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#Nonleggeteilibri – Ischia, noir di fine vacanza

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#Nonleggeteilibri – Ischia, noir di fine vacanza

#Nonleggeteilibri – Ischia, noir di fine vacanza
Settembre 05
16:38 2016

«Non leggete i libri fateveli raccontare» (Luciano Bianciardi)

Ischia di Gianni Mura – La Biblioteca di Repubblica – L’Espresso ed. 2016 € 7,90 con il quotidiano e-book ed. Feltrinelli € 5,99 isbn 9771128609321; disponibile al prestito interbibliotecario ed. Feltrinelli 2012 SBCR www.consorziosbcr.net

Lo sanno ormai i lettori che sotto il ‘cappello’ noir finiscono opere fra le più disparate e non fa eccezione questa del giornalista gourmet, nonché narratore, Gianni Mura. Il racconto si tinge di nero non fosse che per la presenza del commissario Magrite, in elegante e innamorata trasferta presso l’Isola della bellezza che, per quel non so che di stonato, fra tanto verde, sole (pioggia) e acque curative, mostra una sua notevole parte oscura. Magrite durante il suo soggiorno ischitano scoprirà molti misteri guidato da Peppe ‘o Francese, ex galeotto nostalgico di tante cose: l’isola di tanti anni prima, l’amore della sua vita che non c’è più, i buoni sapori della tradizione. L’ispettore avrà l’occasione di fare molti viaggi: dentro se stesso, dentro la storia d’amore con Michelle che per ora è una cosa ma potrebbe diventarne un’altra; dentro il proprio rapporto con la terra d’origine, la Francia, perché pare che Peppe voglia fargli rivivere il ricordo bello e terribile di certi anni ’70 (con le storie di Romain Gary e Jean Seberg)… Un viaggio a pelo d’acqua fra scrittori, artisti, imprenditori che in ogni epoca elessero l’sola a loro buen retiro, in una l’Italia vissuta anche come terra di non eccessivi moralismi e poi, invece, un viaggio fondo e coinvolgente fra i segreti di Cava Scura e ancora più giù fra i crimini che uccidono immigrati o ragazzini, anche qui, dove sembra che niente di brutto possa accadere. Dentro Ischia, non sempre in equilibrio perfetto, Gianni mura mette molte delle sue passioni con la trovata di voler far comprendere allo straniero Magrite usi e costumi italiani. Tocca con libertà molti nervi scoperti dell’attualità fra cui la politica del malaffare, l’immigrazione che crea scontri fra poveri, il malgoverno del territorio che proprio nei luoghi più belli dell’Isola, e della Penisola, porta morte e distruzione…Una storia con tanti elementi è vero, ma se il libro vuole far rivivere la complessità dell’Isola ci riesce, chi la conosce sa la sensazione di euforia che infonde nel viaggiatore e l’estrema armonia colta proprio fra quello strano caos, appena contenuto da una magica danza entropica. Tante le citazioni testimoni delle molte passioni di Mura: il libro è una testimonianza di grande affetto verso l’Isola, e verso il Sud, che finisce per richiamarne altrettanto nei confronti dell’autore: «(…) l’isola di Lampedusa meriterebbe il Nobel per la pace, perché da anni ci arrivano le carrette del mare, i barconi dei migranti. Dovrebbe vivere di turismo, piccola e bella com’è, invece è un centro d’accoglienza. Dove ci sono i volontari, la Croce rossa, ma anche tanta brava gente che porta acqua, cibo, vestiti. E gli uomini di mare se c’è un sos escono per salvare la carretta, anche se rischiano un’incriminazione per favoreggiamento, e non per affondarla, come piacerebbe ai leghisti». (Serena Grizi)

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