Notizie in Controluce

Marienbad, un libro di grande impatto umano

 Ultime Notizie

Marienbad, un libro di grande impatto umano

Marienbad, un libro di grande impatto umano
Marzo 09
17:46 2020

Marienbad (a cura di Barbara Stazi – Paolo Loffredo editore)

Siamo di fronte a un lavoro di squadra, una collaborazione a Roma, tra l’Università di Tor Vergata e l’istituto Villa Flaminia e gli alunni di questo Liceo. Il titolo Marienbad, preso a prestito dalla cittadina termale della Repubblica ceca, ci affida un’antologia di testi in prosa e in poesia. Il prof. Fabio Pierangeli (instancabile e generoso promotore culturale), che dirige, con la prof.ssa Elisabetta Martino (entrambi dell’Università di Roma-Tor Vergata) laboratori di scrittura creativa nell’ateneo romano, scrive nella quarta di copertina: “Singolari e avvincenti storie, tra realtà e ricreazione fantastica, si nascondono nella vita dei ragazzi: la scrittura le porta alla luce con la forza dirompente del linguaggio” e questi esercizi di scrittura si sono rivelati “strumento di conoscenza e comunicazione interpersonale”.

Nella prefazione il prof. Marco Camerini ci parla circa la qualità dei testi che via via si svelano alla nostra lettura: “Sorprendentemente lirico lo stile di molte prose della raccolta…” e allora si snodano i racconti e le poesie e si impongono con forza alla nostra attenzione. Nel breve racconto “Il maratoneta” del noto scrittore Eraldo Affinati si svela subito il compito dello scrittore: “…sottolineare ciò che già esiste, oppure rischia di essere trascurato”. Altri temi vengono trattati nei brani che si susseguono: nel racconto “Un ragazzo speciale” di Jasmin Al Salhi è descritta la solitudine di chi è autistico, mentre in “Maison Nani” di Claudia Carella si pone l’attenzione sull’adozione e il desiderio quasi inevitabile, per chi è adottato, di conoscere il proprio passato, ma soprattutto la madre biologica. “Caro Diario” di Mariateresa Greco ci fa entrare in punta di piedi nel mondo della disabilità: il protagonista del racconto dopo momenti di depressione ha anche sprazzi di speranza: “Perché proprio a me?… Non voglio prestare attenzione a ciò che non ho, ma a quello che possiedo… Io valgo più del mio corpo”. Il protagonista affida al suo diario anche pensieri estremi, ma alla fine prevale una sorta di saggezza: “Non posso cambiare la direzione del vento, ma sistemare le vele in modo di raggiungere la destinazione”.
“Fuori di testa”, di Daniele Morelli, ci proietta nel futuro, nel 2040, e ci presenta una umanità alle prese con malattie legate all’uso eccessivo di mezzi tecnologici: telefonini e simili. È un delicato avvertimento per noi tutti del 2020…
“Momenti spensierati”, di Massimo Simeone, è una storia di amicizia di 5 ragazzi che volevano trascorrere una giornata estiva insieme, ma avevano un appuntamento fatale alle 11.36 su un ponte: il ponte Morandi, crollato a Genova il 14 agosto del 2019 alle 11,36…
In “Globe Theatre” di Katiuscia Torquati c’è un altro appuntamento: l’incontro con l’attore Gigi Proietti per esporgli il progetto di scrivere la sua tesi di laurea su di lui e tutte le emozioni che ha la protagonista in quel momento: gioia, terrore di parlare, tachicardia… ma tutto si dissipa di fronte all’affabilità e all’ironia dell’attore. Chiara Profidia, in “Felicità”, ci porta per mano per le stradine del centro di Roma e ci sottolinea “l’importanza di un gesto quotidiano”: fare l’elemosina a un mendicante.
“L’altra metà della mela”, di Raffaella Rocconi, è la confessione struggente di una ragazza e il suo rapporto con il cibo, con la bilancia, con il suo corpo: l’anoressia la sta distruggendo… C’è una frase che inchioda: “Vorrei vivere, ma voglio morire. Vorrei morire, ma voglio vivere” e urla la disperazione della protagonista. Un brano che dovrebbe essere letto in ogni aula scolastica, dalle scuole medie in poi, per riflettere, portare in superficie un grave problema per sottoporlo con forza al mondo della sanità.
In “Prospettive” di Ansou Cissé, c’è la gratitudine del protagonista verso l’Italia che lo ha accolto e      ringraziamenti per le insegnanti che gli hanno svelato le bellezze del nostro idioma. Tale tema lo ritroviamo anche in “Segni” di Ahmad Taha e l’ultima frase del racconto: “Quando senti il dolore dell’altro vuol dire che sei umano” ci fa capire ancor di più il mondo dell’emigrazione.
“L’indifferenza”, poesia di Hillary Mbouwe, ha un contenuto forte e analizza con realismo il problema dell’indifferenza. È un lungo elenco che possiamo più o meno condividere, ma entra in ognuno di noi, isolato talvolta dagli altri per vari motivi: l’indifferenza è silenzio, è debolezza, è una scelta di vita…
Terribile nel suo realismo crudo e magico, potente nelle descrizioni di un corpo che si sta trasformando in morte, il breve racconto “La mela verde” di Barbara Stazi, ove l’ambiguità dell’essere pone tutti di fronte alla scelta fra l’esistere e il rifiuto della vita.
Molto attuale e con una valida sottile vena di ironia “Il lungo viaggio di un esercito di lenticchie” di Caterina Lorenzi circa la questione dell’alimentazione, dei controlli che servono dagli addetti, della necessità di comprare prodotti a Km zero e di orientarsi sempre più verso i nostri prodotti italiani, perché noi abbiamo maggiori controlli circa i pesticidi. Con le parole dell’autrice: “…scopro che siamo letteralmente invasi da un esercito silenzioso di lenticchie canadesi. Viaggiano impastate di glifosate… molto usato nelle produzioni intensive” vi affido alla lettura di questa valida antologia che con temi attuali (l’emigrazione, l’autismo, la solitudine, il cibo, l’alimentazione…) e un linguaggio vivo, incisivo ci fa scoprire, attraverso la scrittura, il mondo dei nostri ragazzi, le loro paure, il loro disagio, i valori e una saggezza imprevista, nonché note di speranze che fanno bene a tutti noi.

Articoli Simili

0 Commenti

Non ci sono commenti

Non ci sono commenti, vuoi farlo tu?

Scrivi un commento

Scrivi un commento