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La nullità del matrimonio nella giurisprudenza ecclesiastica

Febbraio 10
23:00 2014

Si parla di psichiatria, perché non è sempre facile dire dove arriva la normalità e dove incomincia la patologia. Certe forme di nevrosi, per esempio, sono talmente diffuse che è difficile chiamare anormale un soggetto che ne sia affetto e che è, contemporaneamente, così ricco di doti intellettuali, morali e fisiche, da essere considerato comunemente uomo di molto valore. Quanti uomini sono eccezionalmente dotati, ma nel loro intimo soffrono per quel logorio del sistema nervoso che viene chiamato, purtroppo, con voce assai generica: nevrosi. Parafrasando un’espressione evangelica, potremmo dire: «Chi ne è privo, scagli la prima pietra».
È importante per una giusta valutazione morale e giuridica del comportamento delle persone e delle loro azioni un’accurata indagine psicologica. ‘L’uomo di molto valore’ è studiato nei suoi elementi genotipici, cioè derivanti dall’eredità; negli elementi fenotipici, non ereditari ma acquisiti nel periodo evolutivo; negli elementi che provengono dall’esperienza. Si indaga nelle diverse regioni psichiche: la cosciente, la subcosciente, l’incosciente. L’indagine, anche se non sarà mai perfetta, è di grande utilità per conoscere a fondo le intimità del nostro essere. Si può pensare all’importanza dei tests per valutare la qualità e la quantità dell’intelligenza, per soppesare la forza della volontà e stabilire la personalità individuale, o alle psicoterapie di gruppo che, quando sono svolte con metodi scientifici da persone esperte, possono dare risultati soddisfacenti. È chiaro che non tutti i periti possono svolgere tutti i tipi di perizie, soprattutto quando l’utilità della perizia è in relazione al consenso matrimoniale. Una perizia calligrafica può ben essere affidata a un perito che, ad esempio, non creda nella Chiesa o nella sua dottrina, purché sia onesto: non così invece una perizia di carattere psicologico, nello stendere la quale vale, oltre la preparazione scientifica e tecnica del perito, la sua dirittura morale e una buona formazione alla sana psicologia. Dipende sicuramente dal giudice l’apprezzamento delle prove e dare il valore esatto alle deduzioni psicologiche. Tuttavia il giudice non può far pesare sulla sentenza le sue opinioni personali, anche in materia psicologica, se non sono confortate da motivi certi e obiettivi, oltre che dalle tavole processuali; tanto meno accettare le conclusioni dei periti, in una materia non sempre sicura, solo per mostrarsi aggiornato alle nuove idee correnti. L’indagine psicologica si estenderà a tutte le persone che partecipano al giudizio, soprattutto alle parti ed ai testimoni, per ricercare se hanno la volontà di dire ciò che hanno visto e udito, se le loro facoltà psichiche hanno permesso loro di percepire, di ricordare e di esprimersi bene. Spesso la giurisprudenza ecclesiastica deve esaminare la nullità del matrimonio per incapacità psicologica. Schizofrenia, paranoia, melanconia depressiva, paralisi progressiva con sintomi psichici, frenastenia ed altri stati di offuscamento mentale e di indebolimento di volontà si presentano in fattispecie spesso così difficili da richiedere particolare perizia in materia psicologica e psichiatrica, anche perché, mentre il consenso matrimoniale veniva emesso, il ‘male oscuro’ era coperto da una sottile cenere di normalità. Il matrimonio infatti, che comporta obblighi per tutta la vita, deve essere celebrato con cognizione di causa, e quindi non basta per esso la cognizione e la deliberazione sufficienti per qualsiasi atto umano, è invece necessaria una normale capacità di discernimento, di giudicare e ragione. Sotto il profilo psicologico si ritiene che la facoltà discretiva non si sviluppi se non dopo i 12 anni di età. Con pari criteri gli psichiatri ritengono carenti del potere discretivo coloro che, pur essendo anagraficamente adulti, hanno tuttavia, per malattia congenita o acquisita, un’età mentale inferiore ai 12 anni, impari quindi a contrarre il matrimonio. Sicuramente l’indagine psicologica non è tutto nella definizione delle cause matrimoniali – e chi asserisce il contrario si esporrebbe a gravi rischi – ma è un mezzo assai valido per conoscere l’animo dell’uomo, che nel contrarre il matrimonio ha impegnato tutto se stesso per obbedire al comando del Creatore: crescite et multiplicamini. L’indagine psicologica varrà così non solo a scorgere gli eventuali fattori che hanno viziato nella sua essenza il matrimonio, ma anche, e soprattutto, a trovare le vie giuste perché il sì, pronunciato con senso di responsabilità per tutta la vita, abbia ad essere vissuto sempre con fedeltà, con pazienza, con fiducia, con gioia.

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