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#Nonleggeteilibri – “La società artificiale” è il nostro futuro?

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#Nonleggeteilibri – “La società artificiale” è il nostro futuro?

#Nonleggeteilibri – “La società artificiale” è il nostro futuro?
maggio 26
09:34 2019

(Serena Grizi) La società artificiale – Miti e derive dell’impero virtuale di Renato Curcio, Ed. Sensibili alle foglie 2018 € 16,00 isbn 9788898963751 e-book NO. Disponibile al prestito inter bibliotecario SBCR www.consorziosbcr.net NO

Siamo tutti pienamente consapevoli che i servizi ‘gratuiti’ che troviamo disponibili, basta avere uno smartphone, si prendono come pagamento tutti i dati che vorremo passargli via social (Whatsapp, Instagram, Facebook, e molti altri…) profilandoci il più possibile e mappando anche tutte le nostre relazioni? Siamo pienamente consapevoli che gli ‘assistenti’ tanto graziosi e ‘gratuiti’ che ci mettono a  disposizione i sistemi operativi col loro fare mellifluo e servile non creano solo un innocuo ‘tu per tu’ assistente-utente ma che memorizzano tutti i dati a cui riescono ad avere accesso col nostro benestare in un cloud molto più ampio, fuori dalla nostra portata; nel quale saranno conservati per molto tempo, analizzati, incrociati al ‘loro’ fine di fare di noi perfetti consumatori, in più convinti di utilizzare innocenti strumenti che andrebbero ad ottimizzare molte relazioni di lavoro e personali che crediamo segrete? Le quali relazioni umane a causa del nuovo modo di essere intrattenute, sempre attraverso un mediatore digitale, potrebbero sempre di più venire spogliate d’ogni valenza umana per rendere le persone vuoti officianti del nuovo capitolo del rito turbo capitalistico di questo millennio? Società artificiale non significa solo questo ma anche lavoratori con un ‘collare elettronico’ che controlla i minutaggi delle loro attività e si intrufola in ogni recesso del pensiero personale e del tempo, una volta considerato, libero: strumenti cosiddetti di ‘relazione’ e ‘collegamento’ che in realtà allontanano le persone, i lavoratori, prima fra di loro e poi dalle parti sociali che potrebbero sostenerne diritti e giuste rivendicazioni. La robotica è ormai una realtà consolidata in molte aziende italiane, e l’autore non crede che sia utilizzata rispondendo ai criteri delle tre leggi della robotica di Asimov. La nuova realtà dei robot non potrà quindi supportare gli umani in una sorta di aiuto vicendevole, poichè l’assunto è, e resta, quello dell’unico profitto capitalistico, di pochissimi individui a sfavore della moltitudine. Il sociologo Renato Curcio dimostra grande capacità di osservazione degli strumenti tecnologici e social, da quelli elementari come i correttori automatici di ortografia e grammatica di cui nota l’inadeguatezza e la poca versatilità, fino alla capacità di smontare e rimontare sistemi con approccio sociologico, con un occhio sistematico che suggerisce di interessarci di più, continuando ad utilizzare la tecnologia con accortezza e parsimonia, senza diventarne ‘discepoli’ come si vorrebbe, alla nostra privatezza, alla nostra creatività e libertà. «Il rastrellamento di dati infatti, comunque venga effettuato, ci mette davanti alla spietata ricerca di ulteriori incrementi della produttività del lavoro umano, a finalità bassamente commerciali o, ancora, a malcelate intenzioni di controllo politico e sociale; in particolare delle nostre reti relazionali. E queste finalità, tutte quante, hanno per denominatore comune la profilazione spinta all’estremo di ciascun singolo componente di quello che, con una metafora militare appropriata, viene sgradevolmente definito “il target”. Vale a dire il bersaglio!». Interessanti notazioni sui cyber umani e sulla esclusione digitale. Interessante bibliografia di riferimento. (Immagine web)

 

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