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Italia: un Governo contro l’intelligenza dei cittadini.

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Italia: un Governo contro l’intelligenza dei cittadini.

Italia: un Governo contro l’intelligenza dei cittadini.
marzo 12
19:28 2019

I politici hanno individuato il “Tallone di Achille” dei cittadini, peraltro di vecchio conio: “bene o male, purché se ne parli”. Andreotti, unico politico dalla Costituente agli anni 2000.

Da Berlusconi, passando per Bersani e Renzi e fino a Salvini, è importante essere nei telegiornali, talk show, approfondimenti, intrattenimenti e qualunque cosa sia visibile in TV ed ascolto in Radio. Per i 5S la deroga è stata teatrale, come il fondatore, troppo tardi hanno capito l’importanza dell’apparire. Berlusconi e Salvini sono molto più avanti, le loro dichiarazioni sono giornaliere, come il pane fresco, sono favorevoli a qualsiasi proposta bianca o nera, positiva o negativa, sociale o antisociale, è importante “dire” senza farsi inimicizie, e realizzare solo quello che interessa al tuo gruppo.

Salvini: invade qualsiasi proposta o contestazione sociale, tutti sono cittadini di conquista. Scrive al Ministro della Sanità riguardo le vaccinazioni: «L’intento del procedimento è quello di garantire la permanenza dei bambini nel ciclo della scuola dell’infanzia». E ha aggiunto: «Evitiamo traumi ai più piccoli». Mi scusi Salvini, CHI GARANTIRÀ I DIRITTI E LA SICUREZZA DEI BAMBINI IMMUNODEPRESSI? Le sue convinzioni da che studio scientifico provengono? Quello dei voti?

Negli ultimi venti anni i governi italiani hanno assunto indirizzi e indicazioni diverse. Berlusconi governa l’Italia come un’azienda; Di Maio vuole governare come padre di famiglia. Un capo di Governo per i cittadini non serve? Una nazione non è un’azienda, il cui scopo è esclusivamente il capitale, il dividendo o, in caso contrario, il fallimento. Come padre di famiglia, disponendo di scarse finanze, o il pranzo o la cena, o le scarpe o la giacca, e così via.

Attivare un Governo con “un contratto” è il progetto più strampalato che mi sia capitato di sentire nei miei ultimi cinquanta anni. In quaranta anni di attività artigiana ho firmato decine di contratti, tutti si sono dovuti adeguare nello svolgimento a modifiche, imprevisti, varianti tecnico-sociali. Credo che una Nazione (con la N maiuscola) meriti progetti e programmi attuali e futuri, contratti vincolanti sono sempre in ritardo.

Appropriarsi giornalmente delle parole: “abbiamo risolto i problemi degli italiani”; “ce lo chiedono gli italiani”; “gli italiani sono con noi”; spesso mi chiedo: “quali”, io no, e sono italiano e ritengo che ci siano molti come me. Di fatto la cosiddetta maggioranza è una stregua minoranza. Due forze politiche rappresentano il 60% (dicono) di coloro che hanno votato ovvero circa il 73%. I due firmatari del contratto sono divisi su tutto, sono il 30% contrapposti l’uno all’altro (la percentuale è divisa in pari solo per comodità). Ogni firmatario a malincuore tappa il naso e vota la proposta dell’altro, qualcuno esce a prendere un caffè. Ogni firmatario cerca la difesa ad oltranza del proprio zoccolo elettorale, nel pieno disinteresse della nazione Italia (essa è considerata una proprietà) non mi sembra che rappresentino tutti gli Italiani.

Della TAV non mi sono mai interessato. Le montagne sono una mia passione, ne ho visitate la gran parte, in ogni valle ho letto: “+ treni – macchine”. Questo mi trova favorevole ad oltranza. Il discorso “costi – benefici” è un falso. Una società (e non una famiglia governata) deve garantire alle città come a paesi e valli lontane, i servizi efficaci di una società al passo con i tempi. La politica dei benefici (classica solo delle aziende che guardano al capitale) conduce all’abbandono di paesi, province e zone montane, considerato che portare le tecnologie ed i servizi in quelle zone più remote è sicuramente in perdita o ad alti costi, poiché gli utilizzatori – consumatori sono di numero modesto (vedasi tutte le sezioni scolastiche chiuse perché pochi alunni; o quanti ospedali e pronto soccorsi chiusi, e molti altri servizi, tutto per calcoli costi – beneficio e non per i servizi alla società). Una società evoluta si distingue per solidarietà e i servizi ai cittadini.

Anni fa sono stato in Norvegia, ho percorso tutta la zona nord sino a Capo Nord. Nel percorsi si incrociano agglomerati di 50/100 abitazioni che sono definiti paesi. Molto distanti tra loro, anche con 50 km di soli boschi, eppure ogni paese dispone di tutti i servizi, uno in più di quello che noi riusciamo a pensare. Lungo le strade, dove per 100 km si incrociano dalle 5 alle 10 vetture, ci sono raccolte per i rifiuti, zone di sosta pulite e gratuite, compresi servizi igienici. Qualcuno pensa che quei governanti si sono posti il dilemma costi – benefici, tralasciando quali sono le necessità dei cittadini?

Ai nostri politici non interessano le necessità dei cittadini, è importante garantire le promesse ai loro elettori, anche se non trovano il consenso di una maggioranza della società.

I politici si ispirano alla grande tradizione culturale italiana: dal Manzoni a Conte, l’Azzeccagarbugli italiano che decide di non decidere.

 

Gelsino Martini

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1 Commento

  1. maria
    maria marzo 12, 20:11

    chiaro e lampante. senza scampo

    Reply to this comment

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