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La mente irretita, di Michele Tortorici

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La mente irretita, di Michele Tortorici

Novembre 01
11:00 2008

Oggi Michele Tortorici, messi da parte reticenze e dubbi, pubblica la sua opera prima di poesia La mente irretita ed. Manni, dedicandola a Renzo Nanni (1921-2004), uno fra i massimi esponenti dei poeti del ‘900, promotore tra l’altro del gruppo romano dei “neorealisti”. Tortorici nutre per Nanni qualcosa che va oltre l’ammirazione per il poeta, qualcosa che abbraccia l’uomo che visse la tragedia di quella mejo zoventù sacrificata sulle nevi di Russia riportandone ferite mai rimarginate, e tuttavia proteso sempre ad afferrare il significato profondo dell’esistenza e a vivere i suoi tempi con curiosità e partecipazione mai sopite. Un maestro dunque e un modello, al quale Tortorici rende omaggio improntando la sua poesia a quello stesso modo di procedere, ricercando la forma colloquiale più diretta e amicale possibile per arrivare all’altro, che sia il lettore, che sia il proprio sé. Strutturato in tre sezioni – La vita dell’isola, Come ogni giorno e Fermate di città – il libro di Tortorici si presta ad una lettura ponderata che lascia il tempo di masticare e al massimo fruire di quel particolare gusto dolce-amaro intrinseco della sua poetica. Una poesia colta e meditativa, che però nulla toglie alla freschezza e fluidità del verso che si dipana, discorsivo e chiaro, con cadenze talvolta piane talaltra singhiozzanti, ma sempre armoniche. E che pone, in ultima istanza, il tanto dibattuto quesito: la poesia significa soprattutto pensare o – come affermava Renzo Nanni, ma negli ultimi tempi con meno assolutezza – i poeti non pensano?
Il libro La mente irretita – che si avvale della pregevole presentazione di Mario Lunetta – è stato presentato lunedì 6 ottobre alle ore 17,30 alla Sala Micara della cattedrale di San Clemente. Relatori i professori Filippo Ferrara e Sara Gilotta, che ognuno a suo modo hanno cercato di indagare scrupolosamente sia l’opera che l’autore, facendosi tramite per un maggiore accostamento del pubblico al testo, favorito anche dalle emozionanti letture di diverse liriche, offerte da Patrizia Audino e dallo stesso autore.

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