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Marino senza tares, ma con tarsu maggiorata del 28% rispetto al 2011

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Marino senza tares, ma con tarsu maggiorata del 28% rispetto al 2011

15 Dicembre
10:03 2013

Per meglio comprendere di cosa si stia parlando è opportuno ricordare le modalità di calcolo che per la tarsu, prevedono di ripartire il costo del servizio rifiuti dividendolo soltanto tra le superfici delle abitazioni e dei locali, tutte moltiplicate dai fattori che il Consiglio comunale approva di anno in anno; mentre per la tares, avendo introdotto il principio ” chi produce più rifiuti di più paghi, il costo totale del servizio oltre che con le superfici, come per la tarsu, viene ripartito anche sulla base delle quantità di rifiuti prodotti dalle singole utenze.
Questo principio si realizza: * per le utenze domestiche, conteggiando il numero dei componenti il nucleo familiare ( i rifiuti prodotti da una persona sono sicuramente inferiori a quelli prodotti da tre o quattro componenti familiari); * per le utenze non domestiche (cioè le attività produttive insediate sul territorio comunale), il riparto del costo avviene sulla base dei rifiuti che caratterizzano ogni tipo di attività produttiva, secondo i fattori moltiplicativi approvati dal Consiglio comunale e che variano da un minimo per gli autosaloni ad un massimo per mense, trattorie o pizza a taglio.
Risulta chiaro che il calcolo della tarsu (tassa sui rifiuti) è una patrimoniale, dato che si basa soltanto sulla superficie, mentre la tares (tariffa rifiuti e servizi) aumentando il numero di grandezze di triparto – superfici e fattori di produzione per ogni attività produttiva secondo cui ripartire il costo del servizio – ne consegue che le tariffe che scaturiscono dai calcoli siano più rispondenti alle caratteristiche di ogni utenza domestica o non domestica. In tal modo si riesce a ridurre o annullare la disparità di trattamento generata dalla semplice ripartizione sulla base delle superfici occupate.
Se l’utenza risente in modo più o meno negativo delle tariffe che derivano dal calcolo secondo la tarsu, le casse comunali e l’amministrazione non ne risultano minimamente interessate, in quanto i fattori moltiplicativi approvati dal Consiglio assicurano comunque un’entrata pari al costo annuo.
Chiarito il danno per l’utenza dovuta al calcolo delle tariffe, una parola sull’eccessivo costo annuale del servizio. Infatti questo costo cresce in modo quasi esponenziale di anno in anno [6.246.000€ nel 2011; 7.105.000€ nel 2012; 7.986.000€ nel 2013] per avere un servizio in contrasto con la legge, a danno delle popolazioni che vivono nei pressi delle discariche, oltre che inefficace ed inefficiente.
Parlando di costi, il Comune di Velletri con 20.000 abitanti in più di Marino presenta un costo di 8.657.000€, mentre Ciampino, praticamente a parità di abitanti, ha un costo di appena 6.107.000€..
Abbiamo ripreso e sottolineato il costo del servizio, perché anche a parità di fattori di riparto, è chiaro che più è alto il costo e conseguentemente più alte risultano le tariffe, e questo purtroppo è il nostro caso, in quanto da una parte dobbiamo pareggiare un costo troppo alto e dall’altra siamo assoggettati ad un calcolo delle tariffe secondo la tarsu e che, probabilmente, è calcolata con una insufficienza di dati – parliamo di “insufficienza” in quanto ne abbiamo chiesto la pubblicazione o la visione, ma senza avere alcun riscontro ” alla faccia della trasparenza” –.
Una parola su quanto paga l’utente ciampinese e quello marinese, nel caso si tratti di una famiglia, composta da tre persone e che vive in 80 mq; ebbene il ciampinese per il solo servizio rifiuti urbani paga nel 2013 – 192,33 €, mentre il marinese 296,00€ (a pensare che a detta del sindaco e dell’assessore del tempo, il sistema di raccolta stradale è stato adottato per diventare esempio luminoso nei castelli romani oltre che per favorire la popolazione marinese).
Ma tanto è, così è se vi pare.
corrado colizza

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