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Lo sport di base alza la voce

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Lo sport di base alza la voce

04 Marzo
17:27 2012

Con l’obiettivo di dare un segnale di estrema vitalità e protagonismo all’intero movimento sportivo, il mondo della promozione sportiva, sotto lo slogan “Dare voce allo sport di base”, si è ritrovato a Roma Sabato 3 Marzo nella splendida cornice dell’Acquario Romano: oltre alle sigle

Aics , Csi, Uisp e Us Acli, e in ultima battuta anche con l’appoggio del CONI, è sceso nell’arena a sostegno delle ragioni delle società sportive anche il Comitato “Salviamo lo sport dilettantistico” rappresentato nell’occasione da Livio Mastrostefano e Nereo Benussi. Con la crisi sono venute al pettine i problemi strutturali dello sport in Italia: lo Stato non si occupa dello sport di base, le Regioni e gli Enti Locali non hanno più gli strumenti e i fondi necessari, le poche leggi e normative di settore non aiutano lo sviluppo delle attività sul territorio. Il mondo sportivo organizzato nel Comitato Olimpico viene lasciato da solo a fronteggiare le attuali difficoltà. Eppure, l’attività di promozione sportiva, realizzata quotidianamente dalle a.s.d. sul nostro territorio, è fondamentale e insostituibile per vari motivi: contribuisce alla salute delle persone e a diffondere stili di vita sani; serve a prevenire diverse patologie e migliora le condizioni sociali del territorio. Le a.s.d. svolgono una importante funzione sociale ed educativa senza ricevere praticamente nulla in cambio dalle istituzioni: nelle a.s.d. crescono i ragazzi e gli adolescenti, vi giocano insieme persone di lingua e cultura diversa, gli anziani vi ritrovano energia e voglia di vivere. Le attività delle a.s.d. migliorano l’aspetto delle nostre città. Le società sportive non sono solo pratica sportiva, sono anche una scuola di cittadinanza e di partecipazione. Il punto è proprio questo: come dare voce e sostegno all’enorme patrimonio di esperienze e di volontariato che esiste nello sport di base? La crisi rischia di spezzare questo tessuto vitale per la partecipazione e la coesione sociale del Paese. L’importanza dello sport per tutti non va trascurata dalle amministrazioni regionali e locali, né dal governo nazionale, proprio in quanto protagonista dichiarato di una strategia di sviluppo per uscire dalla crisi. Lo sport per tutti promosso dalle società sportive del territorio significa salute e prevenzione per i cittadini di tutte le età. Per questo si sono chieste politiche pubbliche orientate a questi obiettivi, in modo particolare in un momento di crisi come questo, perchè potrebbero consentire al Sistema Sanitario Nazionale di risparmiare risorse e ai cittadini di guadagnare salute. E’ chiaro che la crisi finanziaria sta mordendo anche sul movimento sportivo di base e le società sportive non possono più contare sul sostegno delle sponsorizzazioni delle piccole imprese, sui finanziamenti o sulle agevolazioni degli Enti Locali. I costi delle attività sono tutti sulle spalle dei praticanti e delle famiglie, che spesso non sono più in grado di sopportarli. Non è certo il momento per chiedere finanziamenti straordinari. Ci si è rivolto però alle istituzioni per sollecitare un impegno straordinario perché questo è il momento per spendere bene le risorse che si destinano alle politiche sociali e a quelle per la salute, l’ambiente, l’educazione. Per questo è assolutamente necessario che una nuova cultura dello sport trovi spazio e dignità in tali programmi. Sono state quindi sottoscritte alcune proposte innovative in ambito normativo che, a costo praticamente zero per la pubblica amministrazione, possano aiutare le società sportive a rilanciarsi e continuare ad assicurare la loro preziosa attività sul territorio:

1. Riconoscimento dell’attività sportiva come “Bene di interesse collettivo” e diritto con dignità costituzionale, così come indicato dal Libro Bianco sullo sport promulgato dall’Unione Europea nel 2007;

2. Riconoscimento del “Valore sociale dello Sport” nelle leggi di settore, a partire dai Piani Sanitari Nazionali e Regionali e dalla legge istitutiva delle Fondazioni Bancarie;

3. Sostituire la consuetudine delle gare d’appalto al massimo ribasso per la gestione degli impianti sportivi pubblici con l’affermazione di criteri fissati in Convenzioni o procedure concorsuali, capaci di valorizzare la qualità del volontariato e dell’associazionismo sportivo attivo sul territorio;

4. Premialità del “valore sociale” delle attività svolte dalle (ASD) Associazioni Sportive Dilettantistiche, con particolare riferimento alle attività di Inclusione, a quelle per le persone anziane e a quelle rivolte alla cura di determinate patologie;

5. Provvedimenti urbanistici che consentano un nuovo sviluppo dell’impiantistica sportiva e facilitino gli interventi di manutenzione e riqualificazione operati dal non profit sportivo;

6. Salvaguardia delle facilitazioni fiscali per le (ASD) Associazioni Sportive Dilettantistiche, come presupposto per il loro funzionamento e il loro sviluppo sul territorio;

7. Introduzione della limitazione di responsabilità civile per le ASD, insieme all’introduzione di normative e regolamenti di semplificazione burocratica e fiscale;

8. Riconoscimento del volontariato sportivo, accesso ai Centri di Servizio del Volontariato per la formazione dei volontari, possibilità di utilizzare i giovani del servizio civile con esplicito riferimento da parte della legge 64/2001;

9. Garanzia della proprietà dei diritti sulla comunicazione e sul marchio per gli eventi proposti dalle ASD, raccogliendo in tal senso una pressione che sta crescendo in Europa proprio da parte di associazioni sportive di base;

10. Riconoscimento delle attività formative svolte dalle ASD;

11. Riconoscimento all’attività formativa e vivaistica svolta dalle ASD nei confronti dei giovani talenti che proseguono nella carriera sportiva e professionistica. Questo riconoscimento andrà sostenuto dalle società professionistiche nei confronti delle ASD di provenienza dei giovani talenti;

12. Buono fiscale destinato alle famiglie per la pratica sporti

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