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La Città Dadisé. La Roma dei segni differenti

Agosto 28
13:53 2015

 

Da martedì 1 settembre a domenica 6 settembre 2015 (ore 17-23), il quartiere romano di Tor Sapienza “darà-di-sé” vivendo la festa dei segni differenti, tra musiche, parole e movimenti da tutte le latitudini. Ci si sposterà infatti da Napoli all’India passando per il Portogallo; dalla letteratura, all’arte, al teatro; dai gustosi rinfreschi alle danze notturne. E non solo…

L’IDEA – “La Città Dadisé” è una manifestazione di spettacolo dal vivo gratuita a carattere interdisciplinare, che fa parte di un progetto culturale unitario in quanto rispetta quello che è da sempre l’obiettivo dell’Associazione di Volontariato “The Way to the Indies – Argillateatri”: offrire, attraverso la cultura, nuove possibilità aggregative territoriali.

Segni caratterizzanti del progetto sono dunque la “diversità” intesa come diversità culturale, di espressione, di genere e di linguaggi, ma anche diversità di aggregazioni che all’interno del progetto possono scambiarsi, integrarsi, contaminarsi e la ricerca dell’espressività contemporanea anche nella proposizione delle tradizioni.

Le proposte sono all’insegna dei valori popolari e della originalità: spettacoli di teatro, danza, musica, abilità diverse e culture, provocazioni e tradizioni, libri e poesia, espressioni digitali, visite guidate e laboratori aperti per tutte le fasce di età, rappresentano progetti fortemente legati alle vicende e allo sviluppo urbano del quartiere. In sostanza: origini e futuro, memoria e crescita.

I PROTAGONISTI – Brunella Petrini, Maura Gancitano, Carlo Gori, Ivan V. Cozzi, Leonardo Rinaldi, Barbara Martusciello, Isabella Ferretti, Lorenzo Flabbi, Kalipada Adhikary, Kazi Md Zakaria, Hasan Rakibul, Sabrina Khan, Edoardo Sartorio Cannas, Isabella Moroni, Loredana Lipperini, Simona Baldelli, Isabella Mangani, Stefano Donegà, Felice Zaccheo, Alessandro Pandolfi, Lucia Troisi, Stefania De Matola, Laura Pacelli, Elena Sbaraglia, Antonio ‘O lione Matrone, Giovanni Giuanniell Saviello, Luigi ‘O Jamm’d’a sciuscianda Staiano, Pietro ‘O concertatore Pisano, Nando ‘A vierola Citarella, Raffaella Coppola, Nathalie Leclerc Caiotole, Cecilia Barella, Giampaolo Canzonieri, Andrea Monda, Saverio Simonelli, Norbert Spina, Stefano Gobbi, Antonino Anzaldi, Elisabetta Bagli, Ulisse Benedetti, Maria Borgese, Stefania Di Lino, Donatella Giancaspero, Annamaria Giannini, Claudio Marrucci, Fausto Morciano, Antonio Veneziani, Paolo Di Paolo, Giorgio Biferali, Cristina Petit, Giulietta Stirati, Lorenzo Gasparrini, Ashai Lombardo Arop, Giordana Morandini, Roberto Fiorentini, Antonio Perri, Antonio Bruscoli, Gabriele Santoro, Martina Di Lorenzo, Lorenzo Barone, Madya Diebate, El Hadji M’Baye, Massimo Carrano, Federico Carra, Compagnia Danze Meticce. [ Per i dettagli e il calendario vedere il Programma ]

IL LUOGO – Gli incontri pomeridiani si svolgeranno presso il Casale Michele Testa (V.le Filippo de Pisis, 1), mentre gli spettacoli serali avranno luogo presso il Parco di Tor Sapienza poco distante (Via di Tor Sapienza, 108).

La scelta del quartiere di Tor Sapienza (Municipio Roma V) dove, in realtà, il conflitto sociale è sempre presente (anche quando resta lontano dall’occhio dei media), vuole essere l’affermazione che di una periferia “a rischio” è anche possibile cambiare la narrazione: proponendo una cultura buona e fruibile, lasciando libera l’espressione delle diverse culture. Tale scelta, permette di offrire una possibilità di incontro in un luogo quotidiano, riconoscibile, “non istituzionale” e quindi più facilmente avvicinabile, ascoltabile, fruibile da tutta la cittadinanza, una sorta di Centro Culturale all’aperto dove per sei giorni sarà possibile creare, attraverso le proposte culturali, un intreccio di relazioni solidali fra gli abitanti e i partecipanti alla rassegna.

Durante tutto il festival non mancheranno cibi e bevande grazie all’Osteria Dadisé. L’ingresso è gratuito per entrambe le sedi degli eventi. [ Per alcuni eventi è però necessario prenotarsi ]

Vi aspettiamo!

La Città Dadisé è una manifestazione di spettacolo dal vivo gratuita a carattere interdisciplinare, che fa parte di un progetto culturale unitario in quanto rispetta quello che sono da sempre l’obiettivo della nostra Associazione: offrire, attraverso la cultura, nuove possibilità aggregative territoriali.

La scelta del quartiere di Tor Sapienza dove, in realtà, il conflitto sociale è sempre presente (anche quando resta lontano dall’occhio dei media), vuole essere l’affermazione che di una periferia “a rischio” è anche possibile cambiare la narrazione: proponendo una cultura buona e fruibile, lasciando libera l’espressione delle diverse culture, offrendo una possibilità di incontro in un luogo quotidiano, riconoscibile, “non istituzionale” e quindi più facilmente avvicinabile, ascoltabile, fruibile da tutta la cittadinanza. Una sorta di Centro Culturale all’aperto dove per sei giorni sarà possibile creare, attraverso le proposte culturali, un intreccio di relazioni solidali fra gli abitanti e i partecipanti alla rassegna.

Segni caratterizzanti del progetto sono dunque la “diversità” intesa come diversità culturale, di espressione, di genere e di linguaggi, ma anche diversità di aggregazioni che all’interno del progetto possono scambiarsi, integrarsi, contaminarsi e la ricerca dell’espressività contemporanea anche nella proposizione delle tradizioni.

Le proposte sono all’insegna dei valori popolari e della originalità: spettacoli di teatro, danza, musica, abilità diverse e culture, provocazioni e tradizioni, libri e poesia, espressioni digitali, visite guidate e laboratori aperti per tutte le fasce di età, rappresentano progetti fortemente legati alle vicende e allo sviluppo urbano del quartiere. In sostanza: origini e futuro, memoria e crescita.


PROGRAMMA

MARTEDÌ 1 SETTEMBRE

Dalle ore 17:00 ATTIVITÀ PER RAGAZZI, ANZIANI E NON SOLO (Casale Michele Testa)
Laboratori di lettura – Laboratori di costruzione e riciclo – Tai chi chuan e ginnastica dolce – Visite guidate.
BIBLIOTECHE FUORIPORTA (Casale Michele Testa)
Attività di consultazione, prestito, consigli e informazioni sull’argomento libro.
OSTERIA DADISÉ (Casale Michele Testa)
Ore 18:30 INAUGURAZIONE
Ore 19:30 INCONTRI A PRIMA SERA (Casale Michele Testa)
Spazio per conversazioni e incontri letterari, musicali, culturali, bookcrossing, etc.
Premio internazionale degli editori indipendenti Sinbad – Città di Bari
nato dall’idea di portare alla luce il lavoro di cura e di ricerca svolto dall’editoria indipendente
intervengono: Isabella Ferretti di 66thand2nd (editore promotore del Premio Sinbad)
e Lorenzo Flabbi di L’Orma (editore partecipante)
Ore 21:30 SPETTACOLO CONCERTO DI MUSICA INDIANA E POESIE DI RABINDRANATH TAGORE (Parco di Tor Sapienza)
con Kalipada Adhikary Group e Sabrina Khan (voce), letture di Giulietta Stirati
Ore 22:45 KALARIPAYATTU. La più antica delle arti marziali (Parco di Tor Sapienza)
Una disciplina vedica considerata “la madre di tutte le arti marziali”
con Edoardo Sartorio Cannas

MERCOLEDÌ 2 SETTEMBRE

Dalle ore 17:00 ATTIVITÀ PER RAGAZZI, ANZIANI E NON SOLO (Casale Michele Testa)
Laboratori di lettura – Laboratori di costruzione e riciclo – Tai chi chuan e ginnastica dolce – Visite guidate.
BIBLIOTECHE FUORIPORTA (Casale Michele Testa)
Attività di consultazione, prestito, consigli e informazioni sull’argomento libro.
OSTERIA DADISÉ (Casale Michele Testa)
Ore 17:30 LABORATORIO DI AUTOPRODUZIONE DI SAPONI NATURALI (Casale Michele Testa)
con Maura Gancitano
Ore 19:00 INCONTRI A PRIMA SERA (Casale Michele Testa)
Spazio per conversazioni e incontri letterari, musicali, culturali, bookcrossing, etc.
Loredana Lipperini: Questo trenino a molla che si chiama il cuore – Editori Laterza conduce: Isabella Moroni (giornalista)
Ore 21:30 VENTI GAROFANI ROSSI (Parco di Tor Sapienza)
Lettura Concerto da Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi
con Simona Baldelli (letture); Isabella Mangani (voce); Stefano Donegà (chitarra classica); Felice Zaccheo (chitarra portoghese e bandolim)

GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE

Dalle ore 17:00 ATTIVITÀ PER RAGAZZI, ANZIANI E NON SOLO (Casale Michele Testa)
Laboratori di lettura – Laboratori di costruzione e riciclo – Tai chi chuan e ginnastica dolce – Visite guidate.
BIBLIOTECHE FUORIPORTA (Casale Michele Testa)
Attività di consultazione, prestito, consigli e informazioni sull’argomento libro.
OSTERIA DADISÉ (Casale Michele Testa)
Dalle ore 18:00 ONDA ENERGETICA (Casale Michele Testa)
Differenti operatori olistici (astrologia, tarocchi, reiki) offrono consulti gratuiti, terapie e responsi
con Alessandro Pandolfi e Lucia Troisi
Ore 19:30 INCONTRI A PRIMA SERA (Casale Michele Testa)
Spazio per conversazioni e incontri letterari, musicali, culturali, bookcrossing, etc.
Stefania De Matola, Laura Pacelli: Manuale di grafologia – Graphofeel
introduce: Elena Sbaraglia (psicologa)
Ore 21:30 NANDO CITARELLA E ‘A PARANZA DE’ MALANDRINI (Parco di Tor Sapienza)
con Antonio ‘O lione Matrone, Giovanni Giuanniell Saviello, Luigi ‘O Jamm’d’a sciuscianda Staiano, Pietro ‘O concertatore Pisano, Nando ‘A vierola Citarella,
Raffaella Coppola e Nathalie Leclerc Caiotole

VENERDÌ 4 SETTEMBRE

Dalle ore 17:00 ATTIVITÀ PER RAGAZZI, ANZIANI E NON SOLO (Casale Michele Testa)
Laboratori di lettura – Laboratori di costruzione e riciclo – Tai chi chuan e ginnastica dolce – Visite guidate.
BIBLIOTECHE FUORIPORTA (Casale Michele Testa)
Attività di consultazione, prestito, consigli e informazioni sull’argomento libro.
OSTERIA DADISÉ (Casale Michele Testa)
Ore 18:30 INCONTRI A PRIMA SERA (Casale Michele Testa)
Spazio per conversazioni e incontri letterari, musicali, culturali, bookcrossing, etc.
Tolkien e i Classici: Cecilia Barella, Giampaolo Canzonieri, Andrea Monda, Saverio Simonelli, Norbert Spina – Effatà Editrice
conduce: Stefano Gobbi (dinoitre eventi)
Ore 20:15 Poesie per la Pace
Letture poetiche di pace e non solo in attesa della Giornata della Pace
con Stefania Di Lino, Donatella Giancaspero, Annamaria Giannini
e con i testi di Elisabetta Bagli e Raffaele Cozzolino
Ore 21:30 PEACE AND LOVE READING MUSICALE (Parco di Tor Sapienza)
Omaggio al Living Theatre, storico gruppo dell’avanguardia teatrale
letture di Antonino Anzaldi, Ulisse Benedetti, Maria Borgese, Ivan V. Cozzi, Claudio Marrucci, Fausto Morciano, Giulietta Stirati e Antonio Veneziani
SABATO 5 SETTEMBRE

Dalle ore 17:00 ATTIVITÀ PER RAGAZZI, ANZIANI E NON SOLO (Casale Michele Testa)
Laboratori di lettura – Laboratori di costruzione e riciclo – Tai chi chuan e ginnastica dolce – Visite guidate.
BIBLIOTECHE FUORIPORTA (Casale Michele Testa)
Attività di consultazione, prestito, consigli e informazioni sull’argomento libro.
OSTERIA DADISÉ (Casale Michele Testa)
Ore 18:30 INCONTRI A PRIMA SERA (Casale Michele Testa)
Spazio per conversazioni e incontri letterari, musicali, culturali, bookcrossing, etc.
Paolo Di Paolo: Giacomo il signor bambino – illustrazioni di Gianni De Conno – Rrose Sélavy Edizioni
presenta: Giorgio Biferali (giornalista)
Ore 20:00 Cristina Petit: Qualcosa che somiglia al vero amore – Tre60 Edizioni
conducono: Giulietta Stirati (docente) e Lorenzo Gasparrini (editor)
Ore 21:30 LE CITTÀ INVISIBILI (Parco di Tor Sapienza)
da Italo Calvino
con Antonino Anzaldi, Ashai Lombardo Arop, Giordana Morandini, Fausto Morciano e Brunella Petrini
Regia Ivan V. Cozzi

DOMENICA 6 SETTEMBRE

Dalle ore 17:00 ATTIVITÀ PER RAGAZZI, ANZIANI E NON SOLO (Casale Michele Testa)
Laboratori di lettura – Laboratori di costruzione e riciclo – Tai chi chuan e ginnastica dolce – Visite guidate.
BIBLIOTECHE FUORIPORTA (Casale Michele Testa)
Attività di consultazione, prestito, consigli e informazioni sull’argomento libro.

OSTERIA DADISÉ (Casale Michele Testa)
Ore 18:30 INCONTRI A PRIMA SERA (Casale Michele Testa)
Spazio per conversazioni e incontri letterari, musicali, culturali, bookcrossing, etc.
Roberto Fiorentini: Le Chajim. Alla vita – Graphofeel
introduce: Antonio Perri (linguista)
Ore 20:00 Antonio Bruscoli: Kadamou. L’Africa negli occhi di un medico italiano – Falco Editore presentano: Gabriele Santoro (giornalista) e Martina Di Lorenzo (editor)
Ore 21:30 ESODO – World Music Recital (Parco di Tor Sapienza)
Compagnia Danze Meticce con Ashai Lombarto Arop, Lorenzo Barone, Federico Carra, Massimo Carrano, Madya Diebate, El Hadji M’Baye

CAST ARTISTICO

SPETTACOLO CONCERTO DI MUSICA INDIANA E POESIE DI RABINDRANATH TAGORE
Rabintranath Tagore, poeta, prosatore, drammaturgo, musicista e filosofo indiano, nacque a Calcutta nel 1861 e morì a Shanti Niketan, Bolpur nel 1941.
Profondo conoscitore della lingua inglese, fu il poeta della nuova India, moderna e indipendente, per la quale lottò non solo con le sue opere e con le sue iniziative di carattere sociale, ma anche con il suo fiero comportamento politico.
Lo spettacolo è incentrato su letture di poesia d’amore orientale che esprime il sentimento d’amore diversamente da quella occidentale. È infatti pervasa di leggerezza, di distacco dalla soggettività, di ritualità ripetuta ed evoca i vari momenti della vita nella visione spirituale che fonde sacro e profano, spirito e carne, Dio e uomo.
A queste si uniscono i canti dei cantori mistici Baul che, nonostante venissero considerati semplici mendicanti, grazie a Tagore, trovarono uno spazio importante nella cultura bengalese e furono conosciuti nel mondo. Il pensiero e le poesie di Tagore furono influenzate dalle canzoni dei Baul e dal loro stile di vita, di uomini incontaminati che sanno vedere in modo chiaro e profondo.
KALIPADA ADHIKARY – percussione e canto
È nato in India (West Bengal) da una famiglia di musicisti. Fin da piccolo ha iniziato a suonare lo Sri Khol (tamburo a due membrane) con il padre, maestro di percussioni. Nel corso degli anni ha perfezionato la tecnica musicale studiando con altri maestri strumenti a percussione della musica classica e popolare indiana (Mridangam, Tabla, Duggi, Dhol, Madol) e canto.
Nel 1989 è stato invitato in Italia da Abani Biswas nell’ambito del Progetto Source’s Research Indian Performative Arts al quale ha partecipato per più di venti anni come componente del gruppo di artisti indiani Mìlon Mèla.
In Italia, Francia, Portogallo, Svizzera, Venezuela e Messico ha presentato concerti di musica Baul (musica Folk indiana) e condotto seminari di strumenti a percussione e canto. Ha collaborato alla realizzazione di laboratori multidisciplinari diretti agli studenti dell’Università La Sapienza di Roma, del DAMS di Bologna e di laboratori di musicoterapia nelle scuole e nei Centri di Igiene Mentale. Collabora con diversi musicisti e gruppi di musica folk europei, e ha partecipato all’edizione del CD “Poeti arabi di Sicilia” del gruppo Milagro Acustico Ensemble.
KAZI MD ZAKARIA – armonium e canto
È nato nel Bengala orientale (Bangladesh) nel 1964 ha frequentato la Hazi Akram Uddin High School specializzandosi in “Rabindra Sangeet” – canzoni scritte e composte dal poeta Rabindrahath Tagore. Questi canti si caratterizzano per la loro interpretazione che contiene una notevole quantità di tecniche di abbellimento utilizzate sia nella musica vocale sia nella musica strumentale.
Ha collaborato in Bangladesh per alcune trasmissione della Radio e Televisione nazionale. Trasferitosi in Italia è ora coordinatore della Bisaw Sangeet Kendro di Roma.
HASAN RAKIBUL – cembali e armonium
È nato nel Bengala orientale (Bangladesh) da una famiglia musulmana, nel suo paese di origine ha studiato fin da piccolo tecniche vocali e strumenti a tastiera. Da pochi anni ha dovuto lasciare la propria case e trasferirsi in Italia dove continua a coltivare la sua passione per la musica e il canto.
KALARIPAYATTU
Il Kalaripayattu è una disciplina vedica, la madre delle arti marziali dell’India, che ha sviluppato un ricchissimo alfabeto di azioni-scontri a mani nude, con bastoni, coltelli e con spade e scudi e la suggestiva danza del fuoco.
EDOARDO SARTORIO CANNAS ha studiato presso la scuola KESMA (Kerala School of Martial Arts), con il Guru Jayachandran Nair. È stato proprio il suo Guru, nel 2009, a rilasciargli il certificato di abilitazione all’insegnamento, e a prenderlo con sé, come suo partner, nelle tournèe indiane ed europee del gruppo “Milon Mela”, diretto da Abani Biswas. Si è esibito in spettacoli e ha insegnato in laboratori intensivi residenziali e non, lavorando, oltre che in India e in Italia, in Spagna, in Germania e in Slovenia.
https://www.facebook.com/edoardo.sartoriocannas?fref=ts

VENTI GAROFANI ROSSI. Lettura Concerto da Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi
con
Simona Baldelli – letture
Isabella Mangani – voce
Stefano Donegà – chitarra classica
Felice Zaccheo – chitarra portoghese
Il Portogallo del 1938 (in cui è ambientato il libro) e l’Italia e l’Europa tutta del 1994 (anno della sua pubblicazione) avevano molto in comune, per Antonio Tabucchi. Condividiamo.
Ma “Sostiene Pereira” non è cristallizzato nel tempo che descrive, né nel tempo in cui fu scritto: narra in maniera delicata e sapiente la paura del cambiamento e la tensione al cambiamento, e può dire molto a ognuno di noi sulla realtà che viviamo, sulle ingiustizie che vengono perpetrate e sulle speranze che coltiviamo malgrado tutto. E su quello che possiamo fare. Anche noi. Oggi.
Bisogna che venga letto e riletto, che lo conoscano anche i più giovani, che possano imparare il valore dell’indignazione e del coraggio di fare e di sperare.
La scena è essenziale: una macchina per scrivere degli anni Trenta, un vaso di garofani, il ritratto incorniciato di una donna in bianco e nero.
Simona Baldelli riesce a modulare il tono e il ritmo in maniera perfetta, dando un’interpretazione personale – ancorché comprensibile da tutti – del libro e della sua atmosfera; la musica fa da contraltare e rifugge la didascalia: pezzi in portoghese e in italiano innescano continui rimandi al passato e al presente, non solo del Portogallo ma dell’Italia e dell’Europa tutta.
SIMONA BALDELLI è drammaturga, attrice e scrittrice. Ha esordito nella narrativa nel 2013 con “Evelina e le fate” (Giunti) romanzo finalista al Premio Calvino 2012 e vincitore del Premio John Fante opera prima (2013). “Il tempo bambino” (Giunti 2014) è il suo secondo romanzo.
ISABELLA MANGANI è traduttrice e cantante. Studia canto e igiene vocale con Marco Calcinelli a Forlì e poi con Raffaella Misiti, Gabriella Aiello, Bruno Corazza, Ugo Cesari e Tommaso Monaco a Roma. Ha cantato nel gruppo di musica popolare Musicimigranti e nei Fado entre rios. Canta in coro da quando aveva 18 anni (attualmente orgoglioso membro dei Dekoro- nb non solo gospel, diretto da Bruno Corazza). Dal 2008 canta in duo con il chitarrista Stefano Donegà e in trio con l’aggiunta di una chitarra portoghese. Collabora con varie compagnie teatrali, con l’Orchestra del 41° parallelo, fa parte del gruppo La ‘Ntisa Stesa ed è autrice di numerosi spettacoli in cui combina musica e letteratura. La sua ricerca si focalizza sulla musica di tradizione orale italiana e sulle varie declinazioni della musica portoghese, ma spazia anche su altri generi musicali e molte altre lingue.
STEFANO DONEGÀ fin da giovane approfondisce vari stili chitarristici, dal classico al fingerpicking, diventando allievo di Stefan Grossman. Si avvicina poi al repertorio popolare e alla musica d’autore, studiando arrangiamento con Stefano Scatozza. Ha suonato con Ambrogio Sparagna e con le cantanti Lucilla Galeazzi, Gabriella Aiello e Isabella Mangani. Con quest’ultima ha portato il fado su Rai Uno in prima serata e in molti teatri d’Italia. Collabora stabilmente con la compagnia teatrale UnAmletoditroppo e con l’attore teatrale Massimo Zordan.
FELICE ZACCHEO dopo anni dedicati al folk statunitense, al blues e al funky suonando sia la chitarra acustica che l’elettrica, ha approfondito le conoscenze relative agli strumenti etnici e tradizionali italiani (chitarra battente, organetto, tamburi a cornice). Dal 2002 studia e suona mandolino e plettri con Sonia Maurer in numerose situazioni che spaziano della musica classica alla canzone romana. È attualmente uno dei pochissimi suonatori italiani di chitarra portoghese, strumento che impiega nei modi tradizionali del fado di Lisbona e di Coimbra. Insegna e tiene stage di strumento in varie scuole di musica, dirige con Sara Modigliani il coro multietnico Romolo Balzani, ha collaborato alla realizzazione di numerosi CD e di varie colonne sonore ed è uno dei session-man più attivi negli ambiti della musica “indipendente” romana.

NANDO CITARELLA E ‘A PARANZA DE’ MALANDRINI
“TERRA PRIMA”
«Verso la terra mia prima,verso sud migrai e trovai nudi e in miseria e fino ai fianchi nel mare, Castello e Città. Là dove il rosmarino fiorisce e dove l’acqua ancora scorre dalle sorgenti, frutti d’ombra cadono dai muri, luce di luna imbianca la casa,e cenere di crateri ormai freddi trasportano vento di mare nelle stanze.»
Queste parole rappresentano il nostro vissuto e il vivere ancora oggi in questa Terra Prima, la dove la processione si allontana e fa spazio al tempo e al mondo interiore, diamo spazio alle nostre preghiere, alle invocazioni, ai canti, alla musica, alla semplicità al battito del tamburo, ‘a Tammorra da S. Rocco alla Mamma ‘ell’Arco da Materdomini alla sagliuta dell’Avvocata e fino alla Juta ‘a Montevergine dove il fuoco sotto terra è pietra liquida tra pane chiaro e labbra scure, si alza il nostro canto e, nella città cava Stamburano, i tamburi.
Noi siamo i testimoni di questa tradizione cresciuti e andati via per vivere poi in essa dove la pietra liquida diventa il nostro fuoco.
Questo progetto nasce dall’incontro di musicisti della tradizione che nella tradizione ancora oggi praticano e ne vivono il continuo mutamento. Dal tocco vigoroso del costruttore di tammorre al rifinitore ed ebanista che intarsia i flauti doppi.
Dal plurilaureato in direzione di coro e composizione ma suonatore e amante dell’ancia e l’otre che dal Cilento arriva all’Agro. Dalle gentili figure di donne danzatrici che con il gesto nitido disegnano nell’aria come le antiche muse di questa nostra terra. Dal musico e teatrante che della Maschera ha cantato rappresentandone il grido e il sospiro tra corde, pelli e passi. Per incontrare infine il soffio di quel mantice che sul canto appoggia chillu felill’e voce che giù dalla penisola, risale sul Vulcano.
Chest’è ‘a vita ‘a storia ‘a museca che noi vi proponiamo.
‘A PARANZA DE’ MALANDRINI
con
Antonio ‘O lione Matrone: tammorra – putipù
Giovanni Giuanniell Saviello: flauti – organetto
Luigi ‘O Jamm’d’a sciuscianda Staiano: canto – fisarmonica
Pietro ‘O concertatore Pisano: zampogna – basso
Nando ‘A vierola Citarella: canto – tammorra
Raffaella Coppola e Nathalie Leclerc Caiotole: muse danzatrici
NANDO CITARELLA è musicista, attore, cantante e studioso delle tradizioni popolari mediterranee, ha collaborato con grandi artisti come Eduardo De Filippo, Dario Fo, Linsday Kemp… Ha partecipato ad alcuni film con la regia di M. Monicelli, L. Magni, C. Comencini, F. Zeffirelli. Collabora inoltre con vari gruppi, Micrologus, Riccardo Tesi e Banditalia, Enzo Avitabile, Tamburi del Vesuvio. È considerato uno dei maggiori insegnanti italiani del suo strumento.
http://www.nandocitarella.it/

PEACE AND LOVE READING MUSICALE (Parco di Tor Sapienza)
Omaggio al Living Theatre, storico gruppo dell’avanguardia teatrale
con Antonino Anzaldi, Ulisse Benedetti, Maria Borgese, Ivan V. Cozzi, Claudio Marrucci, Fausto Morciano, Giulietta Stirati e Antonio Veneziani
A pochi mesi dalla scomparsa della fondatrice, attrice e regista Judith Malina, vogliamo dedicare una giornata al lavoro e all’eredità del Living Theatre, del quale siamo stati allievi, collaboratori e sostenitori nel periodo del cosiddetto “esilio europeo” negli anni ’70.
Il Living Theatre, compagnia di teatro sperimentale fondata a New York nel 1947 da Julian Beck, scenografo, pittore e poeta, e Judith Malina, si colloca inizialmente nel panorama dell’Off Broadway proponendo un innovativo repertorio di matrice europea. L’impegno in numerose manifestazioni pacifiste e iniziative di disobbedienza civile porta al Living una notorietà che va ben oltre il ristretto ambito del teatro d’avanguardia e lo rende, proprio a causa di questo impegno politico, “non gradito” al governo degli Stati Uniti.
Dai primi anni Sessanta fino ad oltre la metà degli anni ’70, il Living concentra la sua attività in Europa e in particolare in Italia, con tournée e soggiorni di lunga durata. Gli anni seguenti vedranno il Living Theatre sempre in equilibrio fra stanzialità e nomadismo, portare avanti spettacoli dalla valenza politica forte e basati sul lavoro collettivo.
Nel 1999 la compagnia inaugura presso Rocchetta Ligure (Italia) la sede del Centro Living Europa, uno spazio di lavoro e di accoglienza di artisti che contribuiscono allo sviluppo dei programmi europei della compagnia e che rimarrà attivo fino al 2003.

• Nel pomeriggio sarà possibile vedere le proiezioni di video di vecchi e nuovi spettacoli del Living Theatre, documentari e interviste a ciclo continuo.

• Lo spettacolo alternerà letture teatralizzate di testi e poesie di Judith Malina, Julian Beck e altri storici rappresentanti del Living Theatre e letture di poesie di pace dei poeti intervenuti e non solo. Le letture saranno accompagnate da interventi musicali.

LE CITTÀ INVISIBILI
da Italo Calvino
Regia Ivan V. Cozzi
Con Antonino Anzaldi, Ashai Lombardo Arop, Giordana Morandini, Fausto Morciano e Brunella Petrini
«Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.» [Italo Calvino]
A trent’anni dalla morte di Italo Calvino, in un mondo letterario che sembra averlo dimenticato, affidiamo al teatro la celebrazione di uno dei più grandi scrittori moderni con uno spettacolo tratto da uno dei suoi libri più magici: Le città invisibili, pubblicato nel 1972.
Oniriche, suggestive, complesse nel loro metatesto, le Città di Calvino forse sono invisibili soltanto a chi non sa guardare, o non vuole farlo, ma in realtà sono sul confine nebbioso fra l’immaginario e il reale e hanno una struttura solida che lo spettacolo segue e offre.
Lo spettatore viene chiamato ad un viaggio che è anche un percorso nella sua immaginazione, nel ricordo di attimi vissuti o nella cattura di corrispondenze con la vita quotidiana. Amara o splendente che sia, non può sottrarsi.
Potrebbe sembrare una fiaba, ma non lo è perché (quasi) tutto quello che sono le città scelte per la narrazione esiste e ci si crede per esperienza e non per convenzione.
I piani sono molteplici e sempre doppi: dall’alto e dal basso, dal mare o dalla montagna, attraverso e attorno, fuori e fin dentro la terra, dei vivi e dei morti, pieno e vuoto, silente e rumoroso, continuo e interrotto.
Ognuna è l’inizio e anche la fine: le voci degli attori spianano la strada. Le parole fanno luce. Il dialogo immaginario fra Marco Polo e Kublai Khan si farà strada fra segreti, iperboli, prospettive ingannevoli, fragilità e vita perché forse è vero, come dice il Khan a Marco Polo, che ognuna di loro non è altro che la descrizione di un’unica città.
IVAN VINCENZO COZZI attore, regista, performer. Il suo lavoro è rivolto ad esplorare le possibilità creative ed espressive dell’attore approfondendo le tecniche psicofisiche del teatro occidentale e di quello orientale. Ha progettato e realizzato eventi, partecipato a produzioni di Festival e Rassegne nazionali e internazionali e ha preso parte a spettacoli televisivi e cinematografici. È l’ideatore e il direttore artistico del progetto di Argillateatri.
http://www.argillateatri.org/

ESODO – World Music Recital
Compagnia Danze Meticce con Ashai Lombarto Arop, Lorenzo Barone, Federico Carra, Massimo Carrano, Madya Diebate, El Hadji M’Baye

«Accovacciati sulla coperta, presso le scale, con i piatti tra le gambe, e il pezzo di pane tra i piedi…ognuno può immaginarsi che cosa sia una coperta di piroscafo sballottato dal mare, sul quale si rovesciano tutte le immondizie volontarie ed involontarie di quella popolazione viaggiante…”navi di Lazzaro”, erano definite queste “carrette del mare”, dove si viveva in condizioni incredibili di sovraffollamento, che dava inevitabilmente luogo a epidemie, con i naufragi all’ordine del giorno…»
Questo testo sembra raccontare una storia recente, consumata il più delle volte nel Mar Mediterraneo, con un picco altissimo, di approdi e non-approdi, raggiunto nell’ultimo anno. E, invece no.
Questo testo è tratto da un libro del 1988, ormai fuori catalogo, quasi introvabile, che si intitola “Le navi di Lazzaro” di Augusta Molinari, parla dell’Oceano Atlantico e dei barconi della speranza carichi di italiani, quasi 300.000 l’anno, che hanno fatto avanti indietro tra il 1876 e il 1976, periodo chiamato il secolo del grande esodo.
La storia dunque si ripete, ma la memoria, non aiutata dai media, sembra perdersene un grande pezzo, portandoci a considerare in modo pericolosamente dispregiativo esseri umani che, in fondo, stanno vivendo ciò che ha vissuto il nostro popolo fino a poco più di 30 anni fa.
Esodo vuole raccontare pezzi di questa storia, utilizzando l’approccio viscerale che musica e danza riescono a trasmettere, arrivando prima al cuore che alla mente. Attraverso danza e canti dell’Italia, dell’Africa e di altre società soggette nei secoli a grandi emigrazioni, si cercherà di divertire, appassionare, ma anche di riportare alla memoria un senso comune di civiltà.
Nello specifico, lo spettacolo unisce strumenti della tradizione musicale sud italiana, con strumenti della tradizione musicale dell’Africa occidentale, così come unisce le danze di derivazione africana con tarantelle, pizziche e tammurriate, in una rielaborazione coreografica.
Esiste un profondo e antichissimo legame, radicato alle fondamenta di culture millenarie, che unisce fra di loro i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, raggiungendo il Medio Oriente e l’Africa nera.
Ma questo legame non è solo storia, vive ora più che mai nella nostra realtà contemporanea, nella nostra vita quotidiana e nella nostra società, che è già multiculturale. Attraverso un sincretismo musicale, che nasce dalla ricerca delle affinità sociali, rituali, stilistiche e creative proprie delle forme coreutiche e musicali di diverse culture e, attraverso un meticciato naturale, di cui io sono esponente umano, vorrei che portare alla luce la bellezza, che l’incontro fra due strade che ne generano una terza, può generare.
ASHAI LOMBARDO AROP è danzAttrice italo-sudanese. Ha performato il suo stile meticcio in festival nazionali e internazionali: Bansko Jazz Festival 2009 (Bulgaria), Festival Musicale del Mediterraneo (Genova 2009), Settembre al Borgo (Caserta 2009), Sarajevskazima (Sarajevo, Bosnia), Festival del Mediterraneo di Montpellier (Francia), Festival delle Culture (Bologna), 2° Anniversario dell’Archivio Sonoro Canzone Napoletana (Auditorium RAI – Napoli), e molti altri. Ha lavorato con Maurizio Scaparro, Massimo Ranieri, Eleonora Abbagnato, Antonella Ruggiero.

ATTIVITÀ POMERIDIANE

BIBLIOTECHE FUORIPORTA
Attività di consultazione, prestito, consigli e informazioni sull’argomento libro.
Laboratori di lettura a cura delle Biblioteche del territorio.

LABORATORI CREATIVI DI COSTRUZIONE E RICICLO
Recuperare alcuni saperi e conoscenze per tenere viva la conoscenza e la coscienza delle proprie radici culturali. È anche a questo, oltre che a incentivare la manualità, la coordinazione e lo spirito di invenzione dei ragazzi, che mira il laboratorio di costruzioni nel quale i ragazzi andranno alla scoperta e ri-scoperta dei giochi e dei giocattoli di una volta, semplici, senza strutture, dove l’invenzione, l’avventura, la fantasia permettono al ragazzo di sentirsi “creatore” dei suoi giocattoli e non solo proprietario. Il laboratorio sarà dunque una fabbrica di una trottola, di una palla di pezza, un burattino, una barchetta a pale, un aeroplano a motore, un cavalluccio a dondolo e tanti altri giocattoli inventati, progettati e costruiti personalmente con il legno, con la plastica, calzini vecchi, mollette da bucato, e tanti altri materiali, ormai destinati al disuso. Ma, oltre ai giocattoli, piccoli oggetti per arredare la stanza, come mensole, porta CD, lampade, miniature di macchine e aeroplani, casette per animali domestici, strumenti musicali, sculture e quant’altro la fantasia e la voglia di fare può suggerire.
BRUNELLA PETRINI si diploma al Liceo Artistico di Roma, e si inserisce nel campo lavorativo dell’artigianato nel settore della moda. Dopo alcuni anni di lavoro, si incuriosisce del teatro e ci si avvicina partecipando ad alcuni progetti speciali dell’ETI destinati ai giovani. Decide di intraprendere quella strada, e incomincia la sua formazione seguendo vari stage specifici sul lavoro dell’attore e su tutto quello che gira intorno a quel mondo (regia, scenografia, yoga, danza, canto, musica). È molto attratta anche dalla costruzione di oggetti e scenografie e dedica un po’ di tempo alla realizzazione di alcuni scenari, costumi e macchine di scena.
Nel 2000 partecipa a un corso di formazione per Educatore giocattolaio del legno e si inserisce nel campo sociale-educativo, lavorando in ludoteche, ludobus, centri diurni e strutture analoghe anche con ragazzi con situazioni “delicate” e diversamente abili.
Da più di una decina di anni incontra in modo più specifico la musica ed entra a far parte di una brass band di fiati, dove anche lì, segue una linea sociale suonando in orfanotrofi (Sarajevo, Mostar), case famiglia, campi rom. Conduce laboratori ludici, teatrali, di costruzione, creativi. Ultimamente si appassiona al video e al montaggio.

LABORATORIO DI AUTOPRODUZIONE DI SAPONI NATURALI
È un corso dimostrativo per la produzione casalinga del sapone con il tradizionale metodo a freddo. Si parlerà degli strumenti e della sicurezza necessari per fare il sapone, di come si formula una ricetta (che oli usare, come calcolare la soda, come scegliere fragranze e coloranti). Si vedrà nella pratica come realizzare un sapone, quali formine e stampi scegliere, come si deve far stagionare e come conservarlo dopo la stagionatura. Infine taglieremo insieme un sapone già fatto precedentemente.
Per prenotarsi inviare una e-mail con oggetto AUTOPRODUZIONE SAPONI DADISÉ a: mauraga85@gmail.com
MAURA GANCITANO è scrittrice e editor. Si interessa di Astrologia, Salute Naturale, Floriterapia e Maternità. È autrice di “Igiene e cosmesi naturali” (Il Leone Verde 2013) e di “Malefica. Trasformare la rabbia femminile” (L’Arte di Essere 2015). Insegna autoproduzione di cosmetici eco-dermo-compatibili. Insieme ad Andrea Colamedici – con cui tiene seminari di filosofia e ricerca interiore – ha tradotto i libri di Stanislav Grof: “La nuova Psicologia” e “Psicologia del futuro” (Spazio Interiore 2013, 2015)

SE QUELL’ALBERO POTESSE PARLARE
“Se quell’albero potesse parlare” è l’intervento artistico di Carlo Gori per dare voce ad un albero posto nel giardino del Casale Michele Testa. Ma un albero parla? O emette suoni?
L’albero è un essere vivente che cresce spesso senza l’attenzione di noi che gli viviamo intorno, nonostante sia la fonte del nostro ossigeno, della nostra vita in senso lato. Ogni anno tanti alberi vengono uccisi per lasciare spazio al cemento o a colture invasive e depauperanti il terreno, intervenendo su un fragile ecosistema, che una volta cambiato determina danni incalcolabili al nostro pianeta e a noi stessi.
Dunque, se quell’albero davvero parlasse che direbbe? È una caricatura d’uomo o una caricatura d’albero? O è un’altra cosa che ancora non conosciamo? Che relazione ha con il resto di quel contesto? Belle domande!
CARLO GORI è un artista multidisciplinare, nato a Novara nel 1968, attivo anche all’estero, specie in Inghilterra e Giappone. Per il quartiere di Tor Sapienza a Roma, dal 2002, ha ideato e curato il Festival Internazionale Tor Sapienza in Arte e i progetti Tor Sapienza “Quartiere d’Arte” e Morandi a colori, convinto che l’arte debba essere motore principale della vita di una comunità. È attualmente il presidente del Centro Culturale Municipale Giorgio Morandi.

TAI CHI CHUAN E GINNASTICA DOLCE PER ANZIANI (e non solo)
incontri condotti da Ivan V. Cozzi e Leonardo Rinaldi
Il Tai Chi Chuan ci aiuta a raggiungere e mantenere uno stato psicofisico ottimale per mezzo di una serie di movimenti lenti e ripetitivi, armonici e fluidi che, coordinati con la respirazione insegnano a lasciarsi andare e a sviluppare una forte concentrazione mentale.
Questo esercizio permette, inoltre, di sciogliere blocchi e tensioni muscolari favorendo la circolazione dell’energia vitale che genera uno stato di stabilità e calma psicofisica.
Tra tutti i benefici ottenibili con la pratica del Tai Chi Chuan, uno dei più evidenti è certamente il miglioramento della prontezza dei riflessi; seguono il controllo delle posizioni delle varie parti del corpo e il miglioramento dell’agilità e del senso dell’equilibrio.
Chi pratica il Tai Chi non solo ha una funzione cardiorespiratoria migliore, ma ottiene risultati migliori nei test relativi al controllo dell’equilibrio, alla flessibilità e alla forza muscolare. Inoltre si riduce il rischio di cadute.
Questi benefici sulla salute sono visibili a tutte le età e sono capaci di nutrire di energia profonda le persone anziane, di avere risultati sorprendenti nelle difficoltà legate ai cambiamenti ormonali delle donne.
Le persone anziane che praticano regolarmente il Tai Chi hanno evidenziato una migliore propriocezione delle articolazioni della caviglia e del ginocchio rispetto al gruppo di controllo degli anziani sedentari. I notevoli benefici della pratica del Tai Chi sulla propriocezione hanno come risultato il mantenimento del controllo dell’equilibrio negli anziani.
https://www.facebook.com/taichichuanroma?fref=ts

FALUN DAFA – Antica pratica cinese di mente, corpo e spirito
La Falun Dafa, detta anche Falun Gong, è una antica pratica di mente, corpo e spirito, profondamente radicata nella cultura tradizionale cinese. I principi guida sono universali: Verità, Compassione, Tolleranza e la pratica della Falun Dafa porta la salute mentale e fisica, il miglioramento morale e la crescita spirituale.
La pratica della Falun Dafa porta le persone ad uno stato di saggezza e di esistenza armoniosa. I movimenti della pratica sono semplici, poiché ogni grande via è estremamente semplice e facile.
http://www.falundafa.org/

ONDA ENERGETICA
con Alessandro Pandolfi e Lucia Troisi
Percorso fra le varie discipline olistiche per moltiplicare l’apporto energetico.
Avremo con noi differenti operatori olistici (astrologia, tarocchi, reiki) che offriranno consulti gratuiti della durata di 15-20 minuti ai quali ci si potrà iscrivere in loco per massaggi, terapie e responsi.

VISITE GUIDATE
con Barbara Martusciello – art a part of cult(ure)
Tre percorsi alla scoperta dei luoghi del territorio rilevanti per le loro caratteristiche artistiche, architettoniche, storiche, archeologiche, etc. come Il Quartiere del Pigneto, l’ex Aeroporto di Centocelle, l’Aquedotto Alessandrino, il Parco di Tor Tre Teste e la Chiesa di Dio Padre Misericordioso, la Chiesa della Cervelletta, i resti della Torre del Rischiaro, i Ruderi di Casa Calda, e altri luoghi ancora spesso sconosciuti.
BARBARA MARTUSCIELLO è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con numerose riviste di settore, con quotidiani e settimanali e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia, è titolare del modulo didattico Ultime tendenze dell’Arte Oggi all’Università del Design Istituto Quasar. Ha scritto alcuni libri e numerosi saggi, i suoi testi critici aprono i libri fotografici “Sogni d’Acqua. Lungo il Mekong” (Electa-Mondadori 2014) e “Finding Homer” (PostCart 2015). È cofondatrice e caporedattore del web magazine art a part of cult(ure) [http://www.artapartofculture.net/] e membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano.

INCONTRI A PRIMA SERA

• PRESENTAZIONI LIBRI

Premio internazionale degli editori indipendenti Sinbad – Città di Bari
Il Premio internazionale degli editori indipendenti Sinbad – Città di Bari nasce dall’idea di alcuni editori di portare alla luce il lavoro di cura e di ricerca che svolge l’editoria indipendente, e dare visibilità alla ricchezza e alla varietà di un’offerta letteraria pressoché invisibile nell’ambito dei grandi premi nazionali. I criteri ispiratori sono la qualità e la trasparenza.
Promosso da Elliot, minimum fax, nottetempo, laNuovafrontiera, Il Saggiatore, Iperborea, 66thand2nd, ODEI – Osservatorio degli Editori Indipendenti, APE – Associazione Pugliese Editori, Besa Editrice, Comune di Bari e Regione Puglia, è un Premio completamente nuovo, rivolto ai soli editori indipendenti che non abbiano alle spalle, o accanto, finanziatori interessati a favorire esclusivamente il momento distributivo o catene di librerie sempre più simili l’una all’altra. La sua formula assicura, inoltre, l’assoluta trasparenza, la reale competizione tra libri belli da leggere e non semplicemente utili ad alimentare le stanche polemiche che normalmente accompagnano i grandi premi letterari nel nostro Paese.
Questo progetto nasce con lo sguardo rivolto lontano, alla ricerca di voci, testimonianze, storie da raccontare e tramandare; vuole sperimentare nuovi percorsi culturali, che incoraggiano la produzione artistica e la valorizzazione dei talenti.

Loredana Lipperini: Questo trenino a molla che si chiama il cuore – Editori Laterza
Trovare un’identità nei luoghi che appartengono al passato, proprio nel momento in cui quei luoghi la stanno perdendo per sempre. Anche la scrittura è fatta di confini, e la vita stessa di chi narra e che in quei luoghi è tornata negli anni della maturità, per ragionare su cosa significhi essere due in una, e su cosa intendeva Pessoa quando sosteneva che non c’è nulla di più reale di un personaggio di finzione.
LOREDANA LIPPERINI, giornalista e scrittrice, collabora da anni con le pagine culturali de “la Repubblica” e conduce Fahrenheit su Radio Tre. Dal 2004 scrive sul blog Lipperatura [http://www.lipperatura.it/]. Tra i suoi libri: “Ancora dalla parte delle bambine”, “Non è un paese per vecchie” e “Di mamma ce n’è più d’una” per Feltrinelli; “Morti di Fama” (con Giovanni Arduino) per Corbaccio; il racconto per ragazzi “Pupa” per Rrose Sélavy.

Stefania De Matola, Laura Pacelli: Manuale di grafologia – Graphofeel
La grafologia ci mette in guardia contro le grafie accurate, controllate, costruite ad arte, scoprendo invece valori nascosti nelle grafie esplose, aritmiche, imprevedibili. Lo studio delle correlazioni tra configurazioni psichiche e configurazioni grafiche è di estremo interesse, anche se naturalmente porta ad assumere una prospettiva individualizzante.
LAURA PACELLI è laureata in Filosofia e in Psicologia clinica. Grafologa professionista, ha conseguito il Master biennale per autori del servizio pubblico della Rai. Per venticinque anni ha lavorato come autore e regista, collaborando a molte produzioni Rai come Chi l’ha visto?, Bravo chi legge, Il coraggio di vivere, Ho bisogno di te, Verdetto finale, Ricomincio da qui, Raigulp, Techetechetè, etc. e ha coordinato il primo canale Rai in onda sul digitale terrestre, Raifutura. È stata per Endemol uno dei registi della prima e seconda edizione de Il Grande Fratello, e ha realizzato numerosi reportage sulla cooperazione internazionale in Kenia, Etiopia, Mozambico e Cina.
Ha insegnato Lineamenti di regia televisiva presso la Spes e Comunicazione televisiva presso il Movi e la Comunità Emmanuel di Lecce. Ha pubblicato “Di che segno è il boss” (Adnkronos Libri 2003), “Il ciuccio in gola” (Prospettiva Edizioni 2004) e “Piatto freddo” (Graus Editore 2009), gli ultimi due scritti assieme a Daniela Attilini, oltre a “Manuale di grafologia” (con Stefania De Matola, Graphofeel 2010) e a numerosi racconti, articoli e recensioni su riviste cartacee e online.

Cecilia Barella, Giampaolo Canzonieri, Andrea Monda, Saverio Simonelli, Norbert Spina: Tolkien e i Classici – Effatà Editrice
J.R.R. Tolkien è indubbiamente un classico della letteratura del Novecento, anzi un classico della letteratura in assoluto. E questo sia per la durata e diffusione dei suoi scritti (che dopo le trilogie cinematografiche di Peter Jackson hanno ormai un riscontro planetario), ma anche e soprattutto per i suoi meriti letterari. Tuttavia, questo fatto non sembra essere ancora recepito negli ambienti universitari (specie italiani) e nelle storie della letteratura in genere. È da questa consapevolezza che l’Associazione Italiana di Studi Tolkieniani ha promosso il progetto “Tolkien e i Classici” che si prefigge di offrire un valido strumento di orientamento critico che possa adeguatamente collocare l’autore del “Signore degli Anelli” a fianco degli altri classici della cultura, come giustamente merita la sua inimitabile opera.
CECILIA BARELLA romana, anglista, traduttrice dall’inglese. I suoi specifici campi di interesse sono: la letteratura per ragazzi, la fiaba, la letteratura inglese. Ha collaborato con diverse case editrici e riviste culturali per articoli, recensioni, traduzioni e curatele. Tra il 2008 e il 2012 ha collaborato con la redazione della Compagnia del Libro – TV2000. Ha curato la ristampa del “Kalevala. Poema nazionale finnico” nella traduzione in versi di P.E. Pavolini (Il Cerchio 2008) con Roberto Arduini, e l’edizione per ragazzi del “Beowulf” (Nuove Edizioni Romane 2007) di Kevin Crossley Holland. Per Effatà Editrice è autrice con Roberto Arduini e Saverio Simonelli di “Librovisioni. Quando la lettura passa attraverso lo schermo” (2009) e “La biblioteca di Bilbo. Percorsi di lettura tolkieniani nei libri per ragazzi” (2011) e ha pubblicato anche “La pagina rubata all’universo. Viaggio nelle missioni dell’Amazzonia cocalera, Colombia” (2002) resoconto autobiografico di viaggio. Sempre per Effatà Editrice – insieme a Roberto Arduini, Claudio A. Testi e Giampaolo Canzonieri – è curatrice del volume “Tolkien e i Classici” (2015).
GIAMPAOLO CANZONIERI conosce Tolkien a sedici anni in modo del tutto casuale e trova nelle sue opere una passione che lo accompagna da allora ininterrottamente e lo ha trasformato da semplice lettore in qualcosa di più (qualcuno potrebbe usare il termine “studioso”, ma l’interessato si ritiene indegno). È membro del Comitato Scientifico della collana «Tolkien e Dintorni» della Casa Editrice Marietti 1820 e nell’ambito di tale attività segue in particolare gli aspetti legati alle traduzioni, sia come supervisore che come traduttore egli stesso. È co-autore de “La Falce spezzata. Morte e immortalità in J.R.R. Tolkien” (Marietti 1820, 2009) e “C’era una volta… Lo Hobbit” (Marietti 1820, 2012). Nel tempo libero lavora in una banca occupandosi di Finanza senza dimenticare le proprie origini informatiche. Con Roberto Arduini, Claudio A. Testi e Cecilia Barella è tra i curatori del volume “Tolkien e i Classici” (Effatà Editrice 2015).
ANDREA MONDA è laureato in Giurisprudenza presso l’Università “Sapienza” di Roma e in Scienze Religiose presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma con la tesi «Il significato teologico e la pertinenza pedagogica de “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien». Lavorava nel settore legale del Monte dei Paschi di Siena, ma ha scelto di lasciare il lavoro in banca per insegnare Religione nelle scuole secondarie superiori. Esperto di alcuni scrittori inglesi, per l’editore Frassinelli ha pubblicato: “Tolkien. Il Signore della Fantasia” (con S. Simonelli, 2002) e “Gli Anelli della Fantasia” (con S. Simonelli, 2004). Per l’editore San Paolo ha pubblicato “Invito alla lettura di C.S. Lewis” (con S. Simonelli, 2000) e “Il mondo di Narnia” (con P. Gulisano, 2005). La sua tesi di laurea è diventata un volume edito da Rubbettino nel 2008 con il titolo “L’Anello e la Croce”. Ha contribuito al volume “Tolkien e i Classici” (Effatà Editrice 2015) con il saggio: «Su Tolkien e Manzoni». È collaboratore come giornalista pubblicista di vari quotidiani e periodici. È responsabile di eventi culturali realizzati con il Centro Studi Americani, la Discoteca di Stato, il Pontificio Consiglio per la Cultura e altri Istituti. È l’attuale Presidente di BombaCarta.
SAVERIO SIMONELLI è laureato in Filologia germanica e giornalista professionista responsabile, dal 1998, dei programmi culturali e di approfondimento dell’emittente satellitare TV2000 (già Sat2000). Ha tradotto e pubblicato tra gli altri opere di Thomas Mann, Hans Urs von Balthasar, Gilbert Keith Chesterton. Nel 2010 ha pubblicato per l’editore Ancora “Andremo a rubare in cielo”, la prima traduzione italiana sistematica delle maggiori liriche del grande poeta irlandese Patrick Kavanagh; per Rubbettino invece ha tradotto e curato il volume “Storie Infinite” (2010) di Michael Ende. Con Andrea Monda ha pubblicato per Frassinelli due saggi sulla letteratura fantastica e fantasy: “Tolkien. Il Signore della Fantasia” (2002) e “Gli Anelli della Fantasia” (2004). È tifoso della Roma, alla quale ha dedicato l’opera di cui va più fiero: “Vivo di Roma. Undici storie di passione giallorossa” (Sperling & Kupfer 2006). Nel 2012 ha pubblicato “Nel paese delle fiabe. La Germania magica e misteriosa dei fratelli Grimm” (Giulio Perrone) tratto dal documentario “Sulla strada dei Grimm”, realizzato in coproduzione con il Goethe-Institut. Nel 2013 ha pubblicato “Fratelli e sorelle, buona lettura!” (con A. Monda, Ancora 2013). Infine, nel 2014 per la casa editrice torinese Effatà esce “Berlino: in fuga dal muro” e nel 2015 contribuisce al volume “Tolkien e i Classici” con il saggio: «Tolkien e Coleridge. I rabdomanti della fantasia».
NORBERT SPINA è laureato in Scienze Statistiche presso l’Università “Sapienza” di Roma. È programmatore informatico (perlopiù COBOL) e dal 2005 lavora alla Fondazione Ugo Bordoni come System and Network Administrator. Nel 2015 esce il volume “Tolkien e i Classici” (Effatà Editrice) nel quale è presente anche il suo saggio: «Due scrittori assai diversi con qualcosa in comune. Tolkien e Guareschi». Per la casa editrice Marietti 1820 è tra gli autori di “C’era una volta… Lo Hobbit. Alle origini del Signore degli Anelli” (2012) e tra i traduttori di un famoso saggio dello studioso britannico Thomas A. Shippey: “J.R.R. Tolkien: la via per la Terra di Mezzo” (2005). È anche grande appassionato di aerei e Dolomiti.

Poesie per la Pace
Letture poetiche di pace e non solo in attesa della Giornata della Pace
con Stefania Di Lino, Donatella Giancaspero, Annamaria Giannini e con testi di Elisabetta Bagli e Raffaele Cozzolino
Poesie di pace e di amore e di vita fra cielo e speranza in attesa del 21 settembre, Giornata Mondiale della Pace.
Nel 2012 è nata la manifestazione Poesie per la Pace (Poems for Peace one Day) che si svolge in molti paesi del mondo (Canada, USA, Brasile, Francia, Germania, Italia, Inghilterra, Irlanda, Olanda, Spagna, Russia, Lituania, Libano, Israele, Australia, Indonesia…) con eventi, workshop, readings, concerti, flash mob, etc. e che in ogni paese ha una sua identità precisa, legata al territorio.
In Italia ogni anno abbiamo diversificato il progetto rendendolo unico e portandolo in luoghi speciali (la Cava dei Poeti di Carrara, case private, vecchie fabbriche…) o in spazi quotidiani (associazioni, biblioteche, strade…).
Un progetto di eccellenza che quest’anno di svolgerà a Roma nello storico Rione Monti e al Museo delle Navi di Nemi.
STEFANIA DI LINO è nata a Roma, dove vive e lavora. Allieva di Pericle Fazzini, presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, si specializza e si abilita nell’Insegnamento per la Scuola Media Superiore. Ha pubblicato la silloge poetica Percorsi di vetro, deComporre Edizioni, 2012, ed è presente in diverse antologie. Ha partecipato a molte manifestazioni artistico-letterarie e a letture pubbliche di poesia, tra cui: “Giornata Mondiale del libro e del diritto d’Autore”, Biblioteca della Camera dei Deputati; Casa Internazionale Delle Donne, Roma; “I Fogli dei diritti” Diritti Umani, esposizione collettiva presso il Liceo Statale Isacco Newton, Summit dei Premi Nobel per la Pace, intervento con cartelle tematiche di Homage D’Artist consegnate ai Premi Nobel presso la Sala Giulio Cesare del Campidoglio di Roma Premio Internazionale di Narrativa e “Ho una casa” (Concorso di poesia), Casa delle Culture, Roma; X Festival Mondiale per la Poesia, Caracas, Venezuela, “Dialoghi Poetici”-“Leggere Poesie”, Galleria Biffi Piacenza, Poeti al Tempietto, Teatro Marcello, Roma. Di prossima uscita la sua seconda raccolta poetica.
DONATELLA GIANCASPERO vive a Roma, sua città natale. Ha compiuto studi classici e musicali (Composizione, Diploma di Pianoforte), realizzando alcuni Lieder su testi propri. Nel 1998, inizia a pubblicare poesie in libri d’arte e plaquettes, per le Edizioni Il Bulino (Roma), Pulcinoelefante, Copertine di M.me Webb. Altre poesie sono state incluse nella Collana d’arte Cinquantunosettanta di Enrico Pulsoni, nel ciclo Isolario organizzato dall’Associazione culturale La Nube di Oort (Roma) e in varie Antologie. Classificata 3a al Concorso “Donare è vita” (Avis di Firenze) e al Premio Astrolabio 2013. Fa parte del Laboratorio di Poesia “Per Incantamento” di Plinio Perilli.
ANNAMARIA GIANNINI performer artista. Sue opere sono presenti in diverse antologie e blog di poesia. Crede fortemente in una poesia performata che unisca il dire al fare e il suo stile è asciutto e reale. Organizza eventi di poesia e collabora con AIASP CASA DEI POPOLI, SICILIA.PUNTO.POESIA e BIBBIA D’ASFALTO. Organizza reading ed eventi poetici e ha partecipato come ospite ad alcuni dei più importanti festival nazionali di poesia. Suoi prossimi impegni la presentazione dello Sportello anti-violenza di Monza alla Villa Reale con un reading personale.
In teatro buon successo ha avuto “Alda Merini Project” dove interpretava la poetessa dei navigli. I proventi dello spettacolo sono stati destinati alla ricostruzione del tetto della casa delle Donne di Roma.
Sta lavorando alla sua prima silloge che spera di terminare entro l’anno corrente.

ELISABETTA BAGLI è nata a Roma nel 1970 e vive a Madrid dal 2002. È laureata in Economia e Commercio, è traduttrice freelance ed è Ambasciatrice Culturale dell’Universum Academy Spagna dall’ottobre 2014. Scrive racconti e poesie tradotte in quattro lingue e presenti in varie antologie italiane ed estere. Collabora con il network Il mondo dello scrittore, con la Rivista New Espressioni Libri, con la rivista “Letras de Parnaso” e con il Com.It.Es della rete consolare italiana in Spagna. È autrice delle sillogi poetiche “Dietro lo sguardo” edita da ArteMuse Editrice e “Voce” pubblicata in una versione ampliata dalla casa editrice Edizioni Esordienti E-book a febbraio 2015. Ha scritto anche la fiaba per bambini: “Mina, la fatina del lago di Cristallo” (David and Matthaus 2013). Ha ricevuto diversi riconoscimenti importanti e le sue poesie, tradotte in varie lingue tra le quali lo spagnolo, l’inglese e il greco, sono presenti in varie antologie italiane e straniere. Di prossima pubblicazione la sua silloge poetica “Voz” (Voce) in spagnolo.
RAFFAELE COZZOLINO nasce a Napoli nel 1983 dove, solo dopo la maturità tecnica ri-scopre un interesse per la letteratura, in particolare per la poesia, coltivando una conoscenza da appassionato autodidatta. Qui si impegna nelle scritture. Partecipa ad alcuni eventi letterari di lettura pubblica di alcuni suoi testi, in collaborazione con alcuni poeti, quali: Stefania Di Lino, Franco Di Carlo, Elisabetta Bagli, Annamaria Giannini, Nino Mandrici, Alessandro De Santis, Alessandra Mattei. Di prossima uscita la sua prima raccolta poetica.

Paolo Di Paolo: Giacomo il signor bambino – illustrazioni di Gianni De Conno – introduzione di Mario Martone – Rrose Sélavy Edizioni
Giacomo Leopardi, da bambino, era un vivacissimo regista e attore. Eccolo allora – in questo spassoso e poetico racconto – nel ruolo di un eroe greco, che comanda gli eserciti e non ha paura di nessuno. Oppure nella parte di un pastore che non smette mai di camminare, camminare, camminare.
E c’è un cassetto magico, che usa il cuoco di famiglia, con dentro…
Giacomo ha sei nomi (lo sapevate?), uno per ogni giorno della settimana, dalla domenica al venerdì. Dal sabato sera si può stare senza nome, che è un po’ come togliersi la maglietta per correre sotto al sole nei pomeriggi d’estate. E inventare storie fiabesche e avventurose, aprendo soprattutto quel particolare cassetto.
PAOLO DI PAOLO Scrittore, è nato a Roma nel 1983. Ha curato libri insieme a scrittori italiani come Antonio Debenedetti, Raffaele La Capria, Dacia Maraini e Antonio Tabucchi. È autore, tra l’altro, di “Ogni viaggio è un romanzo” (Editori Laterza 2007), “Raccontami la notte in cui sono nato” (Perrone 2008, Feltrinelli 2014), “Dove eravate tutti” (Feltrinelli 2011, Premio Mondello, Premio Vittorini), “Mandami tanta vita” (Feltrinelli 2013, finalista Premio Strega, vincitore Premio Salerno Libro d’Europa). Più di recente ha pubblicato “Tutte le speranze. Montanelli raccontato da chi non c’era” (Rizzoli 2014), il libro per bambini “La mucca volante” (Bompiani 2014) e “Viaggio a Roma con Nanni Moretti” (con Giorgio Biferali, Lozzi 2015). Scrive sulle pagine culturali dei più importanti quotidiani e settimanali.

Cristina Petit: Qualcosa che somiglia al vero amore – Tre60 Edizioni
Clémentine vive a Parigi in uno splendido appartamento al numero 14 di rue le Monde. Ė una ragazza allegra e spensierata, e fa un lavoro che ama moltissimo: legge libri ai bambini in difficoltà, li aiuta a superare le loro paure mostrando loro altri mondi, quelli delle storie, così fantastici eppure così simili al vero.
Albert è un giovane scrittore alle prime armi. In un giorno di pioggia vede Clémentine per strada e ne rimane letteralmente folgorato: quella è la donna della sua vita, Albert lo sente, lo sa. Deve fare qualcosa, deve conoscerla, ma come potrà incontrarla di nuovo in una città grande come Parigi? Una cosa è certa; sarà la protagonista del suo nuovo romanzo.
Una volta pubblicato, il libro conquista i lettori, che s’innamorano di quella storia scritta con il cuore. Anche Clémentine lo legge, e ha uno strano presentimento. C’è qualcosa di speciale in quel libro, qualcosa che le appartiene, ma cosa? D’altra parte, nei romanzi come nella vita reale, il più grande dono dei libri è quello di unire le persone…
CRISTINA PETIT è nata e cresciuta a Bologna, dove ha conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere e dove insegna in una scuola primaria. Sposata, ha tre bambini che le hanno spalancato orizzonti nuovi e inimmaginabili. Questo è il suo primo romanzo.

Roberto Fiorentini: Le Chajim. Alla vita – Graphofeel
Quale mistero lega una pergamena nascosta nel sarcofago di Papa Clemente II, e il rapimento della giovane Diamante, strappata a forza dalla sua casa nel ghetto romano alla fine del 1700? Riuscirà il livornese Avraham, timido e insicuro, a liberare la fanciulla reclusa nella Casa dei Catecumeni a Santa Maria dei Monti perché abiuri la sua religione? Chi si nasconde dietro la maschera immorale e cinica di un conte francese?
Un romanzo storico denso di vicende e personaggi, suspense e colpi di scena, che si intrecciano nelle viuzze del ghetto e nelle piazze della buia Roma papalina nel 1775, anno 5536 della Creazione.
ROBERTO FIORENTINI è nato a Roma e si è trasferito da vent’anni sul lago di Bracciano dove vive e insegna. Autore di numerosi articoli per riviste specializzate di didattica, storia e nuove tecnologie, ha pubblicato per i tipi di Paravia Ricordi: “L’Italia settentrionale dal 1500 al 1700” e “Transizione demografica e rivoluzione industriale”; per la FERV edizioni: “L’economia del mondo antico: la villa romana”. Da tempo è impegnato nello studio della Shoah, della storia degli ebrei e d’Israele e, in particolare, della politica antiebraica del regime fascista. Su questi temi ha partecipato a vari convegni in qualità di relatore. “Le Chajim” è il suo primo romanzo.

Antonio Bruscoli: Kadamou. L’Africa negli occhi di un medico italiano – Falco Editore
Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, luglio 2013. Da alcuni mesi, un cruento colpo di stato ha dato inizio a una sarabanda di violenze e devastazioni che ha lasciato il paese in balia dei signori della guerra. Anto, insieme a Seba e Miki, l’équipe chirurgica di una organizzazione umanitaria internazionale, vive una giornata che fin dall’inizio si annuncia particolare. Amore, odio, paura e determinazione sono i sentimenti contrastanti che vivono i protagonisti in una realtà spietata, fatta di morte e povertà, che li ha messi di fronte a ciò che li aveva portati fin lì, il «qui e l’ora del fare, per rendere il mondo migliore».
Kadamou è l’insieme dei colori di un’Africa bella e affascinante, e i rumori di una guerra dimenticata; i dubbi e le riflessioni di chi affronta il deserto fino ad affermare che «l’importante è come si è… e non quanti si è»; l’energia di un mondo in tempesta intorno all’eterna e quotidiana battaglia del bene contro il male.
ANTONIO BRUSCOLI nato nel 1953, è chirurgo generale. Ha lavorato in quasi tutti gli ospedali della provincia di Frosinone; attualmente presso l’Ospedale di Frosinone. Ha compiuto diverse missioni umanitarie in Italia e all’estero: 2003 Angola (Movimondo), 2010-2012 Programma Italia (Emergency), 2013 Sierra Leone (Emergency), 2013 Repubblica Centroafricana (Emergency), 2014 Sierra Leone (Emergency). Negli intervalli tra le missioni è impegnato in attività promozionale e divulgativa dell’attività di Emergency nel mondo.

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