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Il relativismo nella scienza: aspetti storici e filosofici – 14

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Il relativismo nella scienza: aspetti storici e filosofici – 14

Gennaio 31
23:00 2009

Il relativismo come conoscenza limitata e provvisoria
Il germe del relativismo, inteso come verità ‘limitata’ ad un certo campo e come ‘provvisoria’, si propaga nella fisica e nella scienza, il cui cammino progredisce proprio grazie alla sostituzione delle vecchie ipotesi e idee con nuove ‘verità’. Ciò non è un rinnegare le prime, bensì un superare i loro limiti con nuove idee, che consentono una nuova interpretazione della realtà fisica più precisa e più ampia, che, in genere, comprende come caso particolare quella antecedente. Diceva Poincaré: “Ciascun secolo si è riso del precedente, accusandolo di avere generalizzato troppo presto e troppo ingenuamente. Cartesio compativa gli ionici; egli , a sua volta, ci ha fatto sorridere; senza dubbio i nostri figli un giorno rideranno di noi.” [1] La relatività del sapere, nella sua natura di conoscenza limitata e provvisoria, è oggi drammaticamente posta in luce dai risultati delle recenti indagini astrofisiche, secondo i quali il 96% della materia dell’Universo è costituito da materia ed energia oscura, di cui nulla si sa se non la sua esistenza, rivelata dai calcoli matematici. Alla luce di questi dati, la cosiddetta Teoria Standard o del Quasi-Tutto, appare una teoria del ‘Quasi-Niente’, essendo la sua validità confinata ad appena il 4% della materia dell’Universo, che è quella a noi finora nota.

Conclusione
Abbiamo visto quali importanti risultati abbia consentito di raggiungere il relativismo nello sviluppo del pensiero scientifico, illustrandone le più importanti manifestazioni. Lo abbiamo detto all’inizio: il relativismo si può presentare sotto diverse spoglie, assumendo di volta in volta particolari denominazioni. Al di là di queste differenze, non sostanziali, legate ai particolari campi cui si applica lo spirito relativista e quindi ai risultati specifici cui esso conduce, a quale conclusione di carattere generale ci porta l’analisi retrospettiva di questi? Affermare categoricamente la verità di quei risultati equivarrebbe, come atteggiamento mentale, all’affermazione della loro falsità da parte degli assolutisti e riaccenderebbe le diatribe filosofiche sul vero e sul falso. Ciò che, invece, si può e deve dire con tutta sicurezza e costituisce il più alto insegnamento morale e scientifico del relativismo è che esso ogni volta che opera contro gli assoluti, compie “un beneficio che si iscrive nell’attivo della libertà.[…]In ciascuno di questi casi un determinato settore della conoscenza umana é stato trasformato, e quasi sempre a favore di una più ampia libertà.” [2](Fine)
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[1] H. Poincarè, La scienza e l’ipotesi, La Nuova Italia , Firenze 1950, p. 137.
[2] E. Temple Bell, La magia dei numeri. Cap. XXV, Longanesi, Milano, 1949, p. 364.

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