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Montenero festeggia i maccheroni a fezze

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Montenero festeggia i maccheroni a fezze

luglio 17
06:02 2014

pittoresco borgo di Montenero Sabino celebra questa specialità insieme ad altre ricette tipiche di questo tratto del reatino, per la 14esima edizione di una Sagra nella quale lo spettacolo e il piacere del palato sono assicurati.

Da queste parti la ricetta originale dei “maccheroni a fezze” si tramanda di madre in figlia da tantissimi anni: l’impasto viene a lungo lavorato e quindi trasformato in un unico, lungo filo di pasta; poi viene raccolto nella fatidica matassa (dal nome dialettale di fezza) e successivamente cotto e condito con sugo di carni miste o con un pesto a base di olio extravergine, aglio (crudo e intero) e maggiorana. Dalle 19 in poi, nella piazza centrale del paese si potranno gustare i “maccheroni a fezze” insieme ad altri piatti della tradizione come il dolce tipico della festa, la “ciambella all’anice di Montenero”, il tutto accompagnato dall’ottimo vino locale e dagli spettacoli di musica dal vivo. In occasione della Sagra sarà anche organizzata una mostra di pittura nel cortile del Castello Orsini, e si potranno visitare gli spazi interni della rocca medievale, ammirando il suggestivo panorama sul paese e sulle campagne che lo circondano.

Situato su un costone dei Monti Sabini e racchiuso tra i torrenti Riella e Petraro, l’abitato di Montenero Sabino ha la tipica struttura a spina di pesce, con una doppia fila di case intervallate da angusti vicoli e disposte ai lati di un’unica strada, l’attuale Via Roma, che collega le due estremità del borgo, la Chiesa parrocchiale in basso e la poderosa mole del Castello in alto. La Chiesa dedicata al Patrono del paese, San Cataldo Vescovo, fu ristrutturata nel 1735 ma conserva ancora tracce della struttura medievale; al suo interno si possono ammirare gli splendidi stucchi, gli affreschi barocchi e la statua della Madonna, una scultura lignea del ‘800 a cui gli abitanti di Montenero diedero il nome di “Madonna della Maternità” per le dolci sembianze del volto. I più antichi documenti provenienti dall’Abbazia di Farfa, in cui viene menzionato il Castrum Montis Nigri, risalgono al 1023; il nome Montenero sembra possa derivare dalla presenza della pietra focaia in questo territorio, ma anche dai folti e oscuri boschi che lo circondano. Già, un’altra caratteristica di questo borgo è quella di essere immerso in un paesaggio dal sapore antico, in cui la presenza dell’uomo non è invadente e dove si può godere del benessere che donano ettari e ettari di montagne ricoperte di lecci e querce.

Scheda
Luogo – Montenero – Rieti
Data – 19 luglio

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