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Inseguendo un’ombra fra storia e leggenda

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Inseguendo un’ombra fra storia e leggenda

Inseguendo un’ombra fra storia e leggenda
19 Maggio
15:05 2014

Inseguendo un’ombra
Andrea Camilleri
9788838931697
Sellerio
€ 14,00 e-book disponibile € 9,99Inseguendo 3967-3

Per raccontare la tre incredibili vite del suo protagonista, non perderne il filo, e lasciare in sospeso nel tempo un archetipo di misterioso, ambizioso, colto trasformista (figura esemplare negativa?), Andrea Camilleri rinuncia, di fatto, a quello che sarebbe potuto essere uno dei suoi migliori romanzi storici. Non è solo nostra questa lettura, l’autore lo dichiara a più riprese. Qualche recensione ha lamentato l’assenza di un qualche ingrediente, eppure ciò che qui non deficita è proprio il mistero di cui questa nostra epoca va ghiotta.

Non manca il proverbiale, potentissimo, senso narrativo dello scrittore grazie al quale seguiremo per le strade della Caltabellotta di metà del quattrocento il giovanissimo ebreo Samuel ben Nissim Abul Farag, già amante dei soldi facili e di teneri amici suoi coetanei; poi l’ebreo convertito cristiano, col nome del suo nobile padrino, Guglielmo Raimondo Moncada per le strade di molte città, fra cui la Roma di Sisto IV: quale prete di punta nella predicazione religiosa e, a sorpresa (?), persecutore della sua gente e con molti altri lati oscuri da nascondere. Ed infine l’uomo Flavio Mitridate, che si tiene alla larga per lungo tempo dall’Italia, ricercato per un misterioso omicidio, poi studioso e bibliofilo presso la cerchia del geniale, bellissimo e non troppo munifico, a quanto pare, Pico della Mirandola. L’incarico di traduttore dall’ebraico consente all’uomo ormai maturo di restare nell’ombra, pur trovandosi in Italia, temendo di essere riconosciuto quale Raimondo Moncada e prima ancora Abul Farag. Nell’appassionarsi al racconto, l’autore prende le mosse dall’introduzione di Leonardo Sciascia a La faccia ferina dell’Umanesimo, catalogo mostra del 1932 dello scultore Arturo Carmassi, e termina con un avvistamento di Raimondo Moncada, sedicente Mago di Perugia, presso la tenda del Circo Orfei qualche decina di anni or sono. Qualche passaggio particolarmente oscuro ci ricorda l’indimenticabile protagonista d’un bel film di André Delvaux, L’opera al nero, tratto dal romanzo omonimo di Marguerite Yourcenar ed interpretato da un superbo, per volto, portamento e consapevolezza del personaggio, Gian Maria Volonté. Entrambi i personaggi paiono anelli di congiunzione epocali, uomini che si portano appresso alcune eredità medievali accanto ad uno spirito affatto contemporaneo. La bella introduzione di Salvatore Silvano Nigro ci consiglia alcuni approcci letterari, la bella, didascalica copertina di Sellerio riconferma che il piacere della lettura, talvolta passa per piccoli, curati, dettagli. (Serena Grizi)

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