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MIGRANTI, IL SINDACO D’ACUTI: UNA NORMA PER IMPEDIRE CENTRI DI ACCOGLIENZA NELLE ABITAZIONI CIVILI

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MIGRANTI, IL SINDACO D’ACUTI: UNA NORMA PER IMPEDIRE CENTRI DI ACCOGLIENZA NELLE ABITAZIONI CIVILI

Settembre 06
15:43 2018

MIGRANTI, IL SINDACO D’ACUTI: “UNA NORMA PER IMPEDIRE CENTRI DI ACCOGLIENZA NELLE ABITAZIONI CIVILI: LA MIA RICHIESTA AL MINISTRO SALVINI”

 

“Un fenomeno preoccupante, che meriterebbe una norma ad hoc. I coordinatori dei centri di accoglienza, direttamente o tramite terzi, affittano abitazioni che poi mettono a disposizione dei rifugiati; fornendo una semplice dichiarazione di ospitalità e, di fatto, aggirando la normativa. Ho scritto questo al vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per fare presente che il passo successivo è quello di richiedere la residenza anagrafica nel Comune ove sono questi appartamenti”, lo dichiara il sindaco di Monte Compatri, Fabio D’Acuti.

“Una situazione, questa, che meriterebbe attenzione nella gestione del complesso sistema di accoglienza. Come Sindaco, inoltre, ho sempre manifestato la mia contrarietà alla apertura di CAS sul territorio di Monte Compatri; più in generale, non possiamo tollerare che lo status di rifugiato arrivi dopo 24 mesi dall’arrivo nel nostro Paese”, aggiunge il primo cittadino monticiano.

“Situazione aggravata dall’abitudine di prendere in locazione alloggi civili per trasformali in veri e propri centri per migranti. Ai fini dell’ottenimento della residenza dei richiedenti asilo, servono l’acquisizione della documentazione dalla quale risulti che l’immobile è stato formalmente adibito a Centro di accoglienza, l’individuazione di un referente a capo della convivenza del CAS stesso”, continua D’Acuti.

“A Monte Compatri è stata sospesa una richiesta di iscrizione anagrafica di richiedenti asilo formalmente assegnato a un Centro accoglienza in quanto priva della documentazione dalla quale risulti che l’immobile sia stato – formalmente – adibito a Cas e perché priva dell’individuazione del referente. Documenti che, allo stato, non siamo in grado di sapere se esistano o meno”, spiega ancora il sindaco monticiano.

“Inaccettabile, specie nei piccoli Comuni, che la massima Autorità Governativa non possa partecipare al processo autorizzatorio, finalizzato al riconoscimento della qualifica di Centro di Accoglienza, benché realizzato in private abitazioni, viste le numerose ripercussioni sulla vita sociale ed economica della Comunità. Non da ultimo il caso dei migranti, arrivati in Sicilia sulla nave Diciotti e trasferiti sui Castelli Romani, che si sono allontanati dalla struttura di Rocca di Papa nelle scorse ore”, afferma l’inquilino di Palazzo Borghese.

“Per tutti questi motivi ho scritto al ministro Salvini per chiedere di predisporre, anche in via d’urgenza, una normativa che preveda, almeno nei Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti, l’impossibilità di adibire strutture, siano esse pubbliche o private, a Centri di Accoglienza, senza la preventiva autorizzazione espressa del Sindaco. Perché, come tale, ho il dovere di salvaguardare una comunità che, come nel nostro caso, vede già una presenza di cittadini stranieri che supera il 13% dei residenti”, conclude il sindaco di Monte Compatri, Fabio D’Acuti.

 

 

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