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Nell’antico borgo di Trevi nel Lazio si inaugura il 3 maggio Via dei Canti

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Nell’antico borgo di Trevi nel Lazio si inaugura il 3 maggio Via dei Canti

aprile 17
16:47 2019

Nell’antico borgo di Trevi nel Lazio si inaugura il 3 maggio

Via dei Canti

tre opere scultoreo-musicali adattive sul Cammino di Benedetto realizzate dalle artiste Laura Bianchini e Licia Galizia. 

Ispirate agli elementi dell’acqua, della terra e dell’aria, le opere interagiscono con il visitatore, che diviene protagonista dell’esperienza artistica, lungo uno dei percorsi dei Cammini della spiritualità.

 

Fra i vincitori del progetto Arte sui cammini promosso dalla Regione Lazio nell’ambito del Sistema di valorizzazione Cammini della spiritualità, si inaugura il prossimo 3 maggio (ore 17) nell’antico borgo di Trevi nel Lazio, in provincia di Frosinone, VIA DEI CANTI tre opere scultoreo-musicali adattive di Laura Bianchini e Licia Galizia, realizzate dal Centro Ricerche Musicali – CRM. Lungo il Cammino di Benedetto, saranno allestite tre opere permanenti, dal titolo “Foce”, “Aquiloni”, “Terra e Cielo”. Concepito dalla compositrice Laura Bianchini, originaria di Trevi nel Lazio, in collaborazione con la scultrice e artista visiva Licia Galizia, VIA DEI CANTI è un progetto ampio e complesso che fonde, attraverso avanzate tecnologie, la parte musicale con quella plastica e fa della partecipazione e creatività del pubblico gli elementi essenziali e fondanti.

 

Incastonate in tre diversi luoghi del centro storico, le opere ricreano un percorso sensoriale che corre parallelo all’esplorazione del borgo e ai pellegrinaggi. Gli interventi artistici ridisegnano lo spazio pubblico in maniera visiva e acustica, seguendo la narrazione ancestrale degli elementi naturali acqua, aria e terra. Borgo immerso nella natura, ricco di vegetazione, di aria e di acque incontaminate in cui lo spirito si può rigenerare immergendosi in un totale ascolto di sé, Trevi – il cui significato è trivio – accoglie concettualmente la poetica e la struttura dell’installazione su tre elementi.

 

L’incontro con ciascuna delle opere – spiegano le due artiste Laura Bianchini e Licia Galizia – rappresenta un tempo e un luogo di partecipazione creativa. Con la sua presenza e la sua azione il visitatore interagisce con esse determinando una variazione musicale: le opere sono in grado, in modo diverso, di distinguere la posizione, la quantità e la velocità dei  gesti tattili o sonori del visitatore. Ogni opera si trasforma nel tempo ‘adattandosi’ al contesto ambientale” e questo permette di interagire con timbri, movimenti nello spazio e altezze dei suoni, che si rinnovano costantemente, come il tempo e i modi della fruizione“.

 

All’acqua è ispirata Foce, la prima installazione che incontra il visitatore sul cammino arrivando al centro del paese nella piazzetta di Largo Aniene. L’opera è concepita per essere radicata nel muro in pietra della piazzetta, supporto e base per l’installazione di strutture in acciaio inox che si articolano in un succedersi di forme curve e aperte che, ricordando il fluire dolce e armonico dell’acqua, vanno a confluire nella fontana,  integrata all’opera.

L’opera rileva la presenza del visitatore che, azionando la leva della fontana, attiva eventi e variazioni musicali rendendo l’installazione vitale e dialogante. La musica prende avvio dal suono dell’acqua che si trasforma nel tempo, seguendo l’interazione del pubblico con un’articolazione polifonica che fa emergere, a tratti, dei canti. Il suo carattere musicale è fluido, intimo e a volte vivace e coinvolgente.

 

All’aria e al vento caratteristico del territorio, è ispirata Aquiloni, la seconda opera del percorso che conduce all’acropoli ed è situata a metà del percorso. L’opera, che verrà realizzata in rame con diverse colorazioni, nasce per occupare la parte alta del passaggio di piazza degli Angeli che presenta un doppio arco a tutto sesto in pietra. L’opera sarà posta in alto, sotto le travi a cui è ancorata e, come fosse un intreccio di rami, si estende per tutta la superficie del passaggio, affiorando dai due archi per rendersi visibile all’esterno. Una struttura aerea, agile e leggera, che ricorda la natura degli aquiloni o delle ali di uccello. Il visitatore che passa dà vita all’opera sollevando e muovendo le braccia verso l’alto. In questo modo dando vita a variazioni musicali (velocità, direzione, variazione dei timbri e degli accadimenti, in stretta relazione con la natura dei gesti (veloci, ampi, improvvisi …). Ciò permette di accogliere il pubblico con suggestioni sonore cangianti che narrano lo scorrere del tempo e l’incidenza che questo ha nella percezione del luogo.

 

Terra e Cielo è l’ultima delle tre opere, posta nella parte più alta del borgo, in Piazza Capitano Massimi, da dove si può scorgere da un lato la grande vallata, dall’altro la parete esterna del Castello. Realizzata in acciaio cortèn, è un’opera ispirata alla terra: nasce infatti da essa assumendo nella parte iniziale la forma di faglie che emergono dal terreno, si innalzano creando un solido basamento per gli elementi che pian piano proseguono, trasformandosi in condotti sagomati di varie dimensioni. Questi ultimi si inerpicano in alto, si diramano fin verso il cielo, si frastagliano e, come canne d’organo di varia grandezza, diffondono la musica all’intera area circostante; un riferimento suggestivo. al prezioso organo barocco del Bonifazi, che si trova nella Collegiata di Santa Maria Assunta (XIII sec.). L’opera interagisce con il visitatore quando questi si avvicina ai condotti più sottili e soffia, canta o parla all’interno di essi. L’azione viene rilevata, dà vita ad un evento musicale ma allo stesso tempo viene elaborata, integrata e mutuata nella musica. I timbri seguono la forma plastica, austeri e gravi alla base lungo i suoi elementi si trasformano quasi a divenire un canto corale che si diffonde nello spazio circostante e si libera nell’aria.

 

Affiancano le due artiste un gruppo di lavoro con competenze interdisciplinari che ha maturato un’ampia esperienza nella realizzazione di forme d’arte integrate: Michelangelo Lupone (al quale si deve l’invenzione delle tecnologie e il progetto sonologico), Emanuela Mentuccia (progetto esecutivo e inserimento paesaggistico), Alessio Gabriele, Silvia Lanzalone (progetto software di controllo e musicale), Isabella Indolfi (progetto curatoriale). Le opere saranno realizzate dal Centro Ricerche Musicali, centro all’avanguardia per la ricerca artistico-scientifica e per la promozione della cultura musicale, fondato nel 1990 a Roma, ove sono state realizzate in forma temporanea e permanente installazioni d’arte per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico del nostro paese (collaborando, fra le altre, con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale e la Sovrintendenza dei Beni Archeologici di Pompei ed Ercolano), ma anche con Musei e Siti archeologici di  Belgrado, Cairo, Istanbul, San Paolo di Brasile, New Delhi.

 

Ufficio stampa: Sara Ciccarelli, , sara.ciccarelli@fastwebnet.it

 

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VIA DEI CANTI

Laura Bianchini ideazione, progetto artistico e realizzazione musicale

Licia Galizia ideazione progetto plastico-spaziale e realizzazione sculture

 

Michelangelo Lupone  ideazione progetto sonologico

Emanuela Mentuccia progetto esecutivo e d’inserimento paesaggistico

Alessio Gabriele, Silvia Lanzalone  progetto software di controllo e musicale

Isabella Indolfi progetto curatoriale

 

Produzione e realizzazione Centro Ricerche Musicali – CRM, Roma

 

Info: info@crm-music.it

Via Giacomo Peroni 452, 00131 Roma t +39 06 45563595 f +39 0645563590 e info@crm-music.it w crm-music

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