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Lettera aperta: la tutela degli animali e della viabilità ai Castelli

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Lettera aperta: la tutela degli animali e della viabilità ai Castelli

settembre 20
08:19 2014

Sono una cittadina con ancora vivo il senso civico e armonioso della vita. Devo, purtroppo, rendere pubblico un caso accadutomi e che considero alquanto vergognoso. Sabato 30 agosto, risalendo a piedi la strada che da Monte Compatti porta a Rocca Priora, intorno alle ore 10.30, ho notato al bordo interno della strada un Istrice di grossa taglia all’apparenza spaesato e confuso.
Il sito, a circa un chilometro dall’ingresso del paese, era tra due curve, pertanto esisteva il pericolo sia per l’animale che per la viabilità.

Facendo rumori con le mani e mantenendomi a debita distanza, sono riuscita a fare allontanare l’animale che si è arrampicato a fatica sullo spallettone al bordo strada. A quel punto realizzo che la bestiola (trattasi di animale protetto) è ferito, pertanto, preoccupata, resto sul bordo strada opposto, in visibilità delle curve, nell’eventualità l’istrice dovesse scivolare sulla carreggiata. Non potendo fare altro che tenere sotto controllo la situazione chiedo a qualche persona di passaggio di allertare i Vigili Urbani.
Telefonicamente contatto una amica chiedendole cortesemente di effettuare chiamate dal suo telefono fisso, ai Vigili, alla Forestale e ai Guardia Parco. Dopo 10 minuti la stessa mi ricontatta per dirmi che ogni telefonata è stata inutile e che nessuno ha risposto a nessun numero.
Contatto visivamente un mezzo della Protezione Civile, prontamente si ferma e attiva la Guardia Municipale che in 10 minuti arriva sul posto. Intorno alle ore 11.30 gli stessi vigili, fatte le fotografie necessarie, si recano in sede per inviare un fax di prassi alla Asl. La Asl comunica che ha dato immediatamente mandato alla Guardia Provinciale, preposta a risolvere la situazione, e che la stessa prevede di arrivare in loco per le ore 13 e trenta.
E fino qui (direi io cittadino comune), tutto bene, risaliti all’ente preposto e attivate le procedure delle formalità, resto perplessa sui tempi della risposta. Dal momento che entro un’ora dal ritrovamento dell’animale, e grazie all’intervento della Protezione Civile e della Guardia Municipale prontamente attivatisi. come mai alla Guardia Provinciale serve tanto per giungere sul posto? Resto in attesa.
Trascorre il tempo. Sul luogo mi raggiunge mio figlio che sensibile all’argomento animalista comincia a fare telefonate. Alle ore 13 interviene il cambio turno dei Vigili di zona che conferma quanto sopra, sia l’invio del fax alla Asl sia la comunicazione di restare in attesa della Guardia Provinciale.
Ci raggiunge nuovamente il volontario della Protezione Civile, sebbene smontato dal turno per senso civico è tornato a vedere la situazione. Ore 13.30; tutti realizziamo che dal momento dell’attivazione delle procedure è trascorso troppo tempo. Ognuno si impegna telefonicamente, chi può accede ad internet, cerchiamo tutti i numeri utili. Inizia l’illusione di trovare una risposta. Telefoniamo a tutti gli enti che si interessano di tutela dell’ambiente e della fauna: Guardia Zoofila, Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), Asl di Albano, Veterinari privati, LIPU, Ente Parco dei Castelli, Forestale, Carabinieri, Centro Tutela Animali Selvatici e chi più ne ha più ne metta. Alle ore 14.00 il Vigile, presente per controllare la viabilità, si rende conto che il tempo passa e che: “possibile che alla Guardia Provinciale occorra così tanto tempo per giungere sul posto?” Si reca in sede per ritornarne avvilito. Contattata la Guardia Provinciale si sente rispondere: “È di nostra competenza ma, spiacenti, siamo sprovvisti di mezzo adeguato al tipo di intervento”. Continuiamo, tutti sempre più allarmati, a fare frenetiche telefonate a chi possibile, visto anche che l’animale nel frattempo è peggiorato, indebolito e assalito dalle mosche.
Le ripetizioni delle telefonate sono state tutte continue e vane. Numeri inesistenti o senza interlocutore, pagine web non disponibili, numeri occupati, segreterie telefoniche, fischi di fax, messaggi registrati, che dire… siamo in Italia?… è sabato?… è agosto?
La volontaria animalista contattata da mio figlio si attiva anch’essa telefonicamente e ci riserva una serie di numeri di cellulari di “emergenze” di Guardie Zoofile e Guardie Provinciali. Serve, dire che non ha risposto nessuno a nessun numero?
Nel frattempo si sono fatte le 15.30, orario di apertura dell’ufficio delle Guardie Zoofile (almeno, a quanto risulta dal sito). A raffica telefoniamo, con la speranza che qualcuno in grado di darci aiuto risponda. Nessuno risponde pur ad orario di pubblico!
L’Istrice peggiora e spesso scivola sul selciato della strada. Mi viene da piangere pensando che al momento dell’avvistamento era salvabile.
Si cerca a fatica ogni volta di farlo rientrare al bordo del sottobosco, ma il terreno, scosceso e in salita gli arreca difficoltà.
Dire che, di tutte queste telefonate fatte non siamo riusciti ad ottenere risposta, oppure risposte poco certe, sarebbe dire poco. Non posso elencare le soluzioni più estrose che abbiamo ricevuto. Ho sentito di un corpo (non dico quale, lascio ai curiosi l’approfondimento) che è tenuto a intervenire se sono animali esotici. Esotici? allora mi domando se porto l’Istrice in Kenia lì sono tenuti ad intervenire? E che dire poi della solita dubbiosa domanda/risposta “a chi tocca? A tizio? O no, a Caio? Boh! Ma di fatto a chi compete?”
Realmente e per onestà posso dire che associazioni come la Lipu, il Centro Tutela Animali (Bologna) o il Centro Recupero Animali Selvatici hanno almeno risposto al telefono. Ringrazio il Dottore Veterinario del Centro di Recupero, che pazientemente ha accolto la nostra richiesta di aiuto e ci ha detto quale era la procedura da adottare con questo tipo di animale: “prendere l’animale, infilarlo in un grosso tubo, caricarlo su un mezzo e portarlo (ma la mattina dopo) presso il Centro situato a Roma”, certo la procedura andava fatta da persone del mestiere.
Abbiamo riscontrato la storia infinita che pare viscerale delle nostre istituzioni: “Lo Scaricabarile”.
Alle ore 16.00 delusi, avviliti, impotenti, rinunciamo e lasciamo la bestia agonizzante. Ma qualcuno ci aveva detto che comunque la Asl veterinaria deve intervenire, almeno per alleviare all’animale la sofferenza dell’agonia sopprimendo! Mio figlio non demorde e ricomincia così tutto dall’inizio seguendo strade diverse. Fortunatamente il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Frascati interviene mandando la richiesta alla Asl di Ariccia o di Albano (?).
Alle ore 19.00 il Commissariato richiama al cellulare mio figlio (ancora in strada a controllare l’animale sempre più sofferente) comunicandogli che la Asl è stata attivata e che provvederanno a mandare una macchina con incaricato che giungerà alle 19.50.
Si è fatto buio, e per catturare l’Istrice l’addetto ha necessità di aiuto e di fotocellule. Chiama una persona assegnata ad un canile per farsi aiutare e i Carabinieri di zona. Finalmente alle ore 21.00 giunge una pattuglia di Pubblica Sicurezza mandata da Frascati in quanto non era disponibile in loco una macchina dei Carabinieri.
L’istrice è stato portato al canile per trascorrere la notte in attesa di venir trasportato da veterinari idonei alla cura dell’animale. Non è sopravvissuto!
In questa odissea ho visto e sentito cose che mi hanno lasciata allibita. Di tanti Enti istituzionali, Guardie e Associazioni nessuno ha le idee chiare su chi devi interpellare e come farlo in tempi rapidi. Mio figlio, che ha viaggiato anche in paesi oltreoceano, ha vissuto direttamente un’esperienza paragonabile: un piccione ferito in strada, ed è stata sufficiente una sola telefonata ad un numero emergenze per vedere, dopo solo mezz’ora, giungere personale e mezzi addetti al caso.
Sono indignata per quanto accaduto. Mi domando a cosa servono leggi che obblighino al soccorso (anche degli animali) quando poi manca l’informazione, la volontà, il personale o i mezzi per attivarsi. Stiamo andando allo sbando totale e questa ne è l’ennesima conferma Resta il dubbio e la non chiarezza sulle competenze del caso. A fine giornata non ci è stata chiara la prassi, quale deve essere, e le persone da chiamare.
Non mi resta altro che ringraziare le persone che sensibilmente si sono prodigate in tutta questa giornata (che noto è iniziata alle 10.30 per terminare alle 21.00). Persone che per senso del dovere e anche per senso civico non hanno “gettato la spugna”. Il volontario della Protezione Civile, i Vigili Municipali, la volontaria animalista e mio figlio, che con caparbietà ha aspettato fino all’epilogo.
Firmato una cittadina indignata e dal senso civico sempre più labile.
Giovanna Petocchi

AGGIUNTA:
Si spendono migliaia di euro (nostri) per la pubblicità in televisione per tutelare ambiente e animali protetti e quant’altro quando poi alla fine dei conti non si trova mai nessuno o poche che operano con serietà e senso del dovere civico.
Giancarlo Agostinelli

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