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Mostra Nicola Spezzano da Storie Contemporanee

Mostra Nicola Spezzano da Storie Contemporanee
Novembre 24
12:26 2021

I “paesaggi di memoria: variazioni” di Nicola Spezzano, visioni tra Rêverie e Cosmo.
“Non si vede il mondo se non si sogna ciò che si vede. In una rêverie solitaria che amplifica la
solitudine di colui che fantastica, si uniscono due profondità e si ripercuotono come una eco dalla
profondità dell’essere del mondo alla profondità dell’essere di colui che fantastica. Il tempo è
sospeso senza ieri né domani. Il tempo è inghiottito nella duplice profondità e di colui che
fantastica. Il mondo è così maestoso che non accade più nulla. Il mondo riposa nella sua
tranquillità” . (Gaston Bachelard, Rêverie e Cosmo, in La poetica della rêverie, 1960)
È nella condizione di una assoluta solitudine, come sottrazione della presenza degli altri imposta
da una Norma superiore in una situazione di eccezionalità, che germinano, quali sequenze di un
unico flusso di rêverie, questi “paesaggi di memoria: variazioni” di Nicola Spezzano, quasi ad
evocare, nelle loro qualità concettuali e formali, nella loro imagerie, i territori sempre variati di
suggestioni di una stessa “poetica della rêverie”. Solitudine di “colui che fantastica” che
corrisponde all’immagine di un mondo sognato “così maestoso” da essere solitario, vuoto della
presenza dell’uomo. Tale che solo l’ininterrotto fluire della memoria è in grado di suscitare,
attraverso l’ininterrotto fluire del colore, immagini di paesaggi che sembrano appartenere più alla
dimensione della rêverie sull’infanzia che non a quella di una realtà effettuale pure lontana nel
tempo. Sequenze di un unico flusso di rêverie, fissato in flash e messe a fuoco ravvicinate
attraverso la misura raccolta della tela, quadrata o rotonda, indagate attraverso la sapienza della
pennellata fluida e trasparente, così come fluida e trasparente è la qualità del colore, dove
Improvvise accensioni cromatiche si levano dalla tessitura distesa in una subitanea vibrazione
della memoria che impenna le variazioni.
Il più recente ciclo pittorico di Nicola Spezzano, i “paesaggi di memoria: variazioni”, costituisce
la rappresentazione sub specie aesthetica della fase di riflessione sul tema centrale della sua
ricerca, la Natura, che l’artista è venuto svolgendo nei trascorsi mesi della pandemia, a partire
dalla mostra già programmata per il marzo 2020 e poi sospesa e rinviata. All’inizio era “Un Albero”
– installazione di un Albero/Totem, ossimoro di materiale povero e ricchezza della visione dipinta –
sul filo coerente della ricerca che Nicola Spezzano ha condotto negli anni, a partire dalle sue
cartografie, intorno alle modalità della conoscenza e della rappresentazione “etica” del mondo e
della natura. Muovendo da tale costante, su questa è venuta a incidere la rilevanza
dell’“assunzione di responsabilità” rispetto al tema “Natura”, di cui il virus è stato un
segno/segnale, con la tensione a recuperarne una forma e uno spirito primigenio, uno stato
originario, da infanzia del Mondo – da declinare in assoluta assenza della presenza dell’Uomo – in
una visione etico-estetica cui dare forma attraverso il rigore del disegno e dell’indagine sul colore.
Nascono da qui la poetica e il linguaggio dei “paesaggi di memorie”.
Elaborato tra la fine del 2020 e il 2021, il ciclo pittorico dei “paesaggi di memoria: variazioni” di
Nicola Spezzano, costituito da un insieme coerente e coeso di dipinti di piccolo formato e carte,
dà quindi forma al trasformarsi di un tema e di un pensiero visivo di cui perviene ad esperire le
molteplici variazioni con assoluta libertà formale e linguistica, affidandole al riaffioramento
memoriale di luci, colori, profumi legati ai paesaggi dell’infanzia dell’artista, qui assunte quale
metafora universale del tema “Natura”.

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