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La conoscenza scientifica – 1

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La conoscenza scientifica – 1

Aprile 30
23:00 2006

Essenziale nel processo storico dello sviluppo della scienza è mantenere la distinzione fra soggetto individuale, che inventa un nuovo schema interpretativo del mondo fenomenico e il soggetto collettivo, che valuta la proposta secondo criteri che tengono conto del comune patrimonio culturale. A questa distinzione gnoseologica ne corrisponde un’altra a livello linguistico: il linguaggio dello scienziato si costituisce di un’associazione di metafore e simboli che si intrecciano su strutture logiche ed elementi di realtà. Nel linguaggio scientifico si distinguono due sezioni linguistiche: la sezione del linguaggio canonico e quella del linguaggio metaforico. Il linguaggio canonico è articolato in un sistema di proposizioni fattuali e relazionali aventi per oggetto lo scientifico campo di indagine in un dato momento storico, formalizzabile; il linguaggio metaforico, informale, è costituito dalla comunità per esprimere giudizi riguardanti il primo linguaggio, formato da un insieme di proposizioni che si riferiscono alla sua validità e utilità pratica. Il linguaggio canonico è costituito da asserzioni che riguardano gli oggetti. Il linguaggio metaforico è programmatico ed è costituito da affermazioni che riguardano il primo linguaggio. Il primo tipo di linguaggio viene utilizzato per approfondire ed articolare il patrimonio delle conoscenze assumendo come date le regole fondamentali che ne costituiscono la struttura sintattica e semantica.
Il secondo tipo di linguaggio esprime i criteri per valutare le proposte di eventuali mutamenti inseriti nel primo dallo scienziato; tuttavia anche questo secondo linguaggio può essere modificato. Oltre il linguaggio, per la scienza è anche importante l’immagine che deve mantenere pur con tutte le modifiche ad essa inerenti. In relazione a questo secondo aspetto, la conoscenza scientifica poggia su due basi: le leggi nomotetiche e le leggi evolutive o anche dette storiche. Le prime sono caratterizzate dalla ricerca e formulazione di leggi universali; le seconde, che non si basano sull’universalità, sono caratterizzate dalla ricostruzione ipotetica di successioni di eventi.
Riportiamo alcuni esempi. Può accadere che due comunità scientifiche procedano su due vie diverse riguardo allo stesso argomento di studio: è il caso della demarcazione fra biologia molecolare ed evolutiva; oppure della distinzione fra approccio riduzionista e globalista; e ancora, l’uso di diversi meccanismi esplicativi come le spiegazioni deterministiche e quelle probabilistiche. Un altro aspetto della conoscenza scientifica riguarda la problematicità su di una data questione. Spesso nasce il dilemma se una data proposizione relativa ad un oggetto debba essere dimostrata o considerata come un postulato. Per valutare una nuova teoria sono utilizzati a tal proposito dei criteri di carattere formale, che si riferiscono a concetti come eleganza, bellezza, ecc. Sono degli indicatori che si aggiungono ai metalinguaggi che non hanno però giustificazione scientifica. È necessario non sottovalutare il piano delle aspettative su cui si basano delle applicazioni potenzialmente pratiche di ricerca della comunità: ne è un esempio il rapporto fra scienza pura e tecnologia.
Questi legami sottolineano come il linguaggio programmatico di una disciplina è il risultato di un processo storico nel quale la società si è più strettamente intrecciata alla natura.

(continua)

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