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Liberalizzare, sì: ma cosa?

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Liberalizzare, sì: ma cosa?

Gennaio 24
13:13 2012

Liberalizzazioni. Parola ormai messianica, soteriologica. Da essa dipende il futuro dell’economia italiana, dei nostri stessi figli. Un’operazione chirurgica, che incide radicalmente sul tessuto socioeconomico. Un’impresa che ridà ossigeno al sistema e lo rimette in moto, perché la gente comune può finalmente risparmiare risorse e spenderle per far ripartire i consumi e quindi l’intero ciclo produttivo.

Bene, allora partiamo in quarta e diamo fiato alle trombe, spezziamo finalmente quei monopoli che ci strozzano e ci sottraggono quelle preziose risorse. Da dove partiamo? Ecco signori, fate silenzio, prego, parla il Governo, fra poco ci dirà quale gigante verrà aggredito per primo, uno di quei pesi che ci falcidiano la spesa quotidiana………Taxi, farmacie, notai…….Ma scusate, ho capito bene? Cioè….fra tante cose a cui mettere mano con urgenza, roba da primo posto assoluto ci sono….. taxi, farmacie, notai?

Dunque, in un Paese da 60 milioni di abitanti e 6 milioni di disoccupati avremo finalmente 500 (dico, cinquecento) notai in più. Una corsa in taxi che prima costava 20 euro, ne costerà 19,80. Una scatola di pastiglie per il mal di gola che costava 10 euro ne costerà 9,90. Ma, stiamo giocando o che cosa?

Io mi ritengo il più comune degli uomini comuni e quindi vorrei capire quali maestose risorse posso mai recuperare da simili misure. Non nego, tuttavia, di essere pure un po’ tonto, quindi spiegatemi. Nella mia vita di sessantenne ho visto un solo notaio, avrò preso un taxi non più di dieci volte, avrò preso farmaci da banco per una media di 50 euro all’anno. Sono stato fortunato? Probabilmente. Però resto in attesa di risposta efficace circa i fondamentali benefici di questa manovra che a me – scusate tanto – sembra più che altro l’idea improvvisata di un dilettante allo sbaraglio. E questo mentre le fabbriche e i negozi chiudono a raffica. Fra taxi, notai (che non vedrò mai più) e farmacie ho calcolato che – alla mia media attuale – nei prossimi vent’anni (se mi va bene!) potrei aver risparmiato la bellezza di 200 euro. La morte arriverà in ogni caso, però……….vuoi mettere la soddisfazione?

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