendenza dalle dinamiche e dagli interessi di portata localistica.
I componenti del Parlamento Europeo che verranno eletti nei 28 Paesi che costituiscono attualmente l’Unione sono in totale 751, ovvero 750 più un Presidente [le varie “quote” nazionali sono riportate sotto]. Il loro lavoro, nei cinque anni nei quali si svilupperà il mandato, consisterà essenzialmente, come per il passato, nel legiferare in tutti i settori che possono riguardare la convivenza sociale e lo sviluppo socio-economico all’interno dell’Unione, tra i quali la sorveglianza sanitaria, alimentare e veterinaria, il commercio, l’industria e i trasporti, la tutela dei consumatori e dell’ambiente, la salvaguardia e il rispetto dei diritti civili, la politica energetica, i problemi legati all’immigrazione e così via. Ancora, al Parlamento nel suo complesso o a speciali commissioni parlamentari spetta il compito di effettuare particolari attività di indagine dietro segnalazione di singoli cittadini o organismi nazionali, di discutere e adottare (assieme alla Commissione Europea) il bilancio, e assumere decisioni importanti come ad esempio l’ammissione o meno di nuovi Stati all’interno dell’Unione Europea (al momento 8 Nazioni sono candidate, o potenziali candidate, a entrare nella Comunità). Su un piano più espressamente politico, il Parlamento deve approvare la nomina della Commissione, che viene in prima battuta effettuata dal Consiglio Europeo, e vigilare sulla correttezza delle attività e delle delibere degli altri organismi comunitari.
Tutto ciò si traduce, a farlo bene, in una mole di lavoro non indifferente e dalle conseguenze tutt’altro che trascurabili: non solo sul piano delle politiche economiche e monetarie – come si afferma di solito – ma in una molteplicità di settori che toccano da vicino la vita e la qualità della vita dei cittadini europei. Coloro che verranno eletti il 25 maggio dovranno prepararsi a un impegno assai meno “disteso” e trascinato di quello abituale nella politica interna italiana. Ovviamente non è possibile prevedere come andranno le cose in futuro, ma per farsi un’idea si può dare un’occhiata a quanto è accaduto nella legislatura appena terminata, durata dal 2009 al 2014: alcune (indefinite) migliaia di sedute di lavoro su temi specifici, 76 sessioni plenarie dell’assemblea parlamentare, 970 atti legislativi adottati, 45mila emendamenti (una sorta di norme “complementari”) presentati esaminati e discussi, oltre 22mila votazioni. Il tutto effettuato dai 750 deputati europei e relativi collaboratori, e mandato in esecuzione dai 7652 dipendenti fissi dell’Istituzione. Un bilancio da fare invidia, se messo in relazione alle analoghe attività politico-amministrative compiute su scala nazionale italiana da un numero assai più alto di persone.

Quote

12 parlamento-europeo-esternoGli attuali 28 Stati componenti l’Unione Europea eleggono, in proporzione variabile in rapporto alla loro popolazione, i 751 membri del Parlamento Europeo. Queste le quote:
Germania (96);
Francia (74);
Italia e Regno Unito (73);
Spagna (54);
Polonia (51);
Romania (32);
Paesi Bassi (26);
Belgio, Rep. Ceca, Grecia,
Ungheria, Portogallo (21);
Svezia (20);
Austria (18);
Bulgaria (17);
Finlandia, Danimarca, Slovacchia (13);
Croazia, Irlanda, Lituania (11);
Lettonia, Slovenia (8);
Cipro, Estonia, Lussemburgo, Malta (6).

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