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Il Tar dà ragione alla Raggi: ok al limite di orario delle slot

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Il Tar dà ragione alla Raggi: ok al limite di orario delle slot

Il Tar dà ragione alla Raggi: ok al limite di orario delle slot
gennaio 04
10:14 2019

Il Codacons ed il Comune di Roma incassano un’importante vittoria sul tema del gioco d’azzardo, grazie ad una recente decisione del Tar del Lazio.
La seconda sezione del tribunale amministrativo ha infatti respinto il ricorso contro l’ordinanza sindacale n.111 del giugno 2018, presentato dalle società Snaitech S.P.A, Bingo Baldo s.r.l., Sisal S.p.A. e Sisal Entertainment S.p.A.
In un periodo in cui tutto il settore del gioco d’azzardo è preso di mira da provvedimenti sfavorevoli, sia a livello locale che nazionale, questa decisione potrebbe rappresentare un colpo mortale per gli operatori tradizionali ed un regalo ai casinò online, promossi da Nuovicasino.it.
L’ordinanza comunale, emessa la scorsa estate, stabiliva una limitazione dell’orario di funzionamento degli apparecchi di gioco con vincita in denaro, riducendolo a 8 ore giornaliere, nelle fasce orario 9:00-12:00 e 18:00-23:00, tutti i giorni della settimana, compresi i festivi.
Contro questa decisione si erano sollevate le proteste degli operatori che sottolineavano come tale intervento avrebbe portato ad una riduzione degli introiti di oltre il 60%, con conseguente ricadute negative anche a livello occupazione.
Un altro degli elementi critici rilevati nell’ordinanza era che in essa non si faceva distinzione tra bar e grandi sale da gioco o bingo, oppure tra attività collocate nel centro cittadino e quelle invece situate in periferia.
Il Codacons si era invece schierato a fianco del Comune di Roma, difendendo il provvedimento e sostenendo che la riduzione degli orari di funzionamento fosse una decisione importante per la tutela della salute dei giocatori e per il contrasto alle ludopatie.
Le tesi sostenute dal Codacons sono state accolte dal Tar del Lazio che, attraverso tre ordinanze, ha respinto i ricorsi delle società citate sopra, affermando che è nei pieni poteri del Comune di Roma regolamentare il funzionamento degli apparecchi di gioco, poiché questo risulta strumentale alla tutela della salute pubblica e del benessere dei cittadini, nelle azioni di contrasto al gioco patologico.
Il tribunale ha aggiunto che l’ordinanza oggetto del ricorso era accompagnata da una dettagliata indagine, svolta dall’amministrazione comunale, nella quale venivano riportati i dati relativi alla diffusione del gioco d’azzardo sul territorio capitolino e della consistente presenza di sale da gioco.
È stato valutato positivamente anche il valore preventivo dell’ordinanza, in quanto si pone l’obiettivo, non solo di contrastare e ridurre il fenomeno esistente, ma anche di rendere più difficile l’accesso al gioco in futuro, soprattutto per quanto riguarda i giovani e le altre fasce deboli della popolazione. Gli orari di fermo erano infatti stati studianti anche al fine di scoraggiare le scommesse tra la popolazione studentesca, al termine dell’orario scolastico.
Infine, al provvedimento comunale è stato riconosciuto il principio di proporzionalità e la tutela di tutte le parti coinvolte, inclusi gli operatori di gioco autorizzati.
Il sindaco Raggi ha reagito con grande soddisfazione alla notizia, dichiarando che le ordinanze del Tar rappresentano una chiara vittoria contro l’azzardopatia.
È però necessario sottolineare che non esistono ancora dati scientifici chiari che consentano di avallare l’equazione, da molti sostenuta, che vede nella riduzione dell’offerta di gioco sul territorio uno strumento efficace del contrasto alla dipendenza dal gioco.

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