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Natale Sciara: il poeta marchigiano testimone di Ciampino si racconta

12 Gennaio
19:48 2020

Il poeta marchigiano Natale Sciara, testimone di Ciampino e vero e autentico riferimento per la cultura dei Castelli Romani si racconta a 360°

Natale Sciara è un fiume in piena! Nel suo nome c’è un po’ del suo destino: nato a Jesi, la città di Federico II e Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi, il 25 dicembre del 1941. Desideroso di raccontare il suo vissuto fatto di tanti incontri e di altrettanti emozioni si definisce creativo e idealista supportato e sopportato dalla moglie.

Sciara è un vero e autentico riferimento per la cultura dei Castelli Romani. Nella sua sterminata produzione letteraria, ben dodici libri pubblicati, ha senza dubbio privilegiato la poesia perché è l’arte per eccellenza senza, per questo, tralasciare la prosa e la saggistica. Natale è anche un diarista e i suoi diari li ha mandati alla Fondazione Artistica del comune di Pieve Santo Stefano.  Per lo stesso Natale i componimenti in versi devono avere originalità nel ritmo e musicalità. Le sue rime nascono da un’emozione, da una forte esigenza interiore che interseca un pensiero libero. La sua è anche una ricerca filosofica e metafisica che guarda all’immanenza: vale a dire a tutto ciò che risiede nell’essere che ha in sé il proprio principio e la propria fine. Nella sua sterminata produzione letteraria ha spaziato nel suo vissuto passando con leggerezza dal tema della memoria, a quello della bellezza femminile, dal distacco, al gesto atletico, dalla sua città natale Jesi, a quella d’adozione Roma e Frascati. Solo per un momento il suo volto sorridente e fiducioso si vela di tristezza quando ammette: “non mi sento compreso dalla politica.”

Un rammarico reale il suo che vede nel suo serio impegno un testimone dei cambiamenti anche cittadini. Attraverso i suoi libri si può comprendere Ciampino come comune autonomo dal 1974. E Natale sottolinea: “Ho ricordato i 25, i 30, i 35 e i 40 anni della Costituzione del Comune e in occasione dei miei 70 anni ho composto un libro in prosa nel quale si ritrovano tutte le istanze socio-culturali ciampinesi.”

Parla “della congrega di Alberto Moravia anche se è stato superato da Elsa Morante e da Pier Paolo Pasolini”.  Di quest’ultimo si reputa un profondo e attento conoscitore, sul quale ha scritto quattro saggi. Pur con tutte le contraddizioni del suo pensiero è, a suo avviso, colui che ha rappresentato meglio un’epoca: il passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale: lo considera “l’ultimo rinascimentale” perché ha saputo esprimersi ai massimi livelli in tutti i campi nei quali si è cimentato, “anche se non è mai stato il numero uno in nessun campo” come sottolinea lo stesso Natale.

Porta avanti la rassegna ‘I martedì della Pro-Loco nella Sala Consiliare di Ciampino a cui ha dato vita  24 anni fa. Il suo lavoro è stato enorme ed egli stesso se ne meraviglia. Il successo dell’iniziativa è dovuta sia alla varietà degli argomenti che si occupano di attualità e la varietà di relatori. L’ultimo in ordine di tempo ‘Le donne del primo ‘900 e la letteratura’ alla presenza di  Maria Borgese e del poeta Antonio Veneziani. Lo stesso Natale afferma che non ha mai chiesto compensi per dei pezzi di critica perché per lui è importante portare avanti il suo modo di vivere, di poeta impegnato ad organizzare eventi culturali e a condividere l’amore per la cultura con la cittadinanza. È stato citato e recensito su diversi periodici locali e nazionali. La città di Ciampino è disseminata dalla poesia di Sciara: nelle sue aiuole, nella stazione e nel Museo permanente del 31° Stormo presso l’Aeroporto.

 

 

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