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L’importanza di imparare a sentire

L’importanza di imparare a sentire
Dicembre 15
19:23 2015

 

Daniel Goleman è uno psicologo, scrittore e giornalista statunitense, che si è occupato della cd. intelligenza emotiva. In particolare Goleman fa un’analisi del rapporto tra intelletto ed emozioni, al fine anche di dare una spiegazione agli stati psicologici negativi, sempre più frequenti ai giorni d’oggi,  che nella maggior parte dei casi risultano essere causa di fatti criminosi.

Oltre a prendere in considerazione il proprio paese e quindi gli Stati Uniti, Goleman fa una riflessione, frutto evidentemente di dati e studi scientifici, anche sull’Italia, constando che nel nostro paese si sta determinando un aumento dell’incidenza della depressione. Egli rileva come per i nati dopo il 1945, per esempio, la probabilità di andare incontro alla depressione è più che tripla rispetto a quella dei loro nonni. Spesso conseguenza degli stati depressivi è purtroppo la tendenza al suicidio che, negli ultimi vent’anni ha visto interessati soprattutto i disoccupati. Goleman riporta in merito il caso di un tedesco accusato dell’omicidio di cinque donne e bambine turche, morte in un incendio da lui provocato mentre le vittime stavano dormendo. Nel raccontare di sé il giovane poi rivelò di essere un alcolizzato, di non riuscire a mantenere un posto di lavoro e di ritenere gli stranieri i responsabili della sua condizione sociale. Secondo Goleman una ragione a queste tendenze depressive che possono poi sfociare in episodi di violenza consiste nel fatto che l’infanzia di oggi è cambiata. I genitori sono molto più stressati, colpiti dalle preoccupazioni economiche, dalla paura dell’instabilità e dall’incertezza per il proprio futuro e per quello dei propri figli, che hanno bisogno di linee guida da adottare. La soluzione proposta è quella di insegnare ai bambini quello che si definisce Alfabeto Emozionale-Le Capacità Fondamentali del Cuore. Questo perché emerge che nei momenti particolarmente difficili dell’esistenza, nelle situazioni estreme, quando tutto sembra cedere il passo alla rassegnazione, è il sentimento che interviene per risollevare tutto, per dare forza e sostegno, per incoraggiarci a non mollare e ad anadare avanti. Ci si chiede per esempio quali sono i fattori che intervengono quando persone con elevato QI falliscono e quelle con QI nella media hanno successo. Dall’esperienza e dagli studi di Goleman la differenza sta nelle capacità indicate come intelligenza emotiva, ossia l’autocontrollo, l’entusiasmo, la perserveranza e la capacità di automotivarsi. Ci sono infatti comportamenti che non si spiegano con la ragione. Ci sono casi in cui l’intelligenza non è affatto d’aiuto. È spesso l’emozione che ci spinge ad agire. D’altra parte il termine emozione deriva dal latino moveo , “muovere” con l’aggiunta del prefisso “e”, “movimento da”, indicando appunto che in ogni emozione è implicita una tendenza ad agire. Si pensi per esempio al caso di genitori che sacrificano la propria vita per un figlio. Se visto da un punto di vista razionale e calcolatore, un comportamento del genere potrebbe essere inteso come volto a garantire il successo riproduttivo. Invece se visto dal punto di vista di un genitore che in una situazione estrema deve prendere una decisione immediata, è solo un gesto d’amore.

Come però ci sono casi in cui la prevalenza dell’emozione rispetto all’intelletto può rivelarsi positiva e addirittura benefica, ci sono altresì casi in cui non è tale. Se per esempio è consigliabile essere perseveranti, incoraggiarsi nel perseguire un obiettivo che può essere lavorativo o personale nonostante le delusioni e gli smacchi, di certo non è ottimale farsi prendere da momenti d’ira irrefrenabili. È in quest’ultimo caso che entra in gioco l’autocontrollo, il dominio di se stessi, la capacità di scindere ciò che è bene e ciò che è male, l’imperativo della moralità.

Pensiero assolutamente condivisibile con Goleman, a parere di chi scrive, è che l’intelligenza emotiva si fonda sul legame inscindibile tra sentimento, carattere e istinti morali, e che al giorno d’oggi ci sono due fondamentali comportamenti umani di cui l’intera umanità ha bisogno: l’autocontrollo e la compassione. Ciò che si auspica, poiché il futuro sono i nostri figli, è non lasciare la loro educazione al caso, ma far sì che l’individuo venga educato innanzitutto come persona, in un progetto che abbia a fondamento mente e cuore insieme.

Goleman auspica un giorno in cui sarà normale imprimere comportamenti come l’autoconsapevolezza, l’autocontrollo, l’empatia, l’arte di ascoltare, di cooperare per risolvere conflitti. È infatti quando sono ben esercitate-controllate, che le emozioni hanno una loro saggezza.

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