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L’Orestiade incanta Tusculum

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L’Orestiade incanta Tusculum

Maggio 15
15:46 2009

Cinquecento presenze sabato sera e almeno la metà alla replica di domenica, nonostante la pioggia e il vento che hanno colpito Tuscolo nel pomeriggio spazzando via anche parte della scenografia, costituiscono un bilancio più che positivo per le due serate al Teatro Romano di Tuscolo, organizzate dalla Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, che hanno segnato l’avvio di una collaborazione sperimentale con la fondazione INDA – Istituto nazionale del Dramma Antico – mirata ad inserire il teatro tuscolano in un circuito d’eccellenza delle rappresentazioni classiche insieme a Siracusa e Paestum.
“Questo spazio archeologico di Tuscolo, così lontano dall’urbanizzazione e carico di una particolare suggestione – ha commentato il Sovrintendete Inda Fernando Balestra, nel suo intervento alla prima – sembra pensato proprio per la grande tragedia classica. Anche se antichissima, essa è sempre attuale negli interrogativi che ci pone, come quelle della giustizia e dell’accettazione del diverso, tutt’ora irrisolti”. Temi trattati proprio nello spettacolo Canti e suoni dall’Orestiade che, ispirato alla trilogia tragica di Eschilo, sintetizza i tre atti dell’Orestea – composta dall’Agamennone, le Coefore e le Eumenidi – costruendo un racconto tragico che inizia con l’uccisione di Agamennone da parte della moglie Clitennestra insieme all’amante Egisto, nel momento del ritorno a casa dalla guerra di Troia.
Una scia di sangue che prosegue con la vendetta del figlio Oreste contro la madre Clitennestra, per poi precipitare nella disperazione del rimorso, rappresentato dalle terribile dee Erinni, pacificate solo alla fine dall’intervento di Atena, che assolve Oreste, indicando nella democrazia della polis la soluzione di ogni efferatezza umana. In scena per circa un’ora e mezza, il coro di Siracusa, in una performance di recitato, canto e danza che ha esaltato l’eccezionale livello artistico del cast, applauditissimo nonostante l’assenza di grandi nomi (eccetto forse quello dell’attore Maurizio Donadoni, nei pani di Agamennone prima e di Oreste poi).
L’evento, che ha ricevuto per iscritto i saluti e gli auspici del Governo, ha registrato presenze illustri come quella della regina mondiale della danza Carla Fracci e della nipote di Pier Paolo Pasolini, signora Chiarcossi, che ha concesso i diritti per l’utilizzo della traduzione dal greco del testo, che Pasolini ne fece negli anni ’60 e da allora rimasta inutilizzata. Anche il Maestro Albertazzi, per la prima volta assente da Tuscolo, dopo averne sponsorizzato la causa per cinque anni dal 2003, ha dato la sua benedizione a questo accordo artistico con l’Inda, facendo pervenire dall’organizzatore artistico del Teatro di Tuscolo Salvatore Aricò i suoi complimenti e auguri, convinto che Tusculum possa aver trovato davvero la sua vocazione migliore, anche in considerazione del progetto culturale complessivo sull’area, con il progetto di Parco Archeologico che la Comunità Montana Castelli sta realizzando e che a settembre vede la riapertura di una nuova campagna di scavi, che il Ministro alla Cultura Sandro Bondi ha dichiarato di voler inaugurare. L’impegno è stato preso con il Presidente della Comunità Montana, durante la conferenza stampa di presentazione dello spettacolo, avvenuta proprio presso il Ministero dei Beni Culturali a Roma.

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