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INFANTILIZZAZIONE O EMANCIPAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? LA SCELTA DI DRAGHI

INFANTILIZZAZIONE O EMANCIPAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?  LA SCELTA DI DRAGHI
Maggio 31
17:58 2021

 

L’economista Mariana Mazzucato ha recentemente messo il dito su uno dei problemi strutturali delle pubbliche amministrazioni, la loro “infantilizzazione”. La visione neo liberista della società e dell’economia, che ha visto come campioni Reagan e la Thatcher, ha fatto sì che i governi, specialmente quello britannico, abbiano progressivamente affidato l’elaborazione e l’esecuzione delle politiche pubbliche a consulenti privati, ed allo stesso tempo abbiano ridotto le capacità interne della struttura amministrativa pubblica: questa, depauperata del cervello e del braccio operativo del sistema pubblico, e non potendo quindi esercitare appieno la funzione di indirizzo e controllo, non sta in piedi da sola ed ha dunque bisogno di un “genitore”, un tutore – le società di consulenza. Questo fenomeno si accompagna a quello che l’autrice, facendo riferimento ai fascicoli colorati e patinati (le brochure) che i consulenti aziendali usano per vendere i propri servizi non sempre all’altezza della situazione e non sempre valutati e controllati adeguatamente, chiama “brochurismo”. Secondo Mazzucato, nel Regno Unito le decisioni relative alla gestione della Brexit e del Covid 19 hanno risentito pesantemente delle indicazioni fornite da consulenti privati.

Questa forma di esternalizzazione delle funzioni di governo ad entità private, frutto di scelte politiche e ideologiche tendenti nei fatti a privatizzare la cosa pubblica facendo ricorso, nei decenni scorsi, alle esternalizzazioni, hanno prodotto effetti preoccupanti. Si è prodotta una struttura pubblica incapace non soltanto di negoziare accordi – e quindi gli specifici contratti – che riflettano appieno l’interesse pubblico, ma anche di farli rispettare adeguatamente.

Come si prospetta la situazione in Italia? Forse non siamo al livello del Regno Unito, ma certamente abbiamo molti problemi. Guardando a quanto avvenuto negli scorsi decenni, vi è stata una progressiva delegittimazione della funzione pubblica, ed al contempo una riduzione degli investimenti nelle strutture pubbliche con una conseguente costante contrazione del numero di dipendenti – la crisi pandemica ha mostrato quali danni tale scelta abbia causato. Ora ci troviamo ad affrontare il Recovery Plan con il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR) con una struttura pubblica afflitta non soltanto dalla cronica debolezza della burocrazia nazionale ma da un depauperamento in termini di personale.

Come faremo a gestire le ingenti somme messe a disposizione dall’Unione europea in modo tale che il PNRR sia appropriatamente attuato, evitando quindi che, se non saremo capaci di spenderli bene, i soldi non verranno erogati da Bruxelles? Il presidente dell’Autorità anticorruzione (ENAC) Giuseppe Busia sostiene che “servono stazioni appaltanti che sappiano progettare e poi misurare la qualità del lavoro”. Il problema principale è che “abbiamo pochi progettisti nella pubblica amministrazione e pochi in grado di verificare i progetti”. La soluzione che lui propone consiste nell’”investire per rendere la pubblica amministrazione abbastanza forte da non essere ‘catturata’ dal privato, destinando una cifra rilevante per l’assunzione nel pubblico di tecnici capaci di progettare e gestire le opere pubbliche”.

La scommessa è dunque una reingegnerizzazione della pubblica amministrazione in vista di un suo ammodernamento coerente con un mondo in rapida trasformazione e l’assunzione di dipendenti con specifiche competenze nei più vari campi scientifici, tecnici, disciplinari (i giuristi, che attualmente la fanno da padrone, dovrebbero essere messi in secondo piano). Il governo Draghi, nell’attuazione del PNRR, ha imboccato la strada giusta affidandone la gestione a rinforzate strutture ministeriali laddove il precedente governo Conte, nell’assunzione implicita che la burocrazia non sarebbe stata in grado di affrontare la sfida, si era incamminato sulla strada della infantilizzazione della struttura amministrativa con la messa in campo di decine e decine di manager-consulenti. In linea con una politica di “emancipazione” della pubblica amministrazione il ministro Brunetta ha annunciato che all’inizio di giugno emetterà un decreto sul reclutamento nella pubblica amministrazione per assumere quelle centinaia di tecnici e specialisti che dovranno attuare il PNRR. Il punto è che le amministrazioni centrali saranno in grado, per dimensione e per gli sforzi finora compiuti, quanto meno di affrontare una sfida così impegnativa, mentre quelle locali, che scarseggiano in termini di risorse e di cultura gestionale-amministrativa, rischiano di rimanere escluse da un’occasione storica per compiere un deciso passo avanti, e quindi per poter accedere ai finanziamenti del Recovery Plan – i Comuni dei Castelli Romani appartengono a quest’ultima categoria.

 

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