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Il tunnel degli orrori

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Il tunnel degli orrori

Maggio 31
23:00 2009

Su quel tratto di binari diversi morti ci sono scappati e diverse volte è esplosa la rabbia degli abitanti della zona che si sentivano tagliati fuori dal paese, fino a quando nei primi anni ’70 venne aperto il sottopassaggio ferroviario che da via P. Biroli porta a piazza L. Rizzo. Già questo rappresentava un considerevole passo in avanti per gli abitanti della Folgarella, non più costretti a scegliere fra l’attraversare il passaggio a livello o costeggiare la ferrovia fino al ponticello di Morena per andare a scuola o recarsi a messa al Sacro Cuore o fare spesa al mercato. Qualche anno dopo anche l’altro sottopasso venne inaugurato, facilitando ancor più il collegamento della Folgarella con il resto del paese. Fu una bella conquista, ma arrivata tardi. Infatti la gente nel frattempo aveva preso a spostarsi in macchina, e il tanto agognato sottopassaggio pedonale della Folgarella si presentò subito più come un cimelio che un’opera viva. Poche persone ci passavano e quasi di fuga. Da qui a diventare un ricettacolo di brutture poco c’è voluto, e la situazione per quanto sembra impossibile continua a peggiorare. Quel passaggio sarebbe utile per gli abitanti di via Folgarella che volessero recarsi alla chiesa Beata Vergine del Rosario in viale Kennedy, per i ragazzi che frequentano le scuole al di là della ferrovia, ma in pochi si fidano a mettere piede in quell’antro malefico sporco e puzzolente, con i muri impiastricciati di obbrobri, con le siringhe usate sparse negli angoli, con i chiusini perennemente intasati che quando piove traboccano fango, con la spazzatura che qualche buon cittadino vi scarica giornalmente per la felicità dei cani randagi, con l’illuminazione scarsa, quando funziona, e quel senso di abbandono totale che mette paura. Colpa dei vandali distruttori, colpa dei cittadini incivili, colpa di chi si dovrebbe occupare del decoro e della pubblica igiene, ma ecco che la colpa di tutti diventa la colpa di nessuno e la responsabilità del bene pubblico resta in questo caso lettera morta. E così ancora un volta la Folgarella, parte storica di un progetto urbano fallito e poi in altro modo sviluppatosi, si ritrova a fare la parte di Cenerentola come già nel passato. Eppure quel sottopassaggio ha una storia e un senso e i vecchi abitanti se lo ricordano bene, e quando capita loro di passare per quel tratto per forza di cose sospirano. Ecco allora che il sottopassaggio della Folgarella potrebbe a buon motivo titolarsi il Sottopasso dei sospiri ed acquisire la dignità di un monumento all’indecenza umana.

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