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L’Italia è un paese in metastasi…

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L’Italia è un paese in metastasi…

giugno 30
23:00 2008

Ma sono anche i dati dell’altra Casta, quella del sindacato, sviscerati dal giornalista Stefano Liviadotti, autore di una documentata inchiesta sul sindacato edita da Bompiani. Oliviero Beha, col suo abituale stile a metà tra il populista e il radical chic, ha tenuto il filo del discorso tra gli illustri ospiti. “Una volta – ha esordito Beha – di fronte ai fatti gravi che accadevano in Italia si diceva; ‘Ci vorrebbe un Pasolini’. Da due anni e mezzo si sente dire: ‘Ci vorrebbe un Sylos Labini’. “Di uomini come Sylos Labini – si accodava Veltri – si è perso lo stampo. Eppure l’intelligentija italiana vedeva Sylos Labini di nascosto”. Anche Sergio Rizzo, prima di iniziare a snocciolare dati, ha tributato il suo personale ricordo a Sylos Labini. “Lo intervistai dopo la prima vittoria di Berlusconi nella quale mi disse che il Paese si stava decomponendo. Titolammo quell’intervista con un virgolettato: ‘Il fascismo cominciò così'”.
Rizzo è passato quindi ad affrontare la materia divenuta per lui più congeniale. I numeri. “Una classe dirigente inetta, incapace, ingorda ha portato un Paese che cresceva ogni anno del 5% ad essere tra gli ultimi in Europa”. L’affondo di Rizzo ben si collega con l’intervento del collega Liviadotti. L’autore de “La Casta”, infatti, lancia
la prima accusa al sindacato: “È il soggetto protagonista della dissoluzione del concetto di merito” che inoltre non riesce nemmeno a portare a compimento la sua mission.
Rintuzza Liviadotti: “L’Italia è il Paese con il sindacato più forte e le buste paga più leggere. La serata è stata conclusa dal dotto intervento del giudice Antonio Laudati, direttore generale della Giustizia Penale del Ministero della Giustizia, che si è ricollegato a Sylos Labini e all’idea di attaccare la mafia nei suoi fondi finanziari oltre che fermando i suoi esponenti. “Sylos Labini – ha detto Laudati – fu il primo in Sicilia, nel 1958, a intuire il rapporto tra economia e criminalità. Fu Giovanni Falcone, poi, ad applicare criteri economici alla lotta alla mafia e iniziò così a colpirla nel fatturato. L’insegnamento di Sylos Labini – ha proseguito Laudati – era mirato a conciliare le regole etiche con
quelle dell’economia”. E nell’esempio di Sylos Labini oltre nel dettato costituzionale “da recuperare”, Laudati ha individuato la strada per accedere a un glorioso futuro.
Segno che in Italia almeno qualcosa da salvare c’è.

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