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Iperuranio

12 Settembre
10:24 2014

 E dunque, Signora Gloria, avvenente custode della sfera celeste, è invece personificazione di concetti immateriali che competono l’ultraterreno, l’ideale perfetto e simbolico che si colloca in un altrove di verità e speculazione sull’essenza del vivere in rapporto alla trascendenza. Nei nostri intenti Ella forse compete l’iperuranio, e cioè ‘l’oltre il cielo’ descritto da Platone:

A occupare quella regione è l’essenza che realmente è, priva di colore, di figura, di corpo, visibile solo all’intelletto, sulla quale verte la scienza vera. Così dunque l’intelligenza divina, nutrita di pensiero e di pura scienza, e anche ogni anima che intenda accogliere in sé ciò che li si addice, vedendo ciò che è in ogni tempo, si rallegra e contemplando il vero si nutre e gioisce, finché il percorso circolare non la riconduca allo stesso punto. 3

Nonostante nella cosmogonia platonica l’universo sia finito e di forma dodecaedrica e non vi sia alcun luogo oltre la volta celeste, nell’idillio della favola mitologica Platone descrive un altrove, uno spazio metafisico di perfezione eidetica sul cui modello è stato plasmato il mondo sublunare. E qui, all’umanità fragile e caduca non resta altro che contemplare con sgomento la vastità del cielo che la sovrasta e la racchiude in solitudine, in questo modo seguendo alla lettera l’indicazione di Platone stesso, che raffigurato nella Scuola di Atene ad opera di Raffaello Sanzio, tiene in mano il Timeo, famigerato dialogo sulla cosmologia, origine del mondo, suggerendo il volgersi dello sguardo verso l’alto, verso la volta celeste, ultimo ed immenso confine che idealmente compromette la rivelazione dell’universo eidetico e glorioso della filosofia. 4 In realtà, nell’odierno decadimento di qualsiasi cosa della natura, nemmeno questo gli è concesso: la fagocitante frenesia del quotidiano e soprattutto l’inquinamento luminoso impediscono l’osservazione delle infinitesimali meraviglie del firmamento costringendo a considerare lo stesso nelle sue valenze poetiche ed ispirative, nelle sue accezioni astratte e smaterializzate.
Avvalendosi della consulenza del Planetario di Modena saranno presenti, in relazione ai circostanziali manufatti artistici concepiti site specific, alcune obsolete strumentazioni chiamate ad evocare le misteriose fascinazioni del cielo. Tralasciando gli aspetti scientifici, l’artificiale epifania degli astri e delle costellazioni, le nebulose, i pianeti e le galassie, nonché la materia oscura e i buchi neri, saranno invece assunte quali entità simboliche ed evocative di un mondo altro, interdetto all’umanità, che perviene alla malinconia e al lirismo. E qui Gloria, anch’essa privata di ogni aspetto idealistico e trascendente, ripiega la sua essenza nelle materialistiche funzioni scenotecniche, divenendo, nell’assurdo teatro della vita, l’ordigno, il marchingegno, l’artifizio meccanico che consente di salire e ridiscendere dal cielo.
melepere artecontemporanea / Planetario “Francesco Martino”, Modena presentano

HYPÉROURÁNIOS
(la gloria altrove)

Karin Andersen, Franko B, Biljana Bosnjakovic, Rudy Cremonini, Cuoghi Corsello Dead Meat/Rane Fritte, Ettore Frani, Michele Mariano, Antonio Marras, Stefano W. Pasquini, Simone Pellegrini, Adriano Persiani, Christian Rainer, Simone Rondelet, Mustafa Sabbagh, Gilda Scaglioni, Matteo Serri

a cura di
Patrizia Silingardi, Sonia Schiavone, Pierluigi Giacobazzi

con
L’Ariete Arte Contemporanea, Andrea Schenetti, Elena Coppola
EX MANIFATTURA TABACCHI
Modena
viale Monte Kosica, 47
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dal 12/9/2014 al 4/10/2014
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