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LA NOTTE IN CUI MUSSOLINI PERSE LA TESTA. 24-25 LUGLIO 1943

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LA NOTTE IN CUI MUSSOLINI PERSE LA TESTA. 24-25 LUGLIO 1943

LA NOTTE IN CUI MUSSOLINI PERSE LA TESTA. 24-25 LUGLIO 1943
Marzo 01
07:45 2020

Si è tenuta giovedì 13 febbraio 2020, presso la Società Dante Alighieri -Palazzo Firenze (Roma)- sala del Primaticcio, dalle ore 17.30, la presentazione del volume LA NOTTE IN CUI MUSSOLINI PERSE LA TESTA. 24-25 LUGLIO 1943. Ne hanno discusso l’autore, storici e il Presidente della Società Dante Alighieri. “Si può fare la storia di un giorno? La storia del lungo periodo?” Nell’oscurità di una notte, giorno mitico per una generazione perché in quella notte tutto si dissolve. Tutto il pugno duro del Regime passa. Il mistero di perché il Regime finisce. La storiografia delle strutture profonde della storia, vicende e indagine del Regime. La storia come processo, forze, correnti -es. economiche-, solitudine, Pio XII che scende tra il popolo con le “vesti bagnate di sangue” (bombardamento 19 luglio a San Lorenzo), la vittoria e la sconfitta personale, la decisione del Gran Consiglio, Palazzo Venezia, i Moschettieri di Mussolini, la malattia (vera o presunta?), la pietà, i membri del Gran Consiglio e la congiura. Solitudine di un tiranno? No è altra cosa. E’ stata una dittatura che ha retto un Regime complesso. Molti personaggi ambigui, doppiezza (adulazione e denigrazione), le sue donne le sole fidate (non le ascolta?), i “voltagabbana”, la volontà di potenza, la Monarchia e la Chiesa come “freno al fascismo”. In tale data s’incrociano forze, Roma è trasversale, mischia tutto: tutti amici e nello stesso tempo nemici. Commedia o tragedia? Interessi di Stato e interessi personali? Il fascismo non poteva reggere la guerra per natura e impreparazione. I taccuini di Stalin attestano che dalle 22.00 riceveva i suoi collaboratori. Ambiente notturno, non tutto è chiaro, indecifrabile come accade spesso negli eventi più importanti che trascendono spesso la comprensione di ciò che succede. Non c’è un resoconto ufficiale del Gran Consiglio, Mussolini non volle lo stenografo. Nella primavera del ’43 ci sono timidi sondaggi di pace tra Italia e Unione Sovietica ma a luglio è ormai tardi. Sconfitta tedesca, avanzata sovietica e si comincia a sistemare l’Europa, dopo la guerra, da parte di Stalin. Lo sbarco in Sicilia, Stalin ha vinto la guerra sul fronte orientale e a questo punto si vuole arrivare a Berlino per applicare la “sicurezza territoriale”. Pertanto la decisione del ’43 del Gran Consiglio è “l’ultima spiaggia senza alternativa.” Badoglio, la gestione di tutta la guerra e la responsabilità di Mussolini. Perché Mussolini in quella notte è passivo? Messa in scena? Ipotizzava scenari diversi? La debolezza si presenta anche a Stalin “ma non si mostra.” Mussolini decise di “non contrastare i congiurati.” La responsabilità, il Re, Badoglio. E’ un pezzo di storia difficile da raccontare perché ognuno ne conosce un pezzo dove i memoriali sono le fonti principali. “Tante teste, tante conclusioni?” La continuità tra “fascismo e antifascismo”. Domande. La parabola del fascismo “è una parabola banale.” Finisce un mondo e nasce un altro mondo, quello dei grandi partiti popolari. Oggi? “Il fascino della decadenza del potere.”

Alessandro Mazzzarini

 

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