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L’Esperanto compie 125 anni

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L’Esperanto compie 125 anni

luglio 24
14:17 2012

L’esperanto ha un tratto estremamente particolare, l’interna ideo. La lingua, infatti, è nata e si è sviluppata per offire “un fondamento neutrale sul quale i diversi gruppi umani possano pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione”. L’esperanto, come ha scritto Umberto Eco, non pretende nè di essere la lingua perfetta nè di volersi sovrapporre alle lingue esistenti.

Nel 1905 Zamenhof è premiato con la Legione d’Onore dal Ministro francese della Pubblica Istruzione e ha fissato i principi fondamentali nel “Fundamento de esperanto”. La lingua da subito destò l’interesse di studiosi ed appassionati, tra i quali lo scrittore Jules Verne, presidente onorario del gruppo esperantista di Amiens, che intraprese la stesura di un libro – rimasto incompiuto a causa della sua improvvisa morte – Vojage d’ètude, in cui il romanziere francese definiva l’esperanto come “il più sicuro, il più valido veicolo della civilizzazione”.

Il movimento esperantista, duramente perseguitato sia dal nazismo che dal comunismo, è tornato ad organizzarsi con maggiore efficacia, ottenendo importanti riconoscimenti a livello internazionale quali ad esempio le risoluzioni Unesco di Montevideo (1954) e Sofia (1985).

125 anni dopo dalla pubblicazione dell’Unua Libro, l’esperanto oggi è una lingua usata in tutto il mondo e ricca di forza espressiva. Gli autori di riferimento della letteratura esperantista, per citarne alcuni, sono francesi (Waringhien), ungheresi (Kalocsay, Baghy), scozzesi (Auld). Questa è un’altra particolarità dell’esperanto: tanti scrittori provenienti da diverse parti del mondo e da diverse culture hanno creato una letteratura che si caratterizza per varietà di temi, di storie, di stili. L’esperanto è multiculturale,semplice ed efficace, e contribuisce a una comunicazione equa e a un multilinguismo sostenibile.

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