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La XXV edizione del Festival Quartieri dell’Arte

La XXV edizione del Festival Quartieri dell’Arte
Settembre 20
13:55 2021

La XXV edizione del Festival Quartieri dell’Arte inaugura il nuovo ciclo tematico “Festival, Città, Rivoluzioni” in cui QdA si porrà il problema di far riaffiorare il discorso su momenti radicali della storia del territorio, lasciando segni che possano essere mantenuti il più a lungo possibile, anche attraverso semplici gesti e oggetti, più o meno delicati, lasciati sul terreno a testimonianza di quanto svolto.

Il Festival poggerà la sua azione su anniversari importanti riattivandone le connessioni con il viterbese attraverso un set di varie strategie che potrà includere l’arte performativa, la “afformance art”, il teatro documentario, la polivocalità, il fake-non-fake. E’ in relazione a quest’ultima strategia  che il Festival proporrà alcune delle azioni più impattanti. L’uso del fake per far riaffiorare un discorso e una riflessione che partono dalla storia per arrivare alla contemporaneità, lo si è osservato negli anni recenti in drammaturgie a vasta diffusione globale (si pensi, per fare un esempio su tutti al tarantiniano “C’era una volta a… Hollywood” – “Once Upon A Time in… Hollywood”) il cui effetto sul lungo periodo è tutto da monitorare e valutare. E sulla base di queste valutazioni, Quartieri, propone, nel 450° anniversario della nascita di Caravaggio, una narrazione-trilogia-installazione sul pittore che in maniera più diretta e immediata può essere collegato al maestro lombardo: Francesco Boneri, meglio conosciuto come Cecco del Caravaggio.

A Bagnaia, frazione del Comune di Viterbo, dove Cecco realizzò l’unico affresco della sua vita, va in scena l’articolato trittico CENERI/FRANCESCO BONERI OVVERO L’ANNO DRAMMATICO DEL 1613 A BAGNAIA/AMOR VICIT scritto da un collettivo di drammaturghi dal curriculum internazionale consolidato e emergenti di cui fanno parte Michele Altamura, Gian Maria Cervo, Loris Leoci, Fabio Marson, Aleksandros Memetaj, Fabio Pisano e Riccardo Tabilio a cui si aggiungono un gruppo di drammaturghi adolescenti formati dall’Associazione La Dramaturgie grazie al progetto Response Art, sostenuto dal Comune di Bari e materiali trovati inediti di Giovanni Testori. Il trittico, diretto dai registi coreografi Ana Kostantinovic, Nina Nikolikj e con un cast che annovera attori di varia nazionalità (tra cui un gruppo di pluripremiati membri dell’ensemble del Teatro Nazionale di Macedonia), sarà accompagnato da azioni promozionali eclatanti, blitz e provocazioni performative a sorpresa sul territorio (tutti realizzati nell’osservanza delle norme anti-COVID) che lasceranno un segno sulla piccola frazione del Comune viterbese, la cui concreta persistenza e perpetuazione dovrà costituire un impegno nei decenni a venire di chi avrà la responsabilità delle edizioni future del Festival.

Si connettono a questa trilogia-installazione su Cecco e Caravaggio una serie di spettacoli in vari centri del territorio su figure simbolo della pittura caravaggesca sia visti in una prospettiva storica sia indagati nelle loro versioni contemporanee come i musicisti di strada ed estremi (“Lazzari felici”, “Per Edith Piaf”), le sex workers (“Togliatti mon amour”) e i pellegrini (“Racconti di un pellegrino rosso”). E connette Michelangelo, Caravaggio, Shakespeare, Marlowe, Joyce e Bloom “A Shakespeare/Marlowe Digital Diptych”, spettacolo vincitore del bando “Vivere all’italiana sul palcoscenico” del Maeci, qui presentato in una versione con regia video del grande metteur-en-scene russo Nikolay Kolyada e performance live diretta da Riccardo Festa.

A dare ulteriore senso alla parola Rivoluzioni contenuta nel titolo del ciclo tematico di QdA, il Progetto THE WAYS OF THE HEROES co-finanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea, di cui l’ente organizzatore del Festival è partner associato: il progetto prevede la stesura di un Waste Report sull’impatto ambientale di alcuni degli spettacoli che passeranno per QdA nel 2021 e nel 2022 a cura di esperti e in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia e una serie di performance teatro-filmiche su eroi ambientalisti del quotidiano.

Costituiscono infine variazioni sul tema di questa edizione di “Quartieri” gli spettacoli “Memorie di un ciabattino” con la giovane compagnia Anonima Teatri, “Mare Nero”, un progetto performativo-installativo su “Maria Stuarda” e il dittico di commedie di Paolo Fallai con la regia di Pierpaolo Sepe.

INFO E PRENOTAZIONI:   

ufficiostampaquartieridellarte@gmail.com – www.quartieridellarte.it  

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