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Il racconto di un viaggio in Madagascar

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Il racconto di un viaggio in Madagascar

Febbraio 01
01:00 2007

La mostra è stata visitata da alunni e studenti di molte scuole e da un pubblico sensibile alla tematica. C’era anche un filmato col commento della dottoressa Luana Mannocci molto esplicativo. Capanne piccole come cucce per cani. L’acqua piovana la sola potabile. Malnutrizione e tutto ciò che ne consegue. Scuole col tetto sfondato che costringe i bambini all’angolo ad ogni acquazzone. Occhi che ti guardano da una distanza infinita eppure te li senti piantati al centro del petto. Che si può fare? Che cosa si deve fare? Un cucchiaio, un cucchiaio al giorno di riso per la sopravvivenza di tanti abitanti poveri di un territorio ricchissimo. Che camminano a piedi scalzi sopra miniere di diamanti. Un dispensario che distribuisce pasticche per combattere le infestazioni parassitarie. Visite mediche e lotta strenua contro i mali generati dalla povertà estrema. Strumenti ottici e occhiali per ridare miracolosamente la vista a chi pensava di averla perduta. La dottoressa Mannocci si muove in spazi angusti fra mosche e polvere come si trovasse nel suo ambulatorio in Italia. Che differenza passa fra i bambini del Madagascar e quelli dei Castelli Romani? Per lei medico, nessuna. Per lei persona e madre non possiamo sapere, ma solo intuire. Un viaggio di questo genere non si fa impunemente. Si paga il prezzo del confronto in cui risultiamo perdenti. Noi opulenti occidentali moriamo per ipernutrizione, per stress. Per l’insoddisfazione di chi avendo tutto a portata di mano non sa più allungare la mano per fare una scelta.
Ma non ci allontaniamo dal progetto Gialuma onlus. Per le considerazioni, che ognuno faccia le sue. Gialuma sostiene la mensa dei poveri che distribuisce ogni giorno 900 pasti. Adotta l’unica scuola gratuita provvista di mensa che accoglie 200 bambini. Raccoglie fondi destinati a un programma di autonomia locale. Sostiene nuclei famigliari in particolare difficoltà individuati personalmente sul posto. Che cosa ha ancora in programma?
La costruzione di una scuola nel villaggio di Ambinanibe. La costruzione di un tetto per la scuola di Aranta. Sostegno ai 700 bambini della scuola di Mamoeramanjaka nei mesi di peggior carestia mediante distribuzione di riso. Programma di lotta ai parassiti intestinali ed alla billharziosi nella regione dell’Anosy su una popolazione di circa 365.000 abitanti. Sostegno economico e gemellaggio medico scientifico all’ospedale civile di Fort Dauphin. Sono forse pazzi quelli dell’associazione Gialuma? Vivono forse di sogni? Niente affatto. Si stanno mettendo in gioco sapendo quel che fanno. Cercando di fare più che possono, con l’aiuto di tutti. Qui e altrove. Conoscono le leggi e fanno in modo che vengano applicate. Qui da noi l’Associazione ha firmato con la ASL RMH un protocollo d’intesa e ha attivato in collaborazione con l’Amministrazione di Lanuvio e il contributo di medici volontari un ambulatorio medico per immigrati in attesa di permesso di soggiorno. L’ambulatorio è in funzione dal giugno dell’anno scorso presso il consultorio di Lanuvio tutti i giovedì dalle ore 16 alle 18. Viene rilasciato agli interessati che si rivolgono a questo servizio il tesserino STP (Straniero temporaneamente presente) rilasciato dalla Asl e rinnovabile ogni sei mesi, che garantisce qualsiasi prestazione – ambulatoriale, farmaceutica, ospedaliera – e la garanzia che non verrà fatta assolutamente nessuna segnalazione all’autorità.
Info: Gialuma onlus – tel. 0693748488 – www.Gialuma.it – mail:gialuma.onlus@libero.it

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