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luglio 03
19:21 2019

                                                        

 Frascati, ‘città bellissima’?

Non sappiamo come sia ancora possibile affermare che Frascati è una città bellissima. E’ probabile che qualcuno addormentatosi qualche decennio fa, si sia risvegliato senza aprire ancora bene gli occhi. Purtroppo ci sembra che da tempo ormai a Frascati si viva di ‘miti’ del passato con l’incapacità di osservare bene quello che ci circonda, anche laddove l’evidenza è palese. Prendiamo ad esempio la scalinata e il sagrato della Cattedrale. Chiunque può notare come, da poco restaurata e quindi un bene da conservare, sia già diventata sito perenne di bivacchi, degustazioni di cibarie più o meno prelibate con conseguenti residui di pasti e bevande con un tappeto variopinto di macchie, grassi e quant’altro! In altre città e paesi questo non avviene, anzi alla minima trasgressione fioccano fior di multe, ma a Frascati tutto è permesso e non si vede mai che qualcuno intervenga a far rispettare il decoro cittadino.

 

Controlli, di che?

Qualche calda domenica fa, intorno alle 11 del mattino, in giro per il parco di Villa Torlonia, quasi deserto, si sarebbe notata una macchina della polizia urbana, percorrerne lentamente i viali per controllare (?) non si sa cosa o chi, mentre tranquillamente due o tre persone continuavano indisturbate a bivaccare su una aiuola mentre su un’altra qualche genitore si divertiva a giocare a pallone coi figli. Il tutto mentre inutili cartelli invitavano mestamente a non calpestare le aiuole. Si potrebbe almeno far risparmiare ai cittadini  la spesa della benzina per questi inutili ‘controlli’?!

 

Prima l’italiano!

Ormai è in voga lanciare iniziative usando anche fuori luogo termini inglesi. Anni fa tra gli adolescenti e non solo, andavano di moda intercalari pleonastici ma almeno in italiano, come cioè (con questo titolo si pubblicò anche una rivistina adolescenziale), più tardi l’intercalare ‘tipo’ veniva infilato ogni due parole in qualsiasi discorso. Per qualche tempo si è usato nelle discussioni e nei convegni, riprendere i discorsi ‘a monte’ o ‘a valle’! E che dire di ‘assolutamente’? Debordando dalla televisione delle chiacchiere, l’avverbio di moda è inflazionato da politici, attori, personaggi vari e ovviamente da tutti quelli che vogliano imitarli. E così non si risponde più alle domande con un semplice ‘si’ o ‘no’, ma puntualmente con ‘assolutamente sì’ o ‘assolutamente no’! Fa tanto chic. Ma quello che impazza oggi è soprattutto la moda dell’ ‘inglese’. Guai a parlare di sito, sede, posizione, ma occorre essere moderni e parlare di location. E che dire del termine ‘smart’: fra un po’ lo si userà anche…per qualche malattia! I politici e i governanti da qualche anno a questa parte ci hanno propinato leggi con definizioni per lo più incomprensibili. Una buona parte di queste sono già di difficile applicazione, ma oggi, fin dalla loro presentazione e discussione in Parlamento, si usa definirle in modo che i cittadini rinuncino fin dall’inizio a comprenderne il significato. Tanto per fare qualche esempio: jobs act (Jumpstart Our Business Startups Act), start-up, stepchild adoption, e così via…alla faccia della Brexit!

 

Letture estive

E’ interessante come il mercato dell’effimero sia spesso pervaso da pubblicazioncelle che si fanno passare per storiche o memorialistiche. C’è sempre qualcuno che magari, attirato dal titolo o dalla copertina del libro o persuaso dall’autore, si lascia convincere ad acquistare la decantata pubblicazione; poi – sorpresa- se gli capita di navigare su internet, si ritrova che l’intero testo che ha per le mani è stato assemblato con la gratuita e inconsapevole collaborazione di Wikipedia!

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