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“La pietra nera del Ricordo. Giornata della Memoria, i primi vent’anni” di Giulio Busi

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“La pietra nera del Ricordo. Giornata della Memoria, i primi vent’anni” di Giulio Busi

“La pietra nera del Ricordo. Giornata della Memoria, i primi vent’anni” di Giulio Busi
11 Gennaio
12:22 2020

Milano – Martedì 14 gennaio alle ore 18:30 presso il Memoriale della Shoah di Milano (Piazza Edmond Jacob Safra, 1) presentazione del libro La pietra nera del Ricordo. Giornata della Memoria, i primi vent’anni di Giulio Busi, Il Sole 24 Ore Ed. con un contributo di Silvana Greco su Liliana Segre.

 Per la Giornata della Memoria la Domenica de Il Sole 24 ORE propone ai suoi lettori la raccolta di articoli di Giulio Busi nella rubrica Giudaica, un itinerario critico costruito attraverso episodi del presente e del passato che raccontano in retrospettiva un momento della storia da non dimenticare, oggi più attuale che mai, attraverso la narrazione intensa e puntuale del massimo ebraista italiano.

Vent’anni – da tanto dura il Giorno della memoria. Un intervallo dilatato, come lunghi, incan­cellabili, dolorosi sono i ricordi della Shoah. Dai cancelli del lager che cadono, la prospettiva si apre a ritroso, in una sequela di eventi che si snoda attra­verso persecuzione, sterminio, solidarietà, protezione.

Tra Italia e Germania scorre il filo della sessan­tina di articoli apparsi sul “Sole 24 Ore”, e ora raccolti in questo volume.

La stessa topogra­fia, così diversa da quella attuale, permette di misurare quanto, in questi anni, è stato fatto. E di rendersi con­to dell’impatto straordinario che la cultura della me­moria ha avuto sulla coscienza e sulla società europea. Non solo nel ricordo della Shoah. Persecuzione dei rom, degli omosessuali, dei disabili, degli oppositori politici. I testi spaziano dalla storia alla letteratura, dalla poesia alla musica e alle arti visive, e cercano di catturare la complessità e le contraddizioni di questo esercizio di scavo collettivo.

Accanto ai testi giornalistici, il lettore troverà inter­venti calibrati su occasioni diverse. Silvana Greco rico­struisce, nella fondamentale vicenda di Liliana Segre, la sua discesa verso l’abisso e un’esemplare risalita. Una raccolta di scritti di ebree ed ebrei italiani sopravvissuti alle persecuzioni, scelta e commentata da Silvana Greco e da Busi porta poi in primo piano la voce dei protagonisti. Il discorso che Busi ha tenuto all’ambasciata italiana a Berlino, in occasione dell’assunzione della presidenza dell’International Holo­caust Remembrance Alliance (IHRA) da parte dell’Italia, dipana il filo che, dalle leggi razziali, conduce fino alle deportazioni e alla morte.

«Vent’anni fa – ricorda Giulio Busi nella prefazione al volume – ho scelto per il mio primo intervento una citazione inconsueta, che avevo trovato in un vecchio testo di mistica ebraica. Mi affascinava il richiamo alla «pietra del buio e della tenebra», e il giudizio, così pro­fondo e lapidario, su cosa sia la condanna più amara per un uomo. Ancor più della sofferenza e della morte, la vera fine, l’ultima catastrofe è l’assenza di ricordo.»

L’autore – Giulio Busi è il più importante ebraista italiano, presidente della Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio e docente presso la Freie Universität Berlin. Si è formato all’Università Ca’ Foscari Venezia, dove, dal 1992, ha insegnato Lingua e letteratura ebraica. Nel 1999 è stato chiamato all’Università libera di Berlino per dirigere l’Istituto di Giudaistica. Oltre a collaborare con molte riviste specialistiche, dal 2000 scrive regolarmente, per il supplemento Domenicale del “Il Sole 24 ORE”, articoli dedicati alla letteratura e alla storia ebraica. Giulio Busi vive tra Berlino, Milano e Castiglione delle Stiviere.

 

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