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L’ontano nero lungo le sponde del fiume Treja Un albero che ama l’acqua

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L’ontano nero lungo le sponde del fiume Treja Un albero che ama l’acqua

L’ontano nero lungo le sponde del fiume Treja Un albero che ama l’acqua
22 Luglio
05:34 2015

8794-Un-ontano-sul-Treja---Uno degli alberi più diffusi lungo i corsi d’acqua che attraversano la valle del Treja è sicuramente l’ontano nero. Particolari adattamenti a livello delle radici consentono a questa specie di prosperare sui suoli costantemente umidi. Il suo nome, Alnus glutinosa, deriva dal celtico alnus che significa “nei pressi delle rive”, mentre il nome specifico glutinosa deriva dalla caratteristica

dei rametti più giovani, che sono appunto vischiosi e appiccicaticci. L’ontano nero lo troviamo sulle sponde frequentemente sommerse dei fiumi, accanto a pioppi e salici, o sui terreni paludosi degli acquitrini, dove tende a formare fitti boschetti che contribuiscono al consolidamento delle sponde. Un tempo era chiamato dai contadini l’albero degli zoccoli, perché con il suo legno particolarmente leggero si costruivano comode calzature.
Si tratta di un albero a crescita rapida, dal portamento slanciato, che può raggiungere i 25 metri. La chioma, spesso appuntita negli esemplari giovani, tende ad allargarsi con la crescita. Nel territorio del Parco, è facilmente riconoscibile rispetto agli altri alberi per le foglie dalla base cuneata o arrotondata e l’apice ottuso, ma sono soprattutto i frutti che lo rendono inconfondibile. Questi sono raggruppati a costituire delle piccole “pigne” o, più correttamente, pseudostrobili, che rimangono sulla pianta anche per più stagioni. Le squame legnose racchiudono i semi, piccoli acheni alati e leggeri che vengono trasportati facilmente dalla corrente anche molto lontano dalla pianta.
Il legno, non particolarmente duro in condizioni normali, se sommerso si caratterizza per la robustezza e la lunga durata. Per queste proprietà, in passato, è stato diffusamente usato come legname per manufatti sommersi, e ben noto è il suo uso, nel corso della storia dell’uomo, per la realizzazione delle palificate di sostegno delle palafitte. Per esempio è stato impiegato per costruire le fondazioni di molti moli e costruzioni a Venezia e lo stesso ponte di Rialto è realizzato su piloni di ontano.

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