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La voce di Alessandro Moreschi, ultimo cantante castrato della Cappella Sistina

La voce di Alessandro Moreschi, ultimo cantante castrato della Cappella Sistina
Novembre 14
19:19 2021

Nella storia della musica la figura stupefacente di Alessandro Moreschi è legata anche a un particolare molto importante: è l’unico castrato la cui voce sia stata in parte immortalata dalla neonata tecnologia dei primi anni del XX secolo che lo scelse, insieme ad altri straordinari personaggi quali Enrico Caruso e papa Leone XIII, a lasciare un suo indelebile ricordo attraverso le incisioni. Oggi abbiamo l’opportunità di farvi ascoltare una rarità, almeno qui in Italia.

La voce da soprano di Alessandro Moreschi, nato a Monte Compatri nel 1858 e morto a Roma nel 1922, rimane una delle più intense e nitide che hanno caratterizzato questa disciplina artistica che un nostro concittadino, con la sua arte, ha contribuito a diffondere rendendo illustre Monte Compatri e il territorio dei Castelli Romani.

Alessandro Moreschi, detto “L’Angelo di Roma”, è stato l’ultimo cantore della Cappella Sistina ad essere stato evirato in giovane età con la finalità di preservarne la voce di fanciullo e di introdurlo quindi al canto. Il suo ricordo va ad affiancarsi a quello di altre eccelse menti che hanno messo la loro opera a disposizione della società e ad esempio per le giovani generazioni.

Ma perché Moreschi non è particolarmente noto al pubblico ‘normale’? La sua vita rimane per la maggior parte nell’ombra. Niente di strettamente personale gli è sopravvissuto, non una lettera, non un diario, niente in generale. La storia de ‘l’ultimo castrato’, rimane vaga, forse nascosta, probabilmente, tanto da renderne difficile un’interpretazione accurata.

Io ho curato personalmente, per Controluce, l’edizione del libro Moreschi. L’Angelo di Roma di Nicholas Clapton nel quale l’autore ha cercato fortemente informazioni sull’artista per tracciarne una biografia. Dalla lettura del libro di Clapton ho estratto alcune parti che andrò a commentare: «Nell’agosto del 1892 gli abitanti della sua città natale, Monte Compatri, celebravano il venticinquesimo anniversario della fine dell’epidemia di colera del 1867 […] Un decreto papale del 21 giugno garantiva indulgenze a tutti coloro che si recavano a venerare l’immagine della Madonna del Castagno dal 14 agosto al 30 settembre. Le autorità cittadine invitarono Moreschi ed erano entusiaste di assistere al ritorno del loro figlio famoso. In breve: il 21 agosto, a cura del ch.mo prof. Alessandro Moreschi compatrese, ebbe luogo una solennissima messa in musica da lui diretta, ed eseguita da dodici distinti professori dalla Capitale e da altrettanti allievi della Scuola di S. Salvatore in Lauro; ed alla sera vi furono i Vesperi, nei quali fu cantato il celebre Laudate Pueri del M. Capocci con il Coro di Ragazzi. […] Ebbene, nulla c’è dato sapere sul primo ritorno a casa di Alessandro dopo più di vent’anni. Non v’è traccia o alcun aneddoto riguardo alle reazioni che parenti, amici o vicini di casa ebbero quando rividero il ‘loro’ illustre cittadino dalla strana voce. Né, tanto meno, vi sono note che riportino i sentimenti dello stesso Moreschi».

Forse la figura di Moreschi subì, in quanto castrato della Cappella Sistina, la denigrazione che il cecilianismo instaurò verso tutto ciò che in arte musicale veniva eseguito dalla pontificia Cappella Sistina nella quale operavano ancora artisti castrati. Infatti, la castratio euphonica, come fu chiamato più tardi quel ‘disumano’ metodo finalizzato alla conservazione della voce infantile, era divenuta sicuramente rara e socialmente disapprovata, visto che fu dichiarata illegale subito dopo la presa di Roma da parte delle forze antipapali nel 1870.

Forse in quegli anni gli apparati clericali e statali trovarono nella sopravvivenza dell’ultimo castrato un motivo di imbarazzo. Ancora dal libro di Clapton: «Uomo soprano e macho fascista sembravano essere difficilmente compatibili per il nuovo Regime Fascista che, sebbene fosse ancora giovane nel 1922, poteva contare su un potere e su attitudini già ampiamente diffusi. Fortunatamente, per la posterità, il canto di Moreschi era già stato posto al sicuro dalla spavalderia delle Camicie Nere nonché dall’irrequietezza del Vaticano».

Infatti, nella storia della musica la figura stupefacente di Moreschi è legata a un particolare molto importante: è l’unico castrato la cui voce sia stata in parte immortalata dalla neonata tecnologia dei primi anni del XX secolo che lo scelse, insieme ad altri straordinari personaggi quali Enrico Caruso e papa Leone XIII, a lasciare un suo indelebile ricordo attraverso le incisioni.  Stiamo parlando di un evento accaduto nel 1902-1904 e i difetti di quella prima rudimentale tecnologia ci impediscono di ascoltare e comprendere a fondo il suo canto, ma le incisioni ci consentono di raccogliere forti indicazioni sulla ‘dinamica’, sul ‘picchettare’ (accenti forti) e sui ‘portamenti’ fra i diversi toni. La tecnica, invece, più diversa da quelle che siamo soliti ascoltare oggi, è la distorsione della notazione ritmica (la cosiddetta ‘acciaccatura’) che Moreschi usava in maniera straordinaria.

Come ho già detto, oggi abbiamo l’opportunità di farvi ascoltare una rarità, almeno qui in Italia. Negli anni passati Nicholas Clapton ha voluto affidare a una società specializzata il lavoro di ‘pulizia’ dai rumori di alcune registrazioni originali della voce di Moreschi e di raccoglierle in un CD audio. Potrete ascoltare una serie di brani che ci restituiscono una visione affascinante di un mondo davvero scomparso.
La registrazione non rappresenta certamente la vera arte di Moreschi; fu costretto, infatti, ad infilare la testa in un vero e proprio “grosso imbuto” che serviva per raccogliere e convogliare la voce del cantante verso lo strumento di registrazione. Rappresenta, però, il primo e unico documento di registrazione di un grande cantante castrato.
Questo documento si può ascoltare collegandosi al sito web www.coromoreschi.it e, più precisamente, al link La-voce-di-Alessandro-Moreschi

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