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L'ASD «Il Gabbiano» di Santa Maria delle Mole vola in Germania

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L'ASD «Il Gabbiano» di Santa Maria delle Mole vola in Germania

Novembre 17
08:15 2010

L’ASD «Il Gabbiano» di Santa Maria delle Mole vola in Germania per conquistare un sogno: la vittoria ai Campionati del Mondo «Show Dance»>Volano sempre più in alto gli atleti dell’associazione sportiva dilettantistica «Il Gabbiano» di Santa Maria delle Mole.

«The Seagulls», la squadra master già tre volte Campione d’Italia e argento nelle gare valide per la Coppa del Mondo tenute a Torino lo scorso gennaio, ha ricevuto convocazione dall’ IDO International Dance Organization a rappresentare l’Italia nei campionati del mondo «Show Dance» previsti dal 22 al 27 novembre prossimi a Riesa, in Germania,

Soddisfazione è stata espressa dall’Amministrazione Comunale che, per celebrare l’importante traguardo, ha inteso organizzare un momento di incontro con i ventiquattro ragazzi che presto saranno in Germania.

La squadra che rappresenterà l’Italia alle competizioni mondiali, con atleti di età compresa tra i 16 e i 32 anni residenti a Santa Maria delle Mole, Frattocchie, Cava dei Selci e Castelluccia verrà infatti ricevuta a Palazzo Colonna giovedì 18 novembre, alle ore 16.

Ad accoglierla il Sindaco Adriano Palozzi e l’assessore allo Sport Otello Bocci.

«Ringrazio per il contributo offerto, in termini di competenza e passione per lo sport– afferma l’Assessore Bocci – il presidente dell’Asd Il Gabbiano Laura Serafini che, insieme al direttore Catia Fuselli, hanno dato vita ad una splendida realtà dove, in nome del concetto di gioco e di interrelazione, si educano i giovani ai sani valori della disciplina sportiva. Intesa prima di tutto quale gioco e poi come strumento di crescita e benessere, viatico verso una vita da vivere con dignità e passione».

«Educare i nostri giovani ai valori dello sport, è educarli alla lealtà, al pensiero critico e creativo, alla comunicazione con gli altri, alla gestione delle emozioni – aggiunge il Sindaco – ma anche al coraggio, alle prove e alle sfide. Perché non abbiano paura e, nella competizione sportiva come nella vita, siano sempre in grado di non arrendersi di fronte alle difficoltà. Educare allo sport – conclude – è educare al sogno, nella sua accezione più autentica e vera. Perché grazie al contributo dei preparatori atletici e al sostegno della famiglia, i ragazzi di oggi, gli uomini di domani, siano in grado di non perdere mai di vista gli obiettivi e il vero senso della vita».

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