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Il Piano Finanziario del 2014, ancora un primato

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Il Piano Finanziario del 2014, ancora un primato

Dicembre 23
10:17 2014

Prima di sintetizzare il fatto, permetteteci di ricordare i precedenti primati raggiunti tramite:

– i positivi interventi di bonifica dall’inquinamento di Radon nei plessi scolastici interessati; – un costo per l’igiene ambientale che supera il Piano Economico Finanziario approvato con la prevista dovizia di particolari dal Comune di Velletri (citiamo Velletri per avere almeno 10.000 abitanti in più di Marino);

– un ottimo parcheggio coperto e vigilato per autovetture che, dopo appena tre anni, presenta infiltrazioni di acqua piovana.

Stavolta, in pieno consiglio comunale, viene esaltata l’estrema stringatezza che, pur in contrasto con la norma, ribadisce la volontà di non rendere partecipi non solo gli utenti che pagano in pieno silenzio, ma stavolta anche l’assessore che presenta la documentazione ed i 17 consiglieri di maggioranza che ciecamente e fideisticamente hanno dato il loro assenso.

Si tratta del voluminoso atto, che gode anche del favore del Collegio dei Revisori dei conti, e con il quale si è proceduto all’approvazione del “Piano Economico Finanziario,Tariffe TA.RI. 2014, Regolamento TA.RI”; va detto però, che forse qualche dubbio nella testa dell’usciere sia passato, infatti la delibera consiliare adottata il 29 settembre ha impiegato più di un mese per essere pubblicata.

Il dispositivo di quest’ultima ed in particolare il primo alinea, declama:

“di approvare il piano economico finanziario per l’anno 2014, il quale include oltre la spesa per il servizio di raccolta, trasporto rsu, anche la spesa per lo smaltimento rsu, quella relativa ai tributi sullo smaltimento degli rsu, quella relativa al personale e alle dotazioni strumentali, per un importo di € 8.280.000,00 (all. A) allegato alla presente che ne costituisce parte integrante e sostanziale”.

L’allegato A che, da un successivo accesso agli atti, risulterebbe inviato direttamente e contro ogni logica dalla partecipata, è costituito dalla sola terza pagina dello schema di 5 pagine proposto dalla ANUTEL., e data l’estrema sinteticità dei numeri nei quali non è possibile discernere altro che una serie di numeri e che: nessuno ha operato per recuperare l’evasione; non è previsto alcun risparmio dovuto al recupero di produttività; non sono previsti Accantonamenti, Ammortamenti e Costi di uso del capitale. Non conosciamo a quanto ammonti il ricavato dalla vendita dei materiali differenziati, il valore del contributo del MIUR per le Scuole, il costo del personale comunale e degli strumenti utilizzati nel calcolo delle tariffe.

L’amalgama di fiducia che si crea tra indirizzo politico e operativo, fa volutamente ignorare che il Piano finanziario rappresenta lo strumento con il quale la parte politica definisce la propria strategia, almeno triennale, nella gestione dei rifiuti urbani che deve tradursi in una serie di obiettivi qualitativi e quantitativi da raggiungere nel lasso di tempo previsto, quali per esempio: l’igiene urbana; la riduzione nella produzione di rifiuti; la raccolta differenziata, introducendo la raccolta domiciliare e la consegna per il recupero dei materiali; oltre agli obiettivi sia economico che sociale.

Il Piano finanziario, ed aggiungiamo comunale per l’igiene ambientale, si basa: sul piano investimenti; sul programma degli interventi che si reputano necessari; su beni, strutture e servizi disponibili; sulle risorse finanziarie. Elementi questi che derivano dalla conoscenza dei risultati raggiunti dal modello di gestione in uso; dagli obiettivi di qualità del servizio che si debbono raggiungere; dal piano dei costi e degli interventi necessari a conseguire gli obiettivi; adeguamento del modello gestionale ed organizzativo. Tutto questo non c’era.

Si tratta ad oggi di un primato negativo, forse antidemocratico e che si discosta abbondantemente dalla norma. Rivolgiamo un invito per un cambio di rotta coerente alla norma vigente, anche nella immediata previsione del Piano finanziario che il Comune deve produrre ed adottare per definire le nuove tariffe per l’anno 2015, evitando stavolta di farci pagare alla cieca.

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