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La ‘devozione’ alla Festa delle camelie

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La ‘devozione’ alla Festa delle camelie

La ‘devozione’ alla Festa delle camelie
Aprile 21
16:38 2015

La ventunesima edizione della Festa delle camelie di Velletri, un evento che ha rari equivalenti in Italia, si è svolta il 14 e 15 marzo, forse leggermente in anticipo rispetto al pieno della fioritura. Sabato, un tiepido sole ha favorito l’afflusso dei visitatori sia alla grande mostra mercato organizzata nella Villa Comunale sia nel tradizionale giro dei casali con piante secolari. Domenica, invece, pioggia e vento freddo hanno indirizzato i partecipanti verso i siti dove erano proposte, ovviamente al coperto, manifestazioni enogastronomiche e artigianali, e soprattutto verso tre mostre artistiche di pregio, molto diverse tra loro.
Presso l’Istituto Statale d’Arte in via Novelli è in atto, fino al 27 aprile, un omaggio a Giulio Aristide Sartorio, artista poliedrico famoso soprattutto per il suo magnifico ciclo pittorico sulle vedute della Campagna romana e per il Fregio del Parlamento (sviluppato in 105 metri dell’emiciclo della Camera) che realizzò tra il 1908 e il 1912. La mostra (e un convegno con la presenza dello studioso di pittura ottocentesca Renato Mammucari) è appunto intitolata Il Fregio del Parlamento e il suo restauro; occasione unica per ammirare tra l’altro alcune gigantografie effettuate in occasione del restauro. Salto di secolo e di stile per la mostra del Maestro contemporaneo Mario De Luca, le cui originalissime sculture in metallo e vetro (tra cui Il Mimo, già presente alla 54ª Biennale di Venezia) sono esposte presso la Galleria di via degli Atlantici 15.
Ma la mostra che meglio lega con lo spirito della festa delle camelie è la ‘personale’ di Gisella Caravà, tenuta nella suggestiva Porta Napoletana. Nel suo percorso artistico, gioioso e introspettivo, Gisella ha sempre ‘cantato’ i fiori, dalla prorompente materialità del colore fino a una visione quasi aerea, come di sogno felice. È la funzione della camelia che ingentilisce ogni faticosa vigna veliterna con la sua elegante bellezza pur priva, per ‘austerità’, dell’ingannevole profumo.

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