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Loredana Lipperini, fra editoria a pagamento e self-publishing

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Loredana Lipperini, fra editoria a pagamento e self-publishing

12 Aprile
09:22 2012

Editoria a pagamento e self-publishing, nuovi strumenti di comunicazione e marketing, innovazioni delle tecnologie digitali. Il mondo dell’editoria cambia e delinea un nuovo scenario, una nuova prospettiva. Ragionare sulle possibilità di evoluzione e trasformazione di questo settore è l’obiettivo del Seminario Annuale curato dalla professoressa Francesca Vannucchi per il Corso di Laurea Magistrale in “Scienze dell’Informazione, della Comunicazione e dell’Editoria” dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Nuovi (o vecchi?) scenari dell’editoria in Italia, con riferimento al mondo delle professioni, dà voce a tecnici e professionisti che offrono il loro contributo e la loro esperienza. Ospite del primo di un ciclo di incontri che si terranno tra marzo e aprile, Loredana Lipperini. Giornalista e scrittrice, collabora da anni con le pagine culturali del quotidiano La Repubblica, è fra i conduttori di Fahrenheit su Radio Tre e dal 2004 cura uno dei blog più seguiti della rete, Lipperatura. È su questo blog che Loredana Lipperini ha pubblicato la lista degli editori a pagamento e a “doppio binario”, seguita poi dalla scrittrice Michela Murgia che l’ha resa visibile sul suo sito. La lista era stata stilata in precedenza dai redattori del blog Writer’s Dream, ma rimossa a seguito delle minacce e querele da parte degli editori coinvolti, e forse di qualche autore. Loredana Lipperini ha ribadito più volte durante l’incontro del Seminario, coordinato dalle professoresse Francesca Vannucchi e Luisa Capelli, di essere favorevole alla trasparenza e all’onestà. Dare nuova visibilità alle liste, ora anche aggiornate e complete, significa infatti permettere agli autori emergenti di decidere con piena consapevolezza a chi proporre i propri inediti. Perché, però, ci si dovrebbe rivolgere ad un editore a pagamento? La possibilità di pubblicare, infatti, non è mai stata così ampia: vengono presentate circa 160/170 novità al giorno. Gli editori, mai come oggi, hanno ricercato tanti scrittori emergenti, visto che l’esordiente “costa poco”. Loredana Lipperini ha individuato due motivazioni principali: il narcisismo, non a caso l’editoria a pagamento viene definita all’estero come Vanity Press, e la cecità verso i propri scritti. L’editoria a pagamento, infatti, prevede che una serie di funzioni e attività svolte dalla casa editrice siano in realtà finanziate dall’autore, che arriva a pagare una cifra variabile fra i duemila e i quattromila euro per vedersi pubblicato il proprio testo. Lo scrittore, allora, non dovrebbe chiedersi come pubblicare, ma a quale editore affidarsi per poter continuare a restare sulla scena, posto che la vita media di un libro in libreria è di circa quindici giorni. L’editoria a pagamento, ha ribadito Loredana Lipperini, più che essere una democratizzazione, come hanno sostenuto alcuni, sembra essere una scorciatoia per soddisfare le proprie vanità e per concedersi un po’ di visibilità. La rete potrebbe essere, forse, un’alternativa. Grazie ai siti di self-publishing, gli autori procedono, da soli o attraverso delle community, alla revisione dei propri testi pubblicandoli in formato digitale, abbattendo così i costi di produzione e distribuzione. Anche qui, però, sembra mancare la trasparenza. Sul famoso sito di Amazon, infatti, nessuno può vedere le cifre dei libri venduti, mentre la casa editrice inglese Penguin Books, sul proprio portale, invita gli autori emergenti ad usufruire del proprio personale per le attività di self-publishing, ma sembra si richieda anche qui un finanziamento. Quali sono le prospettive? Si vuole scrivere o si vuole pubblicare? Se si è veri scrittori, allora, non basta farsi pubblicare, sperando nel successo. Bisogna allenarsi ai rifiuti, scegliere con capacità a quale editore rivolgersi, per questo Loredana Lipperini ha ribadito la necessità e l’importanza della visibilità delle famose liste. Per il futuro, però, c’è ancora speranza. Basta ricordarsi che l’editoria non è solo business, ma è artigianato, è operazione intellettuale e ingegno. L’ultima tendenza è fare “tutto uguale a tutto”, ma paradossalmente si creano nuovi scenari per chi vuole battere nuove strade. Spazio, allora, agli editor competenti, alle nuove figure che si dovranno occupare di realizzare eBook e formati che li possano supportare, a coloro che si occuperanno di ripensare in maniera intelligente alla funzione del marketing, senza cadere nella contraddizione fittizia fra digitale e cartaceo, fra il bene e il male dell’editoria.

Per visitare il blog di Loredana Lipperini: http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/

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