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In strada per le aule scolastiche

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In strada per le aule scolastiche

luglio 01
00:00 2007

Certamente l’indicazione di un polo scolastico non può che trovare parere positivo tra i cittadini. Una struttura moderna, completa di tutti gli annessi e connessi per lo studio, con la possibilità di sviluppi futuri (considerando la crescita demografica del paese). La formazione fisica, dove edificare palestre e centri sportivi all’aperto. Un riscontro per le famiglie, dove poter avere parcheggi e strutture per il tempo pieno. Il rovescio della medaglia sono, la locazione del plesso situato in valle umida, difficile da raggiungere (vista la mancanza di marciapiedi e la distanza dal centro urbano), dispendiosa per manutenzione e riscaldamento. Non ultimo l’impatto mc–cemento, in una zona già compromessa dall’abusivismo edilizio.
Come detto il problema riguarda elementari e materne, a cui aggiungerei anche le medie, che richiedono una struttura più grande con maggiori servizi.
In questo scenario ci si chiede se siano state considerate alternative al “Polo Scolastico”, individuando nel centro urbano fabbricati, terreni e quanto altro possono soddisfare le necessità della nostra società.
Il dimesso plesso delle elementari, al centro di forti polemiche di stampo politico, a tutto oggi risulta un limbo strutturale-culturale. Situato nel centro urbano, ha parcheggi e terreni circostanti che, in un progetto globale, possono investire anche strutture sportive. Chiaramente va definito il lascito “Mons. Giacci” e, se necessario, con l’intento delle parti in causa, ridefinire la destinazione d’uso ai cittadini di R.P. e, forse, dopo un secolo, svincolare l’esistenza sociale da questo lascito. A questo plesso si può aggiungere il cosiddetto “Centro dei P. Pallottini”, anch’esso nel centro urbano, che può avere parcheggi e terreni da destinare all’uso per la cittadinanza (con il buon senso delle parti).
Il recupero di queste strutture (ai tecnici compiti ed oneri), permetterebbe di evitare mc di cemento che, con elaborazione di piani particolareggiati, possono essere ridistribuiti alle necessità abitative dei Roccaprioresi (evitando speculazioni di palazzinari).
L’elaborazione di recupero strutturale nel centro urbano, da destinare all’istruzione d’obbligo primaria, diminuirebbe i costi alle famiglie, permettendo un movimento più agile ed individuale agli studenti.
Ritengo che ben pochi paesi, nei dintorni di Rocca Priora, possono vantare la disponibilità di una scelta strutturale e territoriale interna al centro urbano. Un indirizzo pubblico permetterebbe di evitare un’azione speculativa che da molti anni aleggia e che dagli anni sessanta si è gradualmente impossessata del territorio.

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