Notizie in Controluce

 Ultime Notizie
  • I PROBLEMI DEL LATTE IN ITALIA E LA FORZA DEL SETTORE OVICAPRINO I PROBLEMI DEL LATTE IN ITALIA E LA FORZA DEL SETTORE OVICAPRINO AL CENTRO DEL DIBATTITO PROPOSTO NELLE FIERE ZOOTECNICHE INTERNAZIONALI DI CREMONA A CremonaFiere soluzioni e proposte per due...
  • L’ESPERANTO NEL PALLONE Parole in Esperanto sul pallone dei mondiali in Qatar E’ forse per farsi perdonare l’organizzazione di un mondiale che sarebbe stato a lungo contestato che la FIFA ha deciso che...
  • Strade a Ciampino, completato il rifacimento di via Icaro Completato il rifacimento di via Icaro, nel tratto completo tra via Bleriot e via Fratelli Wright. L’intervento ha visto il ripristino del manto stradale al termine dell’intervento per la realizzazione...
  • Pomezia: buoni spesa per le famiglie Comune di Pomezia: buoni spesa per le famiglie, contributo economico straordinario una tantum Dionisi: un Natale all’insegna del sostegno concreto ai più svantaggiati   Pomezia, 2 dicembre 2022 – Pubblicato...
  • Antartide: Beyond Epica, inizia la campagna di perforazione profonda della calotta glaciale     Dall’analisi della carota di ghiaccio dati su evoluzione delle temperature, composizione dell’atmosfera e ciclo del carbonio fino a 1,5 milioni di anni fa Con l’avvicinarsi dell’estate australe riprende...
  • Convegno Nazionale COMPAG 2022 Agricoltura.  La strategia verde europea: un futuro grigio per il settore del commercio? Dal green deal alle carenze di materie prime a livello mondiale, con cali di produzione fino al...

La Giustizia, tra Vendetta e Perdono

Maggio 04
02:00 2008

Di fronte a tanti crimini e a tante efferatezze che quotidianamente avvelenano la convivenza civile la società avverte un’esigenza di maggiore sicurezza e il desiderio di una giustizia più giusta, più efficiente e più rapida, più certa! Quale strategia perseguire per realizzare questa esigenza di sicurezza e questo desiderio di giustizia? La strada della repressione e della vendetta, o quella della riabilitazione e del Perdono? Ogni volta che viene commesso un crimine, l’opinione pubblica si divide in due correnti: Coloro che vogliono per l’agente del reato una punizione esemplare e coloro che sono piuttosto inclini al perdono e alla riabilitazione di coloro che delinquono. Nella mente dei più queste due concezioni della Giustizia: da una parte la Giustizia Retributiva e dall’altra la Giustizia Riabilitativa sono nettamente contrapposte. Da un lato infatti coloro che intendono la Giustizia come un “far pagare” per i crimini commessi intendono “questo far pagare” come l’inflizione di una punizione, di una sofferenza che deve essere l’equivalente della sofferenza che il criminale ha inflitto alle vittime dei suoi crimini e alla società in genere: “deve soffrire come ha fatto soffrire gli altri”.
Giustizia retributiva. Il carcere, in questa concezione, è l’unica pena prevista, è il luogo dove l’agente del reato privato della libertà, con tutto quello che è insito nella pena detentiva, “paga” per quello che ha fatto. (La famosa legge del taglione: occhio per occhio e dente per dente). Costoro che esigono l’esemplarità e la certezza della pena, non vedono di buon occhio coloro che invece parlano di perdono e di riabilitazione, quasi che questo significasse per l’agente del reato un “farla franca”, quasi che il perdono facesse spazio a un “buonismo” che chiude gli occhi davanti alla gravità del crimine e favorisce l’impunità e la reiterazione del crimine. In questa concezione della Giustizia, il perdono viene ridotto a un atto personale della coscienza individuale della persona, ma che non deve avere nessun impatto reale con l’applicazione della giustizia che deve, in ogni caso,… “seguire il suo corso”.
Giustizia riabilitativa. Dall’altra parte ci sono quelli che sentono nel più profondo del cuore l’esigenza del Perdono e della Riconciliazione e credono fermamente che una Giustizia che sia veramente tale debba concedere una seconda chance a coloro che commettono reati. In questa concezione della Giustizia bisogna dare ampio spazio, per i reati non gravi, a pene alternative al carcere (il carcere non può essere l’unico modo di “punire” l’agente del reato) e riservare la pena detentiva solo a chi commette crimini che destano maggiore allarme, che ledono gravemente valori e interessi preminenti e intangibili secondo le sapienti parole pronunciate dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano nella sua visita al carcere di Rebibbia l’8 Maggio 2007. Sempre secondo questa concezione di Giustizia riabilitativa, la “punizione” deve essere intesa sempre di più come un percorso, faticoso, sofferto, verso la riparazione e la piena riabilitazione del detenuto. La difficoltà nell’armonizzare queste due esigenze tra loro dipende proprio dal non conoscere il significato profondo di entrambe. In realtà l’agente del reato deve “pagare” per il crimine commesso, ma è proprio il significato del “pagare” che va rivisitato. Non significa “pagare” proprio la fatica, lo sforzo, la sofferenza che l’agente del reato deve affrontare per “cambiare” il proprio modo di vivere e imparare a vivere nella legalità?
In realtà quello che le vittime del reato esprimono è proprio questo: “non doveva accadere, non dovrà più accadere”. E’ il grande impegno della prevenzione nel quale la società civile deve investire:
1) Più aiuto alle famiglie (secondo le ultime statistiche e all’interno del nucleo familiare che si verificano il maggior numero di crimini contro la persona);
2) una scuola più qualificata e attrezzata per affrontare le sfide della postmodernità (tra le varie sfide il fenomeno del bullismo è sotto gli occhi di tutti);
3) più aiuto ai giovani “esasperati” dell’eterna precarietà…(Come si può vivere sicuri nella società, quando la “sicurezza” dei diritti è precaria?):
4) Globalizzare la solidarietà…(Come possiamo pensare di vivere sicuri nel nostro paese, quando milioni di nostri fratelli e sorelle vivono nella fame e nell’abbandono più assoluto?)
Come cristiano, come sacerdote e come Cappellano del Carcere napoletano di Poggioreale, credo fermamente nella possibilità dell’essere umano di cambiare la sua condotta malvagia e perseguire un cammino di onestà e rettitudine all’interno della Società civile. E’ un ottimismo legato alla fede nel Dio che si è fatto uomo, che è morto e risorto per redimere l’umanità intera “chiusa” nella “prigione” dell’egoismo. Gesù, il Figlio di Dio, ha scommesso (e per questa scommessa ha dato la vita) che anche il più perduto tra gli uomini può, se si apre all’amore di Dio, diventare un “Campione” di umanità. Credo che tutti quelli che si professano cristiani dovrebbero permettere a questa fede di rivoluzionare l’idea che hanno della Giustizia.

Condividi

Articoli Simili

0 Commenti

Non ci sono commenti

Non ci sono commenti, vuoi farlo tu?

Scrivi un commento

Scrivi un commento

MONOLITE e “Frammenti di visioni”

Categorie

Calendario – Articoli pubblicati nel giorno…

Dicembre 2022
L M M G V S D
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Presentazione del libro “Noi nel tempo”

Gocce di emozioni. Parole, musica e immagini

Edizioni Controluce

I libri delle “Edizioni Controluce”