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Istanbul – In viaggio con me

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Istanbul – In viaggio con me

Marzo 10
08:03 2014

 

L’obiettivo della mostra della fotografa Mercan Fröhlich-Mutluay – nata a Kargi (Çorum) nel 1971 – è quello di coinvolgere il pubblico in un modo estremamente emozionale, accompagnandolo nella città di Istanbul in un percorso per immagini che suscitino sorpresa e curiosità. Mercan vuole che il pubblico sappia riconoscere nei suoi scatti la vera realtà di questa straordinaria città e per questo non ritocca le sue fotografie, vuole condividere le sue opere senza che venga fatto nessun tipo di cambiamento, lasciando lo scatto esattamente così come è stato colto.

Prima di cominciare un nuovo lavoro fotografico, Mercan sceglie il luogo. Se per esempio dice “oggi voglio andare a Sultanahmet” il lavoro comincia prima di arrivare nel quartiere storico della città, il tragitto è altrettanto importante. Durante lo spostamento utilizza la macchina fotografica per scatti improvvisi, senza nessuna pretesa coglie i volti delle persone e i posti così come sono. Le persone non sono manichini, la luce non viene modificata, anzi, l’atmosfera della città si coglie attraverso una leggerissima nebbia. La sua passione per la scienza, che l’ha portata a laurearsi in tale disciplina, le permette di percepire i singoli dettagli in modo particolare. Per Mercan non esiste un oggetto che sia più o meno importante, che abbia più o meno valore. Ciò che è importante è che quell’oggetto abbia guadagnato il suo interesse, per poter scattare la sua foto.

Mercan abita a Roma, vicino a San Pietro. Questo acuisce la sua sensibilità rispetto al trascorrere del tempo, al rapporto tra il singolo e l’infinito. Forse è per questo che nel suo viaggio ad Istanbul, ha deciso di fotografare le moschee e le persone che pregano. Per qualche giorno si è tenuta distante dalla vitale dinamicità della metropoli, per entrare all’interno dei luoghi di preghiera, cogliendo un attimo della totalità.

La perfezione e la bellezza di Istanbul è in tutto ciò che essa ci offre, senza illusioni, senza tradimenti. È bello accettare Istanbul per quella che è, poiché ognuno di noi riesce a cogliervi una traccia di sé, un riflesso del proprio essere. Come Mercan, che nelle sue immagini offre al pubblico un riflesso di sé e che permette ai più di ritrovare nei suoi scatti ciò che forse ci si dimentica troppo facilmente.

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