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“L’AGRICOLTURA INTENSIVA STA DISTRUGGENDO LA NATURA, È ORA DI CAMBIARE.”

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“L’AGRICOLTURA INTENSIVA STA DISTRUGGENDO LA NATURA, È ORA DI CAMBIARE.”

novembre 09
07:55 2019

APPELLO DEGLI SCIENZIATI EUROPEI AL NUOVO PARLAMENTO EU: “L’AGRICOLTURA INTENSIVA STA DISTRUGGENDO LA NATURA, È ORA DI CAMBIARE.”

La Coalizione CambiamoAgricoltura: “Senza profonda riforma della Pac le promesse europee di Green Deal sono solo parole vuote”

 

Uccelli, mammiferi, rettili, anfibi e insetti in tutta Europa stanno subendo un declino catastrofico a causa di pratiche agricole dannose. Lo denunciano in una lettera inviata nei giorni scorsi ai parlamentari europei e alla Commissione europea le principali associazioni scientifiche europee (European Ornithologist Union, European Mammal Foundation, Societas Europaea Herpetologica, Societas Europaea Lepidopterologica, Butterfly Conservation Europe e European Bird Census Council). Un appello raccolto e condiviso oggi dalla Coalizione CambiamoAgricoltura sostenuta da oltre 50 sigle in tutto il paese e coordinata dalle principali sigle del mondo ambientalista e dell’agricoltura biologica (WWF Italia, Lipu, Legambiente, FAI, Pronatura, ISDE, Federbio, AIAB e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica).

Le organizzazioni, che rappresentano oltre 2500 scienziati provenienti da tutta Europa e da oltreoceano, sottolineano nella lettera il “nesso scientifico inequivocabile” tra l’intensificazione dell’agricoltura e la sempre maggiore perdita di biodiversità. Gli scienziati esortano l’Unione europea a trasformare la PAC in modo da fornire una risposta seria ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, invece di continuare a farne uno dei principali fattori scatenati.

CambiamoAgricoltura ribadisce l’urgenza di intervenire: “Le prove scientifiche parlano da sole: l’agricoltura intensiva uccide la natura. Se la PAC non è riformata dalle fondamenta – se non facciamo spazio alla natura – allora le promesse europee di Green Deal sulla biodiversità e sul clima saranno solo parole vuote su un altro pezzo di carta.

“I cittadini dell’UE, ogni anno – sottolinea la Coalizione CambiamoAgricoltura, finanziano i sussidi della PAC con quasi 60 miliardi di euro di tasse, sussidi che sostengono soprattutto l’agricoltura intensiva e industriale. Il modello di agricoltura intensiva oggi promosso, fondato sull’uso dei pesticidi, porta direttamente alla perdita di biodiversità, all’inquinamento idrico e atmosferico, all’estrazione eccessiva di acqua, alla desertificazione dei suoli, alla perdita di qualità nutrizionali degli alimenti, a rischi ampiamente documentati e ormai non più accettabili per la salute umana perché perdita di biodiversità significa perdita di salute,  e contribuisce in modo non certo marginale alla crisi climatica in atto.

La Coalizione, le cui proposte sono state riassunte in un decalogo consultabile al sito www.cambiamoagricoltura.it., chiede che anche il nostro governo, e in particolare la Ministra Bellanova, si impegni ad agire subito per fermare questa drammatica crisi, che influisce negativamente prima di tutti proprio sul settore agricolo.

“Ribadiamo la richiesta alla nostra Ministra di un incontro urgente per discutere delle posizioni del nostro governo al Consiglio Europeo dei Ministri dell’Agricoltura che sono ancora lontane da impegni concreti a favore della natura e del clima e che puntano ad abbassare notevolmente l’ambizione ambientale della PAC proposta dalla Commissione Hogan. Siamo disponibili ad un confronto per lavorare insieme alle possibili soluzioni -proseguono le associazioni – Soprattutto in vista del futuro Piano Nazionale Strategico per la PAC che ogni stato membro dovrà redigere per la nuova programmazione, così che ne possano uscire vincitori sia l’ambiente che il mondo agricolo, che hanno bisogno imprescindibilmente l’uno dell’altro”.

Numerosi studi, pubblicati quasi giornalmente su riviste scientifiche internazionali, non da ultimo questa settimana su Nature, mostrano come queste attività hanno portato al declino delle popolazioni di uccelli nei terreni agricoli europei di oltre il 55% tra il 1980 e il 2015. Nelle riserve naturali in tutta la Germania le popolazioni di insetti sono diminuite del 76% in 27 anni. In Italia, l’indice delle specie di uccelli legati agli ambienti agricoli (FBI) è calato di quasi il 40% dal 2000 ad oggi, e per alcune specie come il saltimpalo o l’allodola, un tempo comuni nel paesaggio rurale, si parla di cali di oltre il 70% della popolazione.

Queste tendenze stanno spingendo le popolazioni rimanenti verso l’estinzione. Tendenze simili si osservano con altri gruppi animali e vegetali che dipendono dagli habitat agricoli in tutta Europa. Gli scienziati sottolineano che la rimozione di elementi del paesaggio (ad esempio siepi e alberi), l’uso di pesticidi, l’uso indiscriminato delle risorse idriche e la distruzione dei pascoli siano le forze trainanti della perdita di biodiversità.

 

 

 

8 novembre 2019

Per la coalizione: UFFICIO STAMPA LIPU 

Di seguito si riportano alcuni documenti a supporto delle tesi ribadite dalle associazioni scientifiche.

OPEN LETTER

RE: Reform the CAP: harmful agriculture is destroying nature

Dear Members of the European Parliament,

You have the power to decide the fate of Europe’s nature. We are scientists from all EU member states and beyond. We are observing bird, mammal, reptile, amphibian and insect populations suffering catastrophic declines due to harmful agricultural practices throughout Europe. We urge you to act on the science, and undertake a far-reaching reform of the EU’s Common Agricultural Policy (CAP) without delay.

The CAP has led to an intensification of agricultural practices, including landscape simplification and consolidation, drastic increases in the use of pesticides and mowing frequency, irrigation expansion and the destruction of pasture lands. The unequivocal scientific consensus is that in concert these activities have led to a decline of European farmland bird populations of more than 55% between 1980 and 2015, and a decline of insect population abundance of more than 76 % in a study of 63 nature reserves in Germany between 1989 and 2016. These declines are linked, and are pushing the remaining populations to critical levels. This further exposes the populations to additional threats such as the illegal killing of birds during migration and in wintering grounds. Similar trends are being experienced by other animal and plant groups which depend on farmland habitats in Europe.

The CAP is turning rural areas into green deserts of uninhabitable maximum-yield monocultures. The greening measures within Pillar 1 of the CAP are largely ineffective at retaining or restoring biodiversity and are too often poorly controlled. The current agri-environmental schemes are both underfunded and insufficiently targeted to meet the scale of the damage to farmland biodiversity. In-depth analyses also show that the proposal made by the Commission for the CAP post-2020 fails to offer a real reform, and even risks lower ambition. Without a fundamental reform of the CAP, such negative trends will not only diminish nature in current EU member states but will also threaten the nature of candidate ones. EU membership should not be causing silent springs.

A reform of the CAP must deliver sustainable and diversified agriculture through spatially-targeted measures supporting smaller farms which carry out sustainable farming and maintain high nature value farmland. Models show that if implemented correctly, such measures could contribute to the recovery of biodiversity and rural human populations. These benefits can be reached by truly aligning a future CAP with the United Nations’ Sustainable Development Goals, SDGs. For example, specific funding for biodiversity on farms can make extensive grazing a viable and competitive option for livestock farmers.

The scientific evidence is clear that climate change and biodiversity loss need to be tackled as an utmost priority if the EU is to uphold the main goal of the 2030 Agenda for sustainable development. The EU must be a pioneer in responding to these challenges and the CAP must be part of that response rather than continuing being the cause of greater environmental degradation.

We are ready to support you in devising solutions as outlined above. Please do not hesitate to contact us.

Yours sincerely,

European Ornithologists Union
Jan-Åke Nilsson, President | Barbara Helm, Past President | Alfonso Marzal, President Elect

European Mammal Foundation
Tony Mitchell-Jones, Chairman

Societas Europaea Herpetologica
Mathieu Denoël, President

Societas Europaea Lepidopterologica
Erik J. van Nieukerken, President | Marianne Espeland, General Secretary

Butterfly Conservation Europe
Chris van Swaay, Chairman

European Bird Census Council
Mark Eaton, Chairman

 

 

 

ITALIAN VERSION

 

A:           Membri delle Commissioni del Parlamento europeo Agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) e l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI)

Cc: Presidente eletto della Commissione europea Ursula von der Leyen, vicepresidente esecutivo designato Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo designato Valdis Dombrovskis, commissario designato Virginijus Sinkevičius, commissario designato Janusz Wojciechowski.

5 novembre 2019

 

LETTERA APERTA

Oggetto: Riformare la PAC: l’agricoltura dannosa distrugge la natura

Cari deputati al Parlamento europeo,

Avete il potere di decidere il destino della natura europea. Siamo scienziati di tutti gli Stati membri dell’UE e non solo. Stiamo osservando popolazioni di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi e insetti che stanno subendo in tutta Europa un drammatico calo a causa di pratiche agricole dannose. Vi esortiamo ad agire sulla base della scienza e ad intraprendere senza indugio una riforma di vasta portata della Politica Agricola Comune (PAC) dell’UE.

La PAC ha portato a un’intensificazione delle pratiche agricole, tra cui la semplificazione e la banalizzazione del paesaggio, il drastico aumento dell’uso di pesticidi e della frequenza degli sfalci, l’espansione delle pratiche irrigue e la distruzione dei pascoli. Il mondo scientifico è concorde sul fatto che, di concerto, queste attività hanno portato a un declino delle popolazioni di uccelli degli ambienti agricoli europei di oltre il 55% tra il 1980 e il 2015, e a un calo della popolazione di insetti di oltre il 76% in uno studio su 63 riserve naturali in Germania tra il 1989 e il 2016. Queste diminuzioni sono tra loro collegate e stanno spingendo le popolazioni rimanenti a livelli critici. Ciò aggrava ulteriormente gli effetti delle ulteriori minacce a cui sono sottoposte queste specie, come l’uccisione illegale di uccelli durante la migrazione e nelle aree di svernamento. Tendenze analoghe si riscontrano anche in altri gruppi animali e vegetali che dipendono dagli habitat agricoli in tutta Europa.

La PAC sta trasformando le zone rurali in deserti verdi di monocolture intensive invivibili. Il le misure previste dal Greening nell’ambito del primo pilastro della PAC sono risultato largamente inefficaci nel mantenere o ripristinare la biodiversità e troppo spesso la loro applicazione è poco controllata. Gli attuali regimi agroambientali sono insufficientemente finanziati e non sono sufficientemente mirati per far fronte all’entità dei danni alla biodiversità negli ambienti agricoli. Da analisi approfondite emerge, inoltre, che la proposta della Commissione Europea per la PAC post2020 non offre una reale e rischia addirittura di essere ulteriormente indebolita. Senza una riforma radicale della PAC, tali tendenze negative non solo diminuiranno la biodiversità degli attuali Stati membri dell’UE, ma minacceranno anche la natura dei paesi candidati. L’adesione all’UE non dovrebbe causare “primavere silenziose”.

Una riforma della PAC deve garantire un’agricoltura sostenibile e diversificata attraverso misure spazialmente mirate a sostegno delle piccole aziende agricole che praticano un’agricoltura sostenibile e mantengono agro-ecosistemi ad alto valore naturale. I modelli dimostrano che, se attuate correttamente, tali misure potrebbero contribuire al recupero della biodiversità e delle popolazioni rurali. Questi benefici possono essere raggiunti allineando realmente la futura PAC con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Ad esempio, un sostegno specifico per la biodiversità nelle aziende agricole può rendere il pascolo estensivo un’opzione praticabile e competitiva per gli allevatori.

I dati scientifici dimostrano chiaramente che i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità devono essere affrontati con la massima priorità se si vuole che l’UE raggiunga gli obiettivi principali dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. L’UE deve essere all’avanguardia nel rispondere a queste sfide e la PAC deve far parte di tale risposta piuttosto che continuare ad essere la causa di un maggiore degrado ambientale.

Siamo pronti ad assistervi nell’elaborazione delle soluzioni sopra descritte. Non esitate a contattarci.

Cordialmente,

European Ornithologists Union
Jan-Åke Nilsson, President | Barbara Helm, Past President | Alfonso Marzal, President Elect

European Mammal Foundation
Tony Mitchell-Jones, Chairman

Societas Europaea Herpetologica
Mathieu Denoël, President

Societas Europaea Lepidopterologica
Erik J. van Nieukerken, President | Marianne Espeland, General Secretary

Butterfly Conservation Europe
Chris van Swaay, Chairman

European Bird Census Council
Mark Eaton, Chairman

 

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