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La questione Hezbollah e Iran

La questione Hezbollah e Iran
Ottobre 04
02:00 2006

In base alla risoluzione 1.701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Hezbollah (tradotto Partito di Dio) deve ritirarsi a nord del fiume Litani e fare posto all’esercito regolare libanese e ad un contingente di ‘caschi blu’, di cui fanno parte anche i soldati italiani. Il capo di Hezbollah, lo sceicco Hassan Nasrallah, accetta tale risoluzione, ma condiziona la consegna delle armi – al premier libanese Fuad Sinora – al ritiro di Israele dal Libano meridionale occupato a luglio/agosto scorso. Oggi Haret Hreik, centro nevralgico di Hezbollah a sud di Beirut, è ridotto ad un cumulo di macerie, così pure è distrutto il quartiere sciita di Daiheh a Beirut. Ma le distruzioni non finiscono qui, in quanto anche le altre città e villaggi sciiti del sud del Libano si presentano devastati con le infrastrutture che non esistono più. Più di un milione di persone, su un totale di quattro milioni di abitanti del Libano, sono state trasformate in profughi. Come può allora il ministro Nasrallah, capo del Partito di Dio, dire che Hezbollah esce vincitore dal conflitto con Israele? E persino che la sua vittoria è la vittoria dei palestinesi? Ma se nello stesso periodo, mentre gli occhi del mondo erano puntati con apprensione sugli esiti drammatici del conflitto per la popolazione civile libanese, i raid israeliani nella Striscia di Gaza si erano addirittura intensificati, facendo aumentare le sofferenze dei palestinesi! Gaza, infatti, è ancora sottoposta all’assedio dei soldati israeliani, nonostante il ritiro dei coloni ebrei, che tanto aveva fatto esultare il mondo come un autentico segnale di pace nell’area. Il risultato avuto durante i bombardamenti indiscriminati israeliani sul sud del Libano di unire tutta la popolazione libanese contro Israele è già svanito, perché la popolazione cristiana e sunnita è contraria ad Hezbollah. Secondo fonti del Servizio di sicurezza israeliano, i quattromila razzi Katiuscia, sparati da Hezbollah contro Israele nel recente conflitto, sarebbero stati forniti dalla Siria, ma, mentre questa nega, l’Iran invece si vanta di averli forniti, a suo dire, per la difesa dell’area libanese confinante con il nord di Israele. Se prima del 1979 l’Iran (Paese non arabo ma indoeuropeo) sotto lo scià è un alleato di Stati Uniti ed Israele, dopo la rivoluzione di quell’anno – messa in atto dai generali dell’esercito – punta alla sfida antioccidentale. Questo cambiamento di vedute avviene man mano che l’Iran mira ad affermare l’identità islamica (con il rafforzamento della componente sciita) e a contrastare le nascenti contestazioni ai regimi autoritari arabi rappresentati dal sistema dello sceiccato, quasi paragonabile al nostro passato feudalesimo. L’aggravarsi del conflitto arabo-israeliano nell’arco di decenni è un’occasione per l’Iran di avere più peso politico nella regione. Le Guardie rivoluzionarie iraniane a partire dal 1979 creano ed addestrano in Libano il gruppo armato dal quale nasce Hezbollah. Israele, poi, inizia nel 1982 l’occupazione del Libano meridionale, che finisce nel 2000. È da tale data che Hezbollah si dota di un arsenale militare con gli aiuti di Iran e Siria per proteggere il Libano dalle ripetute aggressioni israeliane. Contemporaneamente il Partito di Dio crea legami profondi con la popolazione sciita del Libano meridionale, della valle della Bekaa e dei quartieri meridionali di Beirut, dove arriva a gestire scuole, ospedali, una radio e vari enti di beneficenza. Gli attuali ministri al governo del Libano, facenti parte del partito Hezbollah, sono stati eletti proprio nel sud del Paese, dalla popolazione di religione sciita. Si è detto che Hezbollah sia uno Stato nello Stato libanese e che difficilmente si lascerà disarmare. Poiché il nocciolo dei problemi di tutta l’area mediorientale sta nel conflitto non risolto israelo-palestinese, si ravvisa ora una possibilità concreta che la missione multinazionale di pace, a guida anche italiana, contribuisca fattivamente ad una soluzione della complessa questione che ha avuto origine nel 1948. Visto che la sinistra, che oggi governa, si è sempre rivelata più sensibile a ciò, non dovrebbe proprio lasciarsi sfuggire una tale opportunità storica.

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