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Il significato del nome Francesco

Il significato del nome Francesco
Novembre 17
14:17 2013

Giotto, Francesco predica agli uccelli, 1295 Basilica di AssisiIl cambiamento che implica l’assumere il nome di Francesco
Giovanni di Bernardone è noto a tutti con il nome di Francesco d’Assisi, divenuto poi Santo e patrono d’Italia. Il cambio nel nome ha segnato il cambiamento di vita, ma perché proprio ‘Francesco’? Questo nome è una «forma antica dell’aggettivo francese, usata qualche volta nel medioevo, come soprannome. Dopo essere stato scelto da Francesco d’Assisi si è diffuso largamente, come nome proprio di persona, anche fuori d’Italia. In particolare è stato nome di molti santi e sovrani» (Labor,Dizionario enciclopedico moderno).Può essere anche inteso come Francesco, il francese, colui che evoca una tradizione antica di cantori e danzatori.

Il Cardini ricorda che nel Medioevo vi era l’usanza di attribuire nomi differenti – soprannomi – attribuiti, per gioco, da amici, parenti, concittadini. Quest’ipotesi può trovare sostegno nella terminologia merceologica, quindi un richiamo all’attività del padre. Può anche essere intesa come espressione della passione del ragazzo verso le canzoni e le avventure cavalleresche di Francia. Francesco è stato, infatti, chiamato il francese dagli abitanti di Assisi, suoi contemporanei. Il Bacchelli ha dedicato il primo capitolo del suo romanzo Non ti chiamerò più padre alla scelta del nome, che da principio doveva essere Giovanni. Si può però ipotizzare che Francesco sia un nome scelto dal santo stesso, in quanto si ha notizia che i giullari allo scopo di mascherare la propria identità si sceglievano un nomignolo buffo. Francesco, in quanto giullare di Dio, ha potuto scegliere un nome diverso da quello di battesimo che ricordasse la sua origine. Il giovane conosceva bene il francese e aveva letto i poemi cavallereschi. Il nostro santo è nato in un giorno in cui il padre era in viaggio di affari, quindi è probabile anche che al suo ritorno abbia voluto cambiare il nome del figlio, ipotesi condivisa da Riccardo Bacchelli. Ritornando alla fonte principale, Boncompagno da Signa, ne I giullari in Italia, Lo spettacolo, il pubblico, i testi di T. Saffioti, ci tramanda che: «Gli istrioni di tal sorta s’impongono nomi scherzosi, sia per acquistar notorietà con nomi fuor dell’ordinario o per trarre dal proprio nome materia di scherno e per trar l’uditorio alle risa. E così Guido Guerra, conte palatino di Toscana, con l’interpretazione di siffatti motti, beffò molti giullari. Uno aveva in volgare tal nome che letteralmente significava Pica: e lo costrinse a salir su un albero per volare. E così pure due erano venuti insieme da lui l’uno che si chiamava Malanotte e l’altro Maldecorpo. E perciò lasciò nudo sul tetto quello che si chiamava Malanotte e mentre nevicava e soffiava all’incontro il vento di tramontana; fece poi distendere Maldecorpo ignudo fra due fuochi e gli fece fregare il corpo con sugna di maiale fintanto ché disse forte: sono liberato del tutto. Similmente un giullare si chiamava Abbate: e perciò gli fece radere tutto il capo lasciandogli solo una coroncina di capelli». Iacopo da Varazze, nella Legenda Aurea, ha scritto a riguardo: «Francesco prima si chiamava Giovanni, ma poi cambiò nome e fu chiamato Francesco. La causa del cambiamento del suo nome è molteplice: in primo luogo per ricordare espressamente il fatto che aveva imparato miracolosamente da Dio la lingua francese. Si dice, infatti, nella sua leggenda che sempre quando si riempiva interiormente dell’ardore dello spirito Santo dalla sua bocca uscivano ardenti parole in lingua francese. In secondo luogo per la sua missione di diffusore della fede: in questo modo alimentò la fama della sua singolare santità e all’inconsuetudine del suo nome. In terzo luogo in ragione del risultato che voleva conseguire, cioè che con il suo nome desse a intendere che lui doveva, attraverso di sé e i suoi figli, affrancare e liberare molti servi del peccato e del diavolo. In quarto luogo a causa della grandezza del suo cuore: i Franchi infatti traggono il loro nome dalla fierezza: in loro è insita una naturale arditezza e grandezza d’animo. In quinto luogo in ragione della forza della sua parola, che troncava i vizi come l’avrebbe potuto fare una scure. In sesto luogo per il terrore che incuteva nei demoni mettendoli in fuga. In settimo luogo in ragione della sicurezza che proveniva dalla virtù e dalla perfezionedelle sue opere e della sua condotta. Si dice infatti che si chiamava ‘francisca’ un’insegna a forma di scure che a Roma si usava portare davanti ai consoli, in segno di terrore, di sicurezza e di onore». Ancora, questo nome può essere stato scelto dal santo stesso, come nome di giullare. Un nome che lo teneva legato alle sue origini e che gli ricordava di essere stato un peccatore prima di avvicinarsi a Dio. Un’altra testimonianza di Francesco giullare è offerta da Luciana Stegagno Picchio che, ne Lo spettacolo dei giullari, parlando dello spettacolo dei giullari, nomina San Francesco come «Joculator Domini per antonomasia, che arcua giullarescamente il proprio corpo appoggiando al braccio levato un legno a mo’ di archetto per cantare, in umiltà e letizia, le lodi delle Creature». Il più antico documento sulla vita del santo, Speculum Perfectionis, riporta la definizione di joculatores Domini, che Francesco aveva dato a se e ai suoi compagni: «Quando Francesco ebbe finito di comporre il Cantico del Sole, chiamò frate Pacifico, che, da laico, era stato detto Re dei versi ed era stato esperto maestro di cori e gli affidò un gruppo di frati che potesse cantare il Cantico al popolo; alla fine delle laudi voleva che il predicatore dicesse: noi siamo giullari del Signore e perciò vogliamo essere ricompensati da voi: dovete fare una vera penitenza. Ed aggiunse: che cosa sono i servi di Dio se non i suoi giullari, che debbono sollevare i cuori degli uomini ed indurli a spirituale letizia?…». Oggi abbiamo l’onore di avere un papa che ha scelto questo nome e ne manifesta tutto il suo significato di cambiamento e rinnovamento della Chiesa e del popolo all’insegna della pace, fraternità, povertà, castità e obbedienza.

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