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#Nonleggeteilibri – Expo 58, l’Europa prima dell’Europa

#Nonleggeteilibri – Expo 58, l’Europa prima dell’Europa
Settembre 23
10:13 2020

«Non leggete i libri fateveli raccontare» (Luciano Bianciardi)

(Serena Grizi) Expo 58 (titolo originale: Expo 58) di Jonathan Coe, Feltrinelli 2019 traduzione di Delfina Vezzoli € 9,00 isbn 9788807892325 e-book € 6,99. Disponibile al prestito inter bibliotecario SBCR www.consorziosbcr.net

L’Europa prima di essere l’Europa: all’Expo internazionale del 1958, in Belgio, sotto il simbolo dell’Atomium, convergono gli stati nazione cercando di apparire al meglio del loro percorso tra scienza e tradizione e gli inglesi non vorranno essere da meno allestendo un magnifico padiglione più un pub tradizionale ma anche futuristico nella loro visione, il Britannia. Hanno a disposizione l’uomo giusto al COI (Central Office of Information) come hanno scoperto nel suo dossier personale, tale Thomas Foley di madre belga e padre per un certo periodo, gestore di pub. Ci si ritrova da subito irretiti dall’ironia di J. Coe, uno dei pochi casi nei quali anche chi non ama le ormai ‘stra-invadenti’ serie televisive italiane o straniere, se ne vedrebbe volentieri una infinita con i personaggi dei suoi libri. Trovandoci ancora in clima di Guerra fredda, nella storia s’insinuano subito degli agenti segreti britannici che andranno controllando (minimo minimo) che nessuno sia comunista o gay (categorie che dopo più di un cinquantennio sono divenute di nuovo impopolari…). Nella storia s’inserisce anche l’elemento romantico poiché Thomas è fresco marito fedele e neo papà ma la prospettiva di stare sei mesi fuori per lavoro risveglia anche in lui sopite fantasie, in fondo è un belloccio paragonato spesso a Gary Cooper e Dirk Bogarde. Le possibili mire ‘romantiche’ di Thomas torneranno utili all’intelligence nel momento in cui il racconto volterà nella spy story, a causa delle minacce alla sicurezza d’un certo macchinario Z e della presenza piuttosto invadente di un addetto alle relazioni pubbliche russo: lo stesso Thomas ne sarà travolto mentre altre sorprese amare lo attendono… alla fine. Caratteristica della narrativa di Coe è quella di snocciolare la Storia fra storie minime così che tutto diventi vivido e molto realistico e in questo romanzo torna a fare del suo meglio per divertire i lettori. Un capitolo in forma di vero epilogo farà riflettere molto sulle illusioni di cui ci si nutre nel trascorrere dell’esistenza, anche da giovani adulti, soprattutto forse; la malinconia fra le righe, dopo molte scene sature di divertimento (dialoghi e situazioni davvero godibili), ma anche su quanto sia preziosa l’avventura umana. Coe ha intervistato persone presenti all’Expo del ’58, fra cui le stesse ragazze che accettarono di lavorare come hostess, nel romanzo ce ne sono alcune, affinché l’atmosfera del libro rispondesse il più possibile a quella di allora. Nel voler sentirsi europei di questo gruppo di giovani c’è molto idealismo, parole dette senza retorica a prova di cinismo. L’Europa di oggi, per quanto una realtà in divenire per certi versi ancora lontana da quel che potrebbe essere, in parte è anche merito loro.

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