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L’arte veste la Moda, la sartoria sociale nata su un bene confiscato alla camorra

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L’arte veste la Moda, la sartoria sociale nata su un bene confiscato alla camorra

L’arte veste la Moda, la sartoria sociale nata su un bene confiscato alla camorra
Marzo 03
17:27 2017

Dal quadro al modello: l’Arte veste la Moda in favore di “Casa di Alice”, la sartoria sociale nata su un bene confiscato alla camorra.
Un bel fiore può sbocciare anche da un terreno arido e roccioso.  E’successo su uno dei tanti beni confiscati alle mafie in Campania, simbolo della rinascita sociale anticamorra, grazie al coraggio e alla caparbietà dei volontari della cooperativa femminile Casa di Alice – Made in Castel Volturno, sartoria sociale che mette insieme realtà multietniche, donne per metà italiane e per metà africane salvate dalla tratta, dove l’eterogeneità diviene punto di forza e l’immigrazione una risorsa.
Ideata e prodotta dall’Associazione First Social Life – su progetto di Teresa Coratella e Eleonora Penna – viene presentata a Roma la prima mostra dal titolo “Per Aspera ad Astra”, una raccolta di opere di artisti contemporanei da cui sono stati tratti preziosi tessuti – attraverso tecnica serigrafica – al fine di realizzare creazioni
da sera di alta sartoria.Ideata e prodotta dall’Associazione First Social Life – su progetto di Teresa Coratella e Eleonora Penna – viene presentata a Roma la prima mostra dal titolo “Per Aspera ad Astra”, una selezione di opere di artisti contemporanei da cui sono stati tratti preziosi tessuti – attraverso tecnica serigrafica – al fine di realizzare creazioni da sera di alta sartoria. In mostra una quarantina di pezzi tra tele d’artista, modelli e abiti da sera. L’iniziativa – che gode del patrocinio di Regione Lazio, Università E-Campus Facoltà della Moda e del Costume e del Real Sito di Carditello, in collaborazione con la Reggia di Caserta e HumanArt Gallery – inaugura nella Capitale nel corso della settimana dedicata alla “Giornata internazionale delle donne”, Giovedì 9 Marzo 2017 alle ore 18.30 presso la Casa d’Aste Minerva Auctions con sede a Palazzo Odescalchi in Piazza SS. Apostoli 80, Roma.
Al progetto hanno aderito con entusiasmo gli artisti: Giancarlino B. Corcos, Claudio Bianchi, Tomaso Binga, Tommaso Cascella, Solveig Cogliani, Teresa & Rossana Coratella, Baldo Diodato, Jonathan Hynd, Francesco Impellizzeri, Adelaide Innocenti, Mark Kostabi & Tony Esposito, Adriano Maraldi, Nina Maroccolo, Fabio Nicotera, Gianfranco Notargiacomo, Mirko Pagliacci, Salvatore Pupillo, Nelio Sonego, Michele Principato Trosso.
Presenti all’apertura dell’esposizione Sara Barberotti e Dina Signoriello di First Cisl, sostenitrici del progetto insieme alla madrina della manifestazione, l’attrice Maria Grazia Cucinotta, che per l’occasione indossa l’abito realizzato con i tessuti tratti dall’opera di Cy Twombly della collezione Terrae Motus, gentilmente concesso dalla Reggia di Caserta.
La presentazione artistica è curata dal maestro Plinio Perilli, poeta e critico letterario, membro del comitato scientifico, che scrive: “Ecco che i diritti/doveri dell’arte coincidono finalmente con quelli della vita. E le cicatrici d’esistenza diventano punti a croce, orli, imbastiture che trafiggono il cuore e lo risanano.  Altro che quadri: corpi, corpi vestiti d’anima; e le installazioni siano anche anamnesi, fauste diagnosi, inesauribili cataloghi della coscienza. L’arte vera, insomma, è un grido che si spegne, scrive Rossanamentre Teresa lo colora, lo risemina, acceso nello spasmo”.
Il catalogo della mostra e dei foulard d’artista sono in vendita durante l’evento al fine di raccogliere fondi per sostenere il progetto. “Queste iniziative legate ad attività creative” – spiega la psicoterapeuta Maddalena Cialdella – “sono la porta per una seconda chance e un importante supporto per la reintegrazione e la transizione verso una nuova vita”.

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