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Marino, le conclusioni del 7° convegno sulla radioattività naturale negli ambienti confinati

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Marino, le conclusioni del 7° convegno sulla radioattività naturale negli ambienti confinati

03 Dicembre
10:34 2014

L’antefatto era rappresentato dalla mancata comunicazione dei nuovi valori di concentrazione della radioattività nelle aule oggetto delle operazioni di bonifica; situazione che ha allarmato alcuni genitori e docenti direttamente interessati.

L’intervento chiaro e lineare della dottoressa Rosabianca Trevisi, ricercatrice dell’INAIL, ha placato l’ansia degli interessati e soddisfatto la curiosità degli intervenuti. Dapprima ha ricordato che la bonifica è stata realizzata provocando una depressione nel terreno nei pressi della o delle aule interessate, in modo da aspirare il gas Radon e convogliarlo in aria ad una altezza che superi la copertura del fabbricato. Poi ha ricordato che se è vero che, per certificare il buon esito della bonifica, si debba attendere un anno per avere la nuova misura di concentrazione annua della radioattività, è altrettanto vero che in questo periodo si susseguono le misurazioni puntuali delle concentrazioni per testimoniare sia l’efficacia temporale della depressione provocata dall’aspiratore, sia per definirne l’efficienza, e cioè se si debba necessariamente aspirare H24 o sia possibile alternare brevi periodi di non aspirazione, ma sempre garantendo un valore di concentrazione minima a salvaguardia della salute del personale e dei bambini.

E’ intervenuto anche il sindaco Fabio Silvagni che ha espresso la volontà di proseguire l’azione per la bonifica della sede comunale, oltre che far sottolineare alla popolazione che il territorio comunale essendo localizzato, come tutti i castelli romani, nell’area del vulcano laziale, risulta soggetto a periodici e storici sciami sismici ed alla emissione dal terreno dei gas vulcanici, quali l’anidride carbonica, l’idrogeno solforato ed il radon [detto in poche parole il Radon, essendo ubiquitario, non si limita ad entrare soltanto negli immobili comunali, per cui la misurazione è la prima cosa da far fare].

La proiezione delle concentrazioni di radioattività rilevate nei castelli romani, mentre ha confermato che il fenomeno riguardi più o meno tutti i comuni, ha anche evidenziato che Rocca di papa presenta la situazione più critica.

Si è inoltre ricordato: che dal 2004 esiste il piano nazionale per il radon; che dal 2007 non è stato formulato quello regionale; che la nuova direttiva Euratom ha praticamente dimezzato il limite italiano oltre il quale si impone l’intervento di bonifica; che il direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica della nostra Azienda USL Roma H ha inviato una lettera circolare per ricordare ai Sindaci i nuovi doveri loro imposti dalla direttiva sopra citata.

Il Convegno è stato partecipato, ma non presenziato, ai datori di lavoro pubblici, cioè Sindaci e Dirigenti Scolastici degli Istituti Comprensivi dei Castelli Romani, ed ai sindacati provinciali della Scuola

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